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Attualità | 14 aprile 2020, 15:20

"A me manca la vita reale”, "E' come se ci mancasse un pezzo": sul web la voce degli studenti del Denina-Pellico-Rivoira di Saluzzo

Voci dalla rubrica Buongiorno Prof, degli studenti che seguono la didattica a distanza. Manca la vita di classe e c'è timore per gli esami. Tra le righe, per gli studenti della quinta, anche il rimpianto per non aver vissuto pienamente l’ultimo anno di scuola con i prof. che li hanno seguiti

Immagine di repertorio

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“A me in particolare manca la vita reale: non può ridursi tutto a quella virtuale!” (Cristina, Denina). Questa è una delle frasi che si leggono nella rubrica "Buongiorno prof" presente sulla Home page degli istituti Denina-Pellico-Rivoira di Saluzzo, curata dal professor Tardivo

Nelle tre scuole proseguono regolarmente le attività didattiche a distanza, grazie ai pc e alle chiavette Internet consegnati in comodato d’uso agli studenti che ne erano sprovvisti. C'è grande senso di appartenenza e gli stessi studenti hanno chiesto e ottenuto l’autorizzazione per organizzare la loro assemblea (il 10 aprile) per sentirsi parte viva, anche solo per un’ora, anche solo davanti ad un pc, del Denina, nel suo insieme. Dalle loro case, seguono le lezioni, vivendo l’esperienza di questo momento di isolamento anticontagio, che è anche crescita personale e culturale, come evidenziano le loro bellissime riflessioni.

“Ormai siamo in uno stadio di rassegnazione in cui ci siamo resi conto che per tornare a quella vita che tanto ci piaceva dovremmo fare un piccolo sforzo e restare chiusi in casa per un certo periodo” (Francesca, Denina).

Incredulità, rassegnazione, ma anche una nuova consapevolezza: “Dopo questi giorni apprezzeremo molto di più le piccole cose, stringerci in un abbraccio ci sembrerà un dono magnifico. Tutto insegna nella vita.” (Anna, Denina).

“Oggi, ogni singolo gesto quotidiano, diventa più importante.. soprattutto prevale il desiderio di difesa e di protezione nei confronti di tutto l’ambiente che ci circonda, la nostra casa... La Terra. Il futuro si decide adesso..”  (IA Pellico).

E i ragazzi delle quinte? “C’è tanta malinconia perché avrei voluto avere l’esperienza di una maturità normale con i miei compagni, passare l’ultimo giorno di scuola tutti assieme e augurarsi una buona vita e salutare i prof che ci hanno visto crescere”, scrive Michela, V RIM Denina, compagna di classe di Yanara: “Ora è difficile dividere casa e scuola, io sto sempre sui libri, non mi rendo conto del tempo che passa e finisco col sovraccaricarmi di lavoro”.

A questo si aggiunge sicuramente una grande incertezza: “In questi anni di scuola siamo stati proiettati in uno scenario d’esame più o meno uguale da un anno all’altro, eravamo pronti e preparati per sostenerlo.” (Francesca V AFM);

“Io sono spaesato, è una situazione molto incerta, che vincolerà sicuramente le nostre scelte future e che ci porterà a decisioni diverse da quelle impostate e ritengo che ci debbano essere fornite notizie più dettagliate su questa maturità che ormai è alle porte.” Questa la voce di Gabriele, V ITIS indirizzo elettrotecnico, a cui si aggiunge quella di Mattia “Sicuramente questo periodo non è stato dei migliori, ma mediante la didattica a distanza siamo riusciti a portare avanti il programma e a non fermarci”.

E Marta, V Servizi Sociali Pellico: “Sono preoccupata per l’orale, essere davanti a un cellulare senza nemmeno il supporto anche solo di una compagna che ti rassicura prima della prova mi provoca non poca agitazione, è una situazione surreale… non potrò nemmeno avere voi docenti di fronte che avreste potuto con uno sguardo, un piccolo gesto, tranquillizzarmi”.

Manifesta le sue preoccupazioni un geometra di V CAT, Stefano:Ho paura per eventuali problemi di connessione, perché i prof possono pensare che io sbirci su bigliettini solo perché sposto lo sguardo dal video e ho paura perché questa metodologia è un’incognita in ogni caso”.

Ma fra le righe si legge per tutti lo smarrimento e il rimpianto per non aver vissuto l’ultimo anno di scuola, l’ultimo giorno di scuola “…Come se mancasse un pezzo!” Scrive Alessia, “…Non sentire l’ultima campanella” aggiunge Alberto, futuri geometri entrambi, che continua “Certo, di alzarmi presto la mattina non avevo mai voglia, però mi manca la classe e questa maturità forzata sarà molto triste con un esame online. Mi sarebbe piaciuto vivere la notte prima degli esami, ascoltare la canzone di Venditti, scegliere il banco per la prova scritta, festeggiare con i compagni dopo aver dato l’orale. Queste sono cose che non proverò mai e mi dispiace molto, in tutta sincerità”.

Ma anche: “Ero molto preoccupata, ma ora mi sono resa conto che l’esecuzione di questo esame non è impossibile grazie alla tecnologia”, Giada, sempre di V geometri Denina.

Malinconia, preoccupazione, agitazione, ma anche sollievo perché, alla fine, la prova conclusiva del proprio ciclo di studi ci sarà, in un modo o nell’altro. Quella grande prova che è per tutti gli studenti la Maturità.

Il messaggio finale è affidato agli alunni del triennio IPSIA Pellico nel video intitolato Distanti ma uniti, che i ragazzi hanno realizzato con l’aiuto della loro insegnante di Italiano, prof.ssa Bosio: “E’ successo tutto così in fretta, non ce lo aspettavamo. Da un giorno all’altro tutta la nostra normalità è stata sconvolta. Niente più scuola, niente più feste, niente più sport, niente più incontri con gli amici, tutti a casa perché fuori, silenzioso, infido e crudele un virus minaccia la vita di tutti. Ci siamo sentiti smarriti, a volte non sappiamo cosa pensare, spesso ci sentiamo soli, però poi, poco per volta, la scuola è ricominciata. A distanza, certo, non è la stessa cosa, ma, finalmente, con i nostri telefoni e computer, abbiamo ricominciato a vederci, a ridere insieme, a parlare, a studiare o almeno, ci proviamo … Ragazzi e famiglie, tutti i nostri prof, ognuno col suo impegno, ognuno col suo entusiasmo, potremo farcela davvero. La scuola riparte da qui”.

 

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