Nonostante il crollo dei mercati a causa della pandemia - dinanzi allo spettro di una recessione globale - il settore del trading online è andato controcorrente, registrando dati record.
L’aumento della volatilità ha infatti attirato un’ondata di nuovi utenti, i quali hanno ritenuto di trovarsi davanti a una grande opportunità di investimento. Opportunità da non rimandare più in avanti, per evitare il rischio che ormai possa essere già troppo tardi.
Ma non solo. Le turbolenze sui mercati hanno richiamato all’attenzione anche gli investitori di medio-lungo periodo, preoccupati per le oscillazioni negative dei loro portafogli. In tale ottica, molti di essi hanno deciso di coprirsi: chi chiudendo parte delle posizioni, chi facendo uso di strumenti derivati di hedging.
Se a questo scenario aggiungiamo il fatto che gli italiani sono costretti a rispettare la quarantena da inizio marzo, ecco spiegato il picco di volumi e di nuove acquisizioni di clienti da parte dei broker online. Sono proprio questi ultimi, i broker, a confermare l’impennata di traffico e transazioni da parte dei loro clienti italiani.
Il broker online eToro ha fatto sapere che il traffico sul suo sito web è aumentato del 200%. Il tasso di crescita di nuovi clienti ha fatto registrare +300%. Facendo fede alle opinioni eToro raccolte sui siti finanziari di riferimento, il broker israeliano attira sia investitori di lungo termine (grazie soprattutto ai servizi di copy trading e di copy portfolio) sia traders con finalità speculative. La volatilità causata dal Covid-19 ha dunque attirato sia quegli investitori preoccupati dai ribassi dai mercati, sia quei traders che hanno pensato di avere davanti l’occasione che aspettano da anni.
L’indice Vix infatti, il misuratore per eccellenza della volatilità dei mercati, è arrivato a toccare valori record, come non se ne erano mai visti prima. Ed è quando la volatilità è alle stelle che i traders possono ottenere rendimenti difficili da ottenere quando le acque sono calme.
Un’altra conferma sull’impennata dei volumi è arrivata dal broker italiano Directa. La forte volatilità associata alla quarantena ha contribuito al raddoppio sia del numero di clienti che dei volumi di trading.
Quali asset sono stati maggiormente negoziati durante le turbolenze sui mercati?
Gli speculatori hanno sicuramente concentrato le loro attività di trading sugli indici. Questi sono stati negoziati principalmente tramite CFD, futures e opzioni. Anche le materie prime hanno visto un boom di negoziazioni, in primis il petrolio che ha fatto segnare dei record minimi (attualmente ha le stesse quotazioni di 30 anni fa). Seguono nella classifica le azioni. In particolare alcuni titoli azionari sono stati acquistati a seguito dei forti ribassi di cui sono stati vittime. Anche gli investitori di lungo periodo (c.d cassettisti) hanno aggiunto in portafoglio numerose azioni acquistate a sconto.
Notevolmente ridimensionato è stato invece il trading sulle criptovalute. Né il Bitcoin né altro cripto hanno visto un aumento dei volumi durante questo periodo.
Attenzione ai broker illegali
Approfittando della quarantena, le attività dei broker truffaldini è aumentata a dismisura. Per chi non lo sapesse, si tratta di broker privi di autorizzazione, che raggiungono i potenziali clienti attraverso le chiamate effettuate dai loro call center.
Promettendo guadagni sicuri tramite il trading online, gli operatori telefonici spesso riescono ad aggirare l’ignaro utente. I soldi che quest’ultimo verserà al broker non verranno mai investiti in strumenti finanziari. Semplicemente spariranno nelle tasche del broker truffaldino, il quale farà perdere le sue tracce.
La regola per evitare queste truffe è semplice: quando si riceve una chiamata in cui ci viene proposto un investimento bisogna riagganciare subito. Nessun broker autorizzato infatti effettuerà chiamate verso sconosciuti, alla ricerca aggressiva di nuovi clienti. Per chi è alla ricerca di un broker online bisogna fare affidamento ai siti specializzati nelle recensioni degli intermediari e scegliere soltanto quelli autorizzati dalla Consob (per la verifica basta recarsi sul sito della Consob).














