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Attualità | 06 agosto 2020, 16:45

Rimane chiusa la casa del cimitero a Saluzzo: aprirà ai braccianti quando il Comune riceverà “rassicurazioni sulle competenze sanitarie”

Il sindaco Calderoni: “Nel protocollo sottoscritto in Prefettura è ben strutturata la gestione dell’emergenza Covid-19. Mi preoccupano i toni allarmistici di numerosi esponenti della maggioranza regionale. Chiedo un nuovo incontro in Prefettura: chiariti tutti gli aspetti gestionali, apriremo”

L'ex casa del custode del cimitero di Saluzzo

L'ex casa del custode del cimitero di Saluzzo

Continuano a rimanere chiusi i cancelli dell'ex casa del custode del cimitero di Saluzzo, l’edificio al civico 28 di via della Croce adibito all’accoglienza di venti stagionali della frutta, come stabilito dal protocollo d’intesa firmato in Prefettura per la “gestione dell’emergenza Covid-19 in relazione agli aspiranti braccianti senza dimora nel territorio saluzzese”. 

La struttura è solo uno dei tasselli che compongono la rete dell’accoglienza diffusa sul territorio saluzzese, coordinata proprio dalla Prefettura, attraverso il protocollo firmato il 30 giugno, e condiviso anche dalla Regione Piemonte.

Le linee attuative del protocollo d’intenti sono state sottoscritte anche dal commissario regionale straordinario per l'emergenza migranti nel Comuni di Saluzzo e limitrofi, il dottor Giuseppe Guerra.

Un documento all’interno del quale il sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni, riteneva “ben strutturata la gestione dell’emergenza, compresa la procedura per affrontare l'insorgere di casi di positività, gli isolamenti, alla luce anche delle ampie rassicurazioni espresse in Prefettura in occasione dei tanti tavoli di coordinamento degli ultimi quattro mesi”.

“In questo contesto, quindi, non comprendo e mi preoccupano i toni allarmistici espressi recentemente da numerosi esponenti della maggioranza regionale, con riferimento alle positività al Covid riscontrate la scorsa settimana.

Possibile che la Regione stessa non abbia fiducia nell’operato dei propri funzionari?”.

Preoccupazioni che hanno quindi indotto Calderoni “a rimandare l’apertura dell’accoglienza nell'ex casa del custode del cimitero e a chiedere l’ennesimo incontro urgente in Prefettura per chiarimenti sugli aspetti di competenza sanitaria, affinché vi sia la certezza che siano attuati con precisa cadenza, onde scongiurare evoluzioni critiche.

Quando avrò ricevuto tali rassicurazioni, e quando tutti gli aspetti gestionali saranno chiariti, allora si potrà procedere all'apertura anche del sito di accoglienza diffusa di Saluzzo”.

Proprio il primo cittadino saluzzese, in un incontro con la stampa il 29 luglio scorso, aveva parlato di ritardi nell'apertura del sito di accoglienza, per ottemperare ad alcune prescrizioni dell'Asl Cn1.

La chiusura, da quanto si apprende, perdurerà, sino a quando il Comune non avrà elementi certi circa le competenze sanitarie (prevalentemente legate all'emergenza Covid) che possono essere correlate all'alloggiamento di una ventina di braccianti nel sito di via della Croce.

Nicolò Bertola

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