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Attualità | 29 luglio 2020, 18:14

Nuovo vertice in Prefettura sui migranti della frutta di Saluzzo: al centro l’emergenza Covid-19

Riunione in programma domani (giovedì) a Cuneo. Il sindaco Calderoni: “Ho scritto al prefetto Russo affinché dia mandato ai soggetti competenti di attivare le misure previste dal protocollo. Non siamo noi, come Comune, a dare indicazioni operative. Noi segnaliamo e monitoriamo”

L'ex casa del custode del cimitero di Saluzzo (Foto sito Saluzzo Migrante)

L'ex casa del custode del cimitero di Saluzzo (Foto sito Saluzzo Migrante)

Nuovo vertice in Prefettura, a Cuneo, per la gestione dei migranti della frutta che gravitano su (e intorno) a Saluzzo.

Lo ha reso noto stamane, durante l’incontro con i giornalisti, il sindaco Mauro Calderoni.

La riunione presso l’Ufficio territoriale del Governo di Cuneo si è resa necessaria alla luce dei casi di contagio da Covid-19 registrati in città.

Ho scritto al prefetto Giovanni Russo – ha detto Calderoni – affinché dia mandato ai soggetti competenti di attivare le misure previste dal protocollo. Non siamo noi, come Comune, a dare indicazioni operative. Noi segnaliamo, monitoriamo l’andamento e l’efficacia delle soluzioni messe in campo”.

“A rendere più complessa la situazione per la comunità saluzzese, nell’affrontare i rischi del Covid 19 – così riporta una nota del Comune di Saluzzo – è anche la presenza di braccianti agricoli e aspiranti lavoratori di origine africana per i quali è in fase di implementazione una rete di siti di accoglienze diffuse sull’intero territorio del distretto frutticolo ai piedi del Monviso.
Decine fra loro non hanno trovato accoglienza o un luogo stabile dove dormire e vivono in situazioni di promiscuità che rischiano di far aumentare le possibilità di contagio”.

Intanto, a Saluzzo, deve ancora essere aperta l’ex casa del custode del Cimitero, uno dei siti della rete d’accoglienza diffusa concordata tra Prefettura, Regione, Caritas, Associazione Papa Giovanni XXIII e 8 dei 34 Comuni del distretto frutticolo saluzzese.

Abbiamo ricevuto alcune prescrizioni dell’Asl Cn1 – ha spiegato il sindaco – relativamente allo spazio più capiente ed alla rampa di scale che conduce ai piani superiori dell’immobile, alla parte già residenziale.

Ci è stato detto, il 13 luglio, di dover fare una serie di lavori, che richiedono tempo per essere eseguiti. Ci lavoriamo con i nostri operai per ridurre tempi”.

L’apertura dell’ex casa del custode andrà ad aumentare i posti letto dell’accoglienza diffusa, sul territorio. Ma “esauriti i posti, toccherà riunire nuovamente il tavolo con la Prefettura ed affrontare il problema” chiosa il sindaco di Saluzzo.

Nicolò Bertola

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