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Attualità | 14 ottobre 2020, 08:19

Nuovo Dpcm, da tutta Italia un'unica voce per evitare il collasso del settore: "Chiediamo la deroga per matrimoni ed eventi già programmati"

Monia Re, wedding & event planner di Cuneo, aderente a Federmep: "Noi iniziamo a programmare un matrimonio da sei mesi ad un anno prima. Dietro il mio lavoro c'è una filiera immensa. Che ci dicano come, ma ci facciano lavorare"

Nuovo Dpcm, da tutta Italia un'unica voce per evitare il collasso del settore: "Chiediamo la deroga per matrimoni ed eventi già programmati"

E' arrabbiata Monia Re. Cuneese, è tra le wedding & event planner più famose d'Italia.

Il nuovo dpcm è un ennesimo colpo, pressoché mortale, ad un settore che dà da lavorare a migliaia di professionisti. "Dietro ad un matrimonio c'è una filiera immensa - evidenzia Monia Re. Ci sono persone che hanno programmato di sposarsi nei prossimi giorni e, da un momento all'altro, arriva questa regola dei 30 invitati al massimo. La situazione è insostenibile per il mondo degli eventi, ma anche del turismo. Basti pensare ai tanti stranieri che si sposano nelle Langhe e che arrivano con invitati, occupano alberghi, visitano cantine, affittano auto: cancellato tutto. Ho sentito colleghe disperate, come lo sono gli sposi!.

Non so se sia stato intuito o fortuna, ma io per questo autunno ho consigliato di rimandare i matrimoni di settembre e ottobre, quasi me lo sentissi. Ma parlo a nome di tutti i colleghi d'Italia.

Chiederemo, assieme a tutte le associazioni del settore, un incontro a Conte. Per una deroga, almeno per le cerimonie già organizzate e prenotate. Per un matrimonio ci muoviamo dai sei mesi ad un anno prima. Per confermare il catering ci si muove con mesi di anticipo, ma 10 giorni prima della data bisogna comunicare i numeri esatti degli invitati per acquistare le materie prime. E chi si sposa nei prossimi giorni e ha già confermato? Diteci come lavorare, ma fateci lavorare! Questa è un'ennesima dimostrazione di quanto poco il settore degli eventi, che forse in Italia è secondo solo al turismo, non interessi a nessuno!".

Federmep, Feder Matrimoni ed Eventi Privati associazione nazionale di categoria che rappresenta tutti i professionisti e le aziende del settore, ha reso noto che nel prossimo fine settimana sarebbero previste oltre cinquemila cerimonie, tra matrimoni, comunioni, battesimi. Eventi che saranno annullati o limitati a pochi intimi, gettando nel caos e nello sconforto gli sposi e gli altri festeggiati. Centinaia di migliaia di euro di prodotti deteriorabili saranno gettati. Un danno che si va ad aggiungere ai mancati guadagni registrati nei mesi del lockdown.

"Si preveda una deroga per gli eventi programmati prevedendo rigidi controlli da parte delle autorità competenti e ristori per le cerimonie che saranno annullate“.

Il settore, che conta 50mila tra imprese e partite iva e 300mila lavoratori tra impiegati stabili e stagionali, è tra quelli più colpiti. Da marzo ad oggi sono stati cancellati circa 65mila matrimoni e circa 200mila eventi di altra natura.

La perdita per il settore ammonta a circa 20 miliardi, senza contare l’indotto.

"Inaspriscano i controlli, ma non facciano cadere la scure sul collo di migliaia di persone e delle nostre imprese”, ha dichiarato Serena Ranieri, presidente di Federmep.

Conclude Monia Re: "Ora è sicuramente arrivato il momento di far sentire la nostra voce, il grido di un comparto ormai in ginocchio, di protestare per far capire che così non si può andare avanti. Servono da parte del legislatore dei progetti a medio-lungo termine, occorre un quadro più chiaro, con opportune delucidazioni che consentano anche delle deroghe. Solo se ci uniamo tutti insieme potremo essere più credibili, più forti e sicuramente più incisivi.”

barbara simonelli

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