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Attualità | 28 ottobre 2020, 12:52

A quota 250 i ricoverati Covid negli ospedali della Granda. In arrivo 35 nuovi posti di terapia intensiva

In tutta la regione preoccupa la progressione del numero di ospedalizzati, ma anche il recente incremento dei pazienti più gravi: +18% nella sola giornata di ieri

L'ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno (archivio)

L'ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno (archivio)

Un totale di 35 nuovi posti: 9 al "Santa Croce" di Cuneo, 10 al "Covid hospital" di Saluzzo, 8 al "Michele e Pietro Ferrero" di Verduno, altrettanti a Mondovì.
Sono queste le richieste che il Dipartimento Interaziendale Malattie ed Emergenze Infettive (Dirmei) attivato dalla Regione quale presidio per fronteggiare l'emergenza Covid in Piemonte ha avanzato ieri (martedì 27 ottobre) alle Asl e Aso della Granda per aggiornare la dotazione di terapie intensive a disposizione degli ospedali del territorio, negli ultimi quindici giorni riprecipitati in una situazione che pare purtroppo destinata a replicare quanto già visto nella scorsa primavera.

Diversi i fronti critici che in questo momento impegnano infatti i responsabili della sanità regionale, a partire proprio dalla dotazione di spazi attrezzati per la cura dei malati in condizioni più gravi.
In tutto il Piemonte erano 327 nella prima fase. Arrivarono a 453 tra il marzo e l’aprile scorsi. Sono stati già strutturalmente accresciuti di una quarantina di unità, agli attuali 367 posti letto, e secondo quanto ci viene spiegato dall’Assessorato di corso Regina Margherita a Torino potranno essere ancora implementati sino a un più rassicurante totale di 614.
Un’ulteriore dotazione gradualmente attivabile in tempi tutto sommato molto rapidi, nel giro di 24-48 ore, che però da una parte comporterebbe il dover intervenire in modo pesante sull’organizzazione interna dei singoli presìdi, con chiusure di reparti legate anche e soprattutto all’esigenza di dirottarvi personale dedicato (di ieri, in questa direzione la decisione di interrompere l’attività notturna – dalle ore 20 alle 8 – nei Pronto soccorso di Saluzzo e Ceva).
E che dall’altra non costituirebbe comunque una soglia di sicurezza assoluta nel caso in cui l’attuale curva di questo tipo di ricoveri dovesse assumere una progressione esponenziale, come quella già tracciata dai ricoveri ordinari sempre legati al Coronavirus.

Il bollettino Covid diramato ieri dall’Unità di Crisi regionale contava infatti un incremento di ricoveri nelle terapie intensive piemontesi di 19 pazienti infetti, arrivati così a un totale di 121. Un numero giunto così a rappresentare il 32% dell’intera attuale dotazione complessiva. Ma che preoccupa per quanto un balzo di 19 ricoverati in 24 ore (+18%, mentre il giorno precedente si parlava di +8 pazienti e 8% di crescita) potrebbe rappresentare in linea di tendenza.

Ovvio che, se questo dato dovesse segnare un cambio di passo nella progressione di tale curva,  il risultato sarebbe quello di interi ospedali che nel giro di un paio di settimane rischierebbero di vedere occupata buona parte di spazi che, come noto, sono fondamentali anche per il proseguimento dell’attività ordinaria, a partire da quella legata agli interventi chirurgici e alla gestione delle emergenze.
E questo senza dire delle rigidità insite nell’allocazione dei posti Covid, che una volta organizzati per accogliere questo tipo di pazienti, magari sull’onda di urgenze di giornata, ne rimangono generalmente appannaggio, non potendo essere facilmente riconvertiti per riaccogliere la normale utenza ospedaliera.

Come accennato, già inclinata in modo preoccupante è invece la curva che rappresenta la tendenza dei ricoveri ordinari Covid, in Piemonte arrivati sempre ieri a un totale di 2.016, con un incremento di 167 unità rispetto al giorno precedente (+9%), mentre lunedì si segnalava un balzo attestato addirittura al 15% (+247 ricoveri).

Anche qui la capacità numerica messa in campo dal Piemonte è teoricamente ampia ampia, al momento tarata su una previsione di complessivi 5.500 posti. Una parte di questi sono allocati presso i Covid hospital di Saluzzo, Carmagnola, Borgosesia, Tortona e dell’Oftalmico di Torino, mentre per gli altri ospedali i piani dalla Regione ipotizzano diversi possibili scenari, con la possibilità di occupare anche il 50% dei posti letto ordinari.
Ma anche in questo caso – e ancor di più – la preoccupazione è quella che il carattere esponenziale della loro progressione possa portarli ad esaurimento nel giro di un paio di settimane, se non intervengono fattori da tali da invertire l'attuale avanzamento.  

Ragionamenti che comprendono ovviamente anche la situazione nei plessi cuneesi, dove i ricoverati sono ormai nell’ordine dei 250. Sempre a ieri sera al "Santa Croce" di Cuneo si contavano infatti 4 pazienti in terapia intensiva, 16 in semi-intensiva, 30 ricoverati in Malattie Infettive e 40 in altri reparti. A Verduno il dato era di 50 pazienti di media intensità. A Mondovì 4 pazienti in terapia intensiva e 21 di media intensità. A Ceva 23 di media intensità. A Saluzzo 4 in intensiva a 48 di media intensità. A Savigliano 7 pazienti.

Oltre il 6% delle circa 3.600 persone attualmente positive in provincia è quindi approdato in ospedale. Un dato che sale sino al 9% a livello regionale, con 2.019 ricoveri su un totale di 23.240 attualmente positivi.
Peggio insomma di quanto non avvenga nella generalità delle altre regioni, come conferma il confronto con realtà quali la Campania (4%) e il Lazio (6%), che pure stanno contando numeri altrettanto alti di nuovi casi.

Un segno di quanto qualcosa probabilmente non stia funzionando come dovrebbe a livello di medicina territoriale, con gli ospedali chiamati a supplire a una mole di richieste che non riesce a essere arginata dai medici di famiglia, evidentemente travolti da quella stessa ondata che ha investito per primo il sistema di tracciamento dei positivi, dove oggi la forza di fuoco del Piemonte non è comunque troppo distante da quella messa in campo dal Veneto (ieri circa 12mila tamponi effettuati contro i 13mila circa della regione del Nord Est).

Ezio Massucco

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