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Politica | 24 novembre 2020, 17:07

Savigliano, Gioffreda: “Lascio questa politica senza rimpianti”

Ad un anno e mezzo dalle elezioni comunali se ne va il candidato sindaco del centrodestra nel 2017. “È stata una pessima esperienza. Sono stato disgustato – commenta – dal vergognoso condizionamento del potere finanziario”. Per Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si pone ora il problema di trovare una nuova leadership

Savigliano, Gioffreda: “Lascio questa politica senza rimpianti”

“È stata una pessima esperienza. Pensavo di dover imparare ad amministrare la res pubblica da chi si vantava di poterlo fare meglio di me perché ero accusato di essere poco accomodante. Invece mi sono dovuto scontrare più volte con una realtà fuori dai canoni di quello che sarebbe stato il mio mandato di equità e trasparenza. Se qualcuno avrà la bontà di rileggere ciò che ho fatto da solo, senza guadagnare nulla e senza strutture di partiti alle spalle capirà cosa voglio dire. In ultimo, lo voglio dire, sono disgustato da come la politica sia vergognosamente condizionata dal potere finanziario”.

Così Tommaso Gioffreda, capogruppo della minoranza di centrodestra a Savigliano, commenta, non senza amarezza, la sua decisione, irrevocabile, di lasciare il mandato da consigliere comunale.

Tutti si aspettavano – considerate le fibrillazioni che da mesi agitano il  centrosinistra – che il terremoto interessasse la maggioranza consiliare e invece ecco che lo scossone mette in crisi la minoranza di centrodestra.

Gioffreda non ha voluto spiegare le ragioni del suo inopinato gesto, anche se si può immaginare che la rinuncia sia in qualche modo riconducibile alla sua carriera nell’Arma dei Carabinieri.

L’ufficiale della Benemerita, ora maggiore, già comandante della Compagnia di Savigliano col grado di capitano, tre anni fa si era fatto tentare da alcuni big di Forza Italia e Fratelli d’Italia ad accettare la guida della coalizione di centrodestra (Lista civica Savigliano 2.0, Lega e Forza Italia) per scalzare il centrosinistra dalla tolda di comando del municipio.

Al primo turno, l’11 giugno 2017, poco più di un paio di punti percentuali lo avevano diviso dal suo avversario Giulio Ambroggio: aveva ottenuto il 28,21% contro il 31,68% del suo competitor.

Nel turno di ballottaggio del 25 giugno la forbice si era ampliata (57,84% Ambroggio, 42,16% Gioffreda) determinando una nuova conferma alla guida del Comune di un esponente del centrosinistra.

Sono stati anni di battaglie, quelli vissuti in Consiglio comunale da Gioffreda, che si è però ritrovato spesso solo, abbandonato anche da quelli che, in occasione delle amministrative del 2017, si erano proposti come suoi mentori.

Una personalità come la sua andava forse meglio valorizzata, ma le promesse della vigilia raramente vengono rispettate, meno che mai poi se l’esito elettorale non è stato conforme ai desiderata dei proponenti.

La vittoria ha tanti padri, mentre la sconfitta – si sa - è sempre orfana.

Gioffreda è stato un battitore libero, a tratti “barricadero”, poco incline alla mediazione e meno che mai a quei compromessi che anche la politica municipale richiede.

Ora, quando manca poco più di un anno al ritorno alle urne – si voterà per le comunali nella primavera 2022 – il centrodestra si ritrova orfano di leadership.

Chi sarà l’uomo (o la donna) cui Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si affideranno per affrontare una sfida che li vede soccombenti da un quarto di secolo?

Giampaolo Testa

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