Niente Natale, nemmeno tra parenti stretti, per Alex Occelli, studente di 22 anni di Borgo San Dalmazzo. Passerà le Feste nel suo piccolo appartamento nel quartiere London Bridge della capitale inglese. Bloccato, come sono bloccati altri italiani, a seguito della chiusura delle frontiere italiane ai voli provenienti dalla Gran Bretagna.
Alex ha iniziato la sua avventura all’estero in questo “strano” 2020. Sicuramente se lo immaginava diverso il suo primo anno da “expat”. E’ iscritto alla Westminster University e studia Management e ha cominciato le lezioni a gennaio. Ma non si aspettava che la maggior parte del tempo lo avrebbe passato a casa, nel suo alloggio, a seguire le lezioni in video.
Poche occasioni di confronto con compagni studenti. Poche possibilità di svago in quest’anno.
“Mi manca vestirmi alla mattina, prepararmi e uscire – spiega Alex a Targatocn – Sono stanco di seguire le lezioni in tuta. Il primo lockdown è arrivato a metà marzo e le prime aperture sono arrivate intorno al mese di giugno. A luglio sono tornato a casa a Borgo e a settembre sono rientrato nel mio alloggio a Londra dove vivo da solo. Avrei dovuto riprendere le lezioni a novembre in presenza, ma poi con la seconda ondata non siamo mai ritornati a scuola.”
“Ora la situazione è uguale a marzo – ci spiega – da domenica 20 e fino al 30 dicembre resteranno aperti solo gli alimentari e gli esercizi di prima necessità. Sulla nuova variante del virus, si dice qui, che circoli da settembre. In quel periodo i territori più colpiti erano quelli del Nord Inghilterra, poi pian piano i contagi hanno ricominciato a circolare massicciamente. Sinceramente non so cosa pensare. Ora le strade, solitamente trafficate, sono deserte. Impressionante l’atmosfera che si respira.”
Alex sarebbe dovuto tornare a Torino con il volo di ieri mattina, lunedì 21 dicembre, con partenza alle ore 6,50 da Stansted e che sarebbe dovuto arrivare a Torino alle 9. Volo che non è mai partito.
“Naturalmente visto il blocco delle frontiere agli aerei provenienti dall’Inghilterra – continua – mi sono informato per bene sul mio volo. Molte sono state le cancellazioni. Il mio volo ha continuato ad essere confermato fino a 20 minuti prima. Quando mi arriva la mail che non avrei voluto ricevere. Cancellato. Mi metto alla ricerca di un nuovo volo. Alcuni partono da 500 e arrivano fino a 800 sterline. Qualcuno lo ha preso ma è rimasto truffato. Lascio perdere e chiamo il consolato, ma nessuno mi risponde. Tento con la Farnesina. Dopo diverse chiamate mi risponde una segretaria sgarbata che mi dice ‘Se vuole tornare si affitti un jet privato’, non proprio d’aiuto in questo marasma: considerando che sono moltissimi gli italiani che sarebbero tornati in questi giorni. Conosco diverse persone che sono rimaste bloccate qui, nonostante tamponi preventivi e previsioni di quarantena in Italia. Una persona che conosco avrebbe dovuto lasciare definitivamente la casa a dicembre. Se resta bloccato fino a gennaio potrebbe rimanere addirittura senza casa.”
“Dopo questa trafila – ci racconta ancora dispiaciuto – ho deciso di lasciar perdere. Passerò il Natale qui, da solo, in attesa di poter tornare. Qui per la gente rimasta sola sono state ideate le cosiddette ‘Support Bubbles’, cioè “bolle di sostegno” dove potersi unire con soggetti non a rischio contagio. Ma ormai ho accettato il fatto di passare il Natale in solitaria. Sapevo che sarebbe stato particolare quest’anno: sarei stato unicamente con i miei genitori e forse avrei visto con le dovute precauzioni la nonna e la bisnonna. Tutto qui. Non poter fare nemmeno questo, però, è snervante. Considerando che per sei mesi sono già stato lontano da casa.”


















