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Politica | 31 dicembre 2020, 07:52

Zangrillo: “Non ha riscontri la narrazione di Cirio in fuga da Forza Italia”

Il coordinatore forzista piemontese smentisce le voci che si rincorrono da mesi sul possibile cambio di casacca del Presidente della Regione e dà il benvenuto a Roberto Cota. “Un arrivo - afferma, non sollecitato, che dimostra quanto il nostro partito sia vitale ed attraente”

Zangrillo: “Non ha riscontri la narrazione di Cirio in fuga da Forza Italia”

Paolo Zangrillo, dirigente d’azienda, deputato azzurro dal 2018, fratello del noto virologo Alberto, medico personale di Silvio Berlusconi, è il coordinatore regionale di Forza Italia in Piemonte.

A conclusione di un anno complesso sotto innumerevoli aspetti, gli abbiamo rivolto alcune domande sulle vicende politiche piemontesi con particolare riguardo alle voci che continuano a rincorrersi circa il possibile cambio di casacca del Presidente Alberto Cirio e sulle novità intercorse in questi ultimi giorni con l’arrivo nelle fila forziste dell’ex Presidente leghista Roberto Cota.

- Onorevole Zangrillo, come ha accolto l’arrivo di Cota?

Con grande soddisfazione perché si tratta di un personaggio autorevole, portatore di esperienza e competenze”.

- Quale incarico gli avete garantito?

Me l’aspettavo questa domanda, ma è fuori strada. Cota non ha chiesto nulla e noi non gli abbiamo promesso alcunchè. È un avvocato affermato che non ha bisogno di politica per vivere. Mi aiuterà nella conduzione del partito come semplice militante. Ha passione civile e condivide i nostri stessi valori. Per quanto mi compete, valorizzerò sicuramente la sua esperienza politico-amministrativa e la conoscenza che ha del territorio piemontese”.

- Come l’hanno presa in Lega?

Non mi risulta ci siano state reazioni di sorta. E poi, perché avrebbero dovuto esserci? Noi non facciamo shopping a danno di altri partiti, a maggior ragione se sono nostri alleati. Cota da tempo non aveva più tessere di partito”.

- In provincia di Cuneo Fratelli d’Italia da mesi sta facendo campagna acquisti prevalentemente a danno di Forza Italia. Non ne è a conoscenza?

Ognuno agisce come meglio ritiene. Le nostre porte sono aperte sia in entrata che in uscita. Non vedo comunque questa grande fuga a nostro danno. Da quanto mi risulta, si tratta di pochi soggetti che in passato avevano già una vicinanza ad Alleanza Nazionale e che quindi sono tornati a quella che ritengono essere la loro casa naturale. Noi non rubiamo alcuno ad altri partiti. Potrei ricordarle che questi sistemi non ci appartengono, ma preferisco sottolineare il fatto che ci interessano coloro che sono portatori di competenze ed esperienza rispetto a quanti cercano di accasarsi”.

- Cota porterà con sé altri leghisti di matrice federalista e bossiana delusi da Salvini?

La sua è stata un’adesione individuale. È indubbio che ha maturato vaste relazioni nella sua carriera politica per cui non escludo che ciò in futuro possa accadere. Se ne sarà capace, non li respingeremo”.

- Voltiamo pagina e passiamo al “caso Cirio”. Da mesi si rincorrono voci circa la sua possibile uscita da Forza Italia. Immagino le abbia sentite anche lei...

Mi sento col Presidente Cirio ogni giorno e le assicuro che non vi è alcun riscontro rispetto alle voci e alle congetture giornalistiche. Prima si è parlato di un passaggio in Fratelli d’Italia, poi in Lega e ultimamente qualcuno ha anche ipotizzato che intendesse dar vita ad un suo movimento. So per certo che i rapporti col Presidente Berlusconi sono ottimi e nei nostri colloqui, ripeto pressochè quotidiani, Cirio non mi ha mai fatto trasparire la volontà di andarsene”.

- Voci dunque destituite di fondamento?

Penso che in questo momento il Presidente della Regione abbia ben altre preoccupazioni. Personalmente gli sono riconoscente - e con me tutto il partito - per quello che ha fatto e sta facendo in questa difficile congiuntura. Non so quanti uomini politici piemontesi avrebbero fronteggiato un’emergenza di questa portata come ha saputo fare lui”. 

- Quindi acque tranquille in Forza Italia?

In politica non esistono mai “acque tranquille”. Se lei mi chiede se il Presidente Cirio vorrebbe un partito più dinamico non ho difficoltà a risponderle affermativamente perché questo è anche il mio pensiero. Ciò premesso, io lavoro, come responsabile regionale del partito, per consolidare e rafforzare Forza Italia in Piemonte, una delle regioni più importanti del Paese. Cirio, dal canto suo, si sta dedicando anima e corpo al compito istituzionale che gli elettori gli hanno affidato in una situazione in cui mai nessun suo predecessore si era trovato”.

- I vostri detrattori e vari opinionisti sostengono che Forza Italia sia prossima alla fine, destinata all’estinzione. Che cosa risponde?

Che saranno delusi. Primo, perché FI fa riferimento al Partito Popolare in ambito europeo. Secondo, perché l’anima cattolico-liberale che noi rappresentiamo resta imprescindibile per dare un altro governo al Paese, capace di far ripartire l’economia. Gli stessi sondaggisti (non quelli di Arcore) che un paio di mesi fa ci davano per morti, adesso ci indicano prossimi a percentuali di consenso a doppia cifra. Siamo fortemente e nettamente critici nei confronti del Governo Conte, ma la nostra opposizione, anche in questi difficili mesi, è sempre stata costruttiva e responsabile. Di questo ci danno atto anche i nostri avversari”.

Giampaolo Testa

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