Egregio Direttore,
in occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, il rischio più grande è quello della ripetizione rituale: parole spesso condivisibili, ma talvolta prive della profondità che una riflessione seria sulla condizione femminile meriterebbe.
Il nostro ordinamento, in realtà, ha già tracciato con chiarezza il perimetro entro cui questa riflessione deve collocarsi. L’articolo 3 della Costituzione non si limita ad affermare un principio di uguaglianza formale, ma affida alla Repubblica il compito più impegnativo: rimuovere gli ostacoli che, di fatto, limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. L’articolo 37, poi, nel tutelare il lavoro della donna e la maternità, riconosce che la partecipazione femminile alla vita economica e sociale non può essere pensata in astratto, ma dentro l’equilibrio concreto tra responsabilità professionali, familiari e civili.
Questo impianto costituzionale conserva ancora oggi una sorprendente attualità. Perché la questione femminile non si esaurisce nella rivendicazione di diritti, ormai formalmente acquisiti, ma si misura nella capacità delle istituzioni e della società di creare condizioni reali di libertà: nel lavoro stabile, nella sicurezza personale, nella possibilità di conciliare aspirazioni professionali e vita familiare senza che una scelta diventi necessariamente la rinuncia all’altra.
In questo senso, la presenza femminile nelle professioni, nell’impresa, nelle forze dell’ordine, nella magistratura e nelle istituzioni dimostra quanto il contributo delle donne sia ormai parte integrante della struttura stessa della nostra comunità civile. Non una concessione, dunque, ma una componente essenziale della vita pubblica.
L’8 marzo dovrebbe allora servire soprattutto a questo: non a costruire una narrazione celebrativa, ma a ricordare che la qualità di una democrazia si misura anche dalla concretezza con cui riesce a garantire alle donne autonomia, sicurezza e riconoscimento del merito.
Perché una società davvero matura non si limita a proclamare la parità, la rende possibile nella vita quotidiana delle persone.
Distinti saluti
Il Consigliere Comunale
Avv. Noemi Mallone














