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Attualità | 29 gennaio 2021, 16:05

Anche la Granda piange Ferruccio Iebole, "volto spiriturale" della memoria della Resistenza

Grande esperto non solo di Storia italiana del Novecento ma anche di Sacre Scritture. Il rito funebre lunedì prossimo ad Alassio

Anche la Granda piange Ferruccio Iebole, "volto spiriturale" della memoria della Resistenza

Per tutti era “il volto spirituale della Resistenza”. Anche la comunità del cuneese piange la scomparsa di Ferruccio Iebole: storico, ricercatore, saggista, autore di grandi opere sulla Resistenza ma anche sulle Sacre Scritture.

Il funerale sarà celebrato lunedì 1° febbraio alle ore 10.30 nel cimitero Alassio con rito evangelico.

Con queste parole lo ricorda l’amico e collega Daniele La Corte, giornalista e scrittore: “Una grave perdita non solo per la cultura, ma per tutto ciò che riguarda la possibilità di strappare dall’oblio tristi storie che appartengono al nostro recente passato e, purtroppo, anche al nostro presente”.

Prosegue La Corte: “Anche di fronte alla malattia non si è arreso fino all’ultimo. E quando parlava di Testi Sacri riusciva a far trasparire la propria spiritualità in modo talmente profondo da catturare e affascinare anche persone profondamente laiche".

“Quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria fissi nei nostri pieni di lacrime”. Dalle parole di Sant’Agostino prende corpo la realtà della morte, della scomparsa dalla terra, di Ferruccio. Non sarà mai assente perché la sua infaticabile voglia di verità espressa attraverso i suoi scritti, le sue certosine ricerche passeranno ai posteri. Lui era la memoria e continuerà ad aiutarci per non dimenticare, per non dimenticarlo. Schivo ma risoluto, caparbio nel volere, senza se e senza, strappare all’oblio tante terribili, ma rigorosamente vere, storie. Ha riletto il passato per farci capire il presente. Lavoro preciso portato avanti con l’umiltà classica dei grandi. E con umiltà, saggezza e grande dignità ha cercato di minimizzare la malattia ben consapevole di come i giorni, le ore, i minuti stavano segnando la fine del percorso. Ferruccio, grazie alla grande Fede, alla sua cultura accresciuta tra Le Sacre Scritture e la Resistenza, lascia un vuoto incolmabile.

Si scherniva quando amavo definire i suoi lavori scientifici. Si scherniva timidamente anche se dall’espressione del suo viso traspariva soddisfazione. Biografie di personaggi della Resistenza ligure-piemontese portano la sua firma come tanti episodi strappati agli armadi di vecchi cascinali e agli scaffali polverosi di biblioteche e Archivio di Stato.

Dalla Valle Argentina alla Val Tanaro, dalla Piana Ingauna al Monregalese, alle Langhe sempre alla ricerca di fatti, di nomi, di luoghi dove la Resistenza aveva lasciato il segno con battaglie vinte, ma anche con centinaia di morti caduti in nome della Libertà. Autodidatta in tutto, ma senza mai lasciare nulla al caso, alla superficialità affrontando con scrupolo gli studi biblici finì a diventarne uno dei maggiori esperti e collezionisti.

L’anno scorso, mentre il male già minava il suo fisico, realizzò il grande sogno di poter partecipare con le ‘sue’ Bibbie a una mostra organizzata a Matera. Poi, pochi mesi fa, la stampa del libro su Bruno Schivo, il partigiano ‘Cimitero’. Ma non si era fermato perché quasi al traguardo di un altro importante lavoro per ricordare il Comandante, Massimo Gismondi, il mitico Mancen.

"Con la stessa tenacia e caparbietà, finché ne ha avuto le forze, si è recato a Finalborgo per tenere il sermone domenicale. Sul fronte della tutela della memoria della Resistenza ha portato a termine il libro sul Comandante “Cimitero” e il suo ultimo volume sulla “Prima Zona Liguria”, da Ceriale a Ventimiglia. Nel Comitato scientifico dell’Istituto Storico di cui faccio parte come esponente del direttivo, era uno dei soci più attivi.

L’ho sentito ancora quattro giorni fa, mi ha detto “Sono nelle mani del Signore”. Era una persona di grande forza fisica e morale”.

Ciao Ferruccio amico galantuomo. Sono sicuro che adesso mi diresti: “La morte non è niente. Sono solo passato dall’altra parte’. Non ti dimenticherò mai. Ciao grande amico".

Dolore e commozione anche nelle parole dell’amico di una vità Pino Fragalà, custode di una personale "collezione della memoria" dedicata alla Resistenza: “In questo momento ho mille ricordi di Ferruccio che si accavallano nella mia mente, tanto da non riuscire a identificarne uno solo in modo preciso; fin da quando ci siamo conosciuti si è creato un connubio per cui bastava guardarci negli occhi per capirci al volo. Un uomo di una educazione fuori dal normale, mai una parola fuori posto. Un vero uomo buono, sempre disposto ad aiutare tutti”.

redazione savonanews

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