/ Attualità

Attualità | 10 febbraio 2021, 16:01

Cuneo, "Al Santa Croce si può": nasce il comitato che vuole il nuovo ospedale unico in centro città

L'idea è quella di non abbandonare la proposta di realizzare la nuova struttura unica nell'area dell'attuale ospedale Santa Croce invece che in quella - indicata dallo studio di pre-fattibilità commissionato dalla Fondazione Nuovo Ospedale Unico di Cuneo come preferibile - dell'attuale ospedale Carle

Foto generica

Foto generica

Un comitato con l'obiettivo di proporre ai cittadini di Cuneo la possibilità di un'alternativa concreta alla decisione del consiglio comunale in merito alla sede del futuro nuovo ospedale unico cittadino: così si presenta ufficialmente il comitato "Al Santa Croce si può".

L'idea, ovviamente, è quella di non abbandonare la proposta di realizzare la nuova struttura unica nell'area dell'attuale ospedale Santa Croce invece che in quella - indicata dallo studio di pre-fattibilità commissionato dalla Fondazione Nuovo Ospedale Unico di Cuneo come preferibile - dell'attuale ospedale Carle. 

"Il comitato ritiene che la base informativa su cui è stata fatta la scelta della sede Carle-Confreria abbia tralasciato molti elementi di valutazione, limitandosi a motivarla con la presunta necessità di più grandi spazi - si legge nel comunicato dell'associazione "Di Piazza in Piazza" che sancisce ufficialmente la nascita del gruppo di lavoro - . Poca o nessuna attenzione sia stata riservata alla considerazione di quanto lo spostamento costerà, in termini di viabilità-mobilità, consumo di suolo, desertificazione del centro città e degrado sanitario dell’attuale Santa Croce nei 10 anni e più".

Una scelta importante, quella rispetto all'ubicazione del nuovo ospedale unico, che secondo il comitato il consiglio comunale ha preso forte "di un consenso elettorale ottenuto quattro anni fa" ma ritenendo non necessario "un confronto con la cittadinanza ad ampio raggio, approfondito e non formale".

Per i membri dell'associazione (e del comitato) la decisione assunta a gennaio dal consiglio comunale risulta priva di "alcuna considerazione del  fatto che una buona sanità non si ottiene con la costruzione di grandi ospedali ma con una medicina territoriale integrata, orientata alla prevenzione e alla riduzione dell’ospedalizzazione, come viene ormai universalmente riconosciuto alla luce della tragica esperienza di questo tempo di pandemia".

Durante un convegno a gennaio era stata presentata una suggestione rispetto alla "soluzione Carle" che il comitato ha deciso di sostenere con forza; sull'argomento verrà presto lanciata una raccolta firme.

simone giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium