Il Carnevale è fatto di allegre mascherine, coriandoli colorati e stelle filanti.
Il Carnevale del 2021 avrà un sapore diverso dal solito per colpa della pandemia, tra mascherine chirurgiche, distanziamenti e igienizzanti, in attesa che la campagna vaccinale ci porti alla fine del tunnel.
Senza feste e sfilate, ci ha pensato Tino Gerbaldo con i suoi scatti pubblicati su Facebook a ricordare che cosa è stata questa ricorrenza a Bra negli anni passati, ancora prima del Covid. Per i più piccoli, ma anche per i più grandi, l’appuntamento al Carnevale degli anni ‘80 era per le vie del centro. Erano gli anni in cui ci si divertiva anche senza i social, non c’erano i selfie e Instagram, ma i ricordi sono rimasti indelebili lo stesso.
Le mamme, all’epoca, cucivano i costumi, dopo aver comprato metri e metri di pannolenci e di quei tessuti che con poca spesa davano tanta resa. Carnevale non era solo una festa, ma l’occasione per aggregarsi, per stare insieme, ciò che oggi chiamiamo assembramento. A fine anni ‘90 il Carnevale era in piazza Carlo Alberto. Vero che non si poteva più sfilare, ma si coinvolgevano i più piccoli attraverso le iniziative di quartiere.
Anche se oggi dobbiamo stare a casa o comunque limitare di molto gli spostamenti a causa dell’emergenza sanitaria, riscoprire il Carnevale non è impossibile e può essere un modo per sentirsi ancora normali. Se non sapete da dove cominciare, partite dalla storia. La parola Carnevale deriva dal latino ‘carnem levare’, ossia ‘eliminare la carne’. Si tratta di un esplicito riferimento agli obblighi religiosi imposti dalla Quaresima, il periodo di 40 giorni di digiuno e preghiera che conduce alla Pasqua.
In quanto primo giorno di Carnevale, il Giovedì viene definito ‘grasso’, perché tradizionalmente apriva le porte ad una settimana di baldoria. I bagordi terminavano in corrispondenza dell’altro appuntamento simbolo di questa festa, noto con il nome di Martedì grasso. Una sorta di ultimo grande banchetto prima della lunga astinenza.
Come dimenticare i versi di Lorenzo il Magnifico, che durante la festa di Carnevale così cantava: “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia, del domani non c’è certezza”
























