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Attualità | 18 marzo 2021, 14:20

"Anche a Cuneo, sinistra e destra sono innamorate della videosorveglianza"

I Radicali della provincia stigmatizzano la decisione del consiglio comunale del capoluogo di puntare sulla versione "partecipata", permettendo ai privati di installare telecamere collegate ai server della Municipale sulle aree pubbliche

Foto generica

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"Cuneo è una città in cui i reati, secondo i dati ufficiali, sono in continuo calo, ed è aberrante che la politica continui a cavalcare il tema della sicurezza per meri interessi elettorali".

A parlare è Filippo Blengino, segretario provinciale dei Radicali. Il tema, la videosorveglianza partecipata, uno dei progetti lanciati dal Comune di Cuneo che il suo gruppo ha criticato di più negli ultimi mesi.

Approvato a settembre, il regolamento per la "videosorveglianza partecipata" permette ai residenti cuneesi di installare telecamere collegate con i server della Polizia locale sulla via pubblica, opportunità che non piace ai Radicali: proprio a settembre, scrissero una lettera al consiglio comunale proponendo di sospendere il voto e richiedere un parere al Garante nazionale per la protezione dei dati. E proprio al Garante, hanno nella giornata di martedì 16 marzo protocollato un esposto.

"La politica italiana, da sinistra a destra, è innamorata della videosorveglianza" - sostiene Blengino - . Nel 2019 la Granda era 94esima su 106 province per commissione di reati, secondo la lista del Sole24Ore. Eppure, il Comune ha già installato molte videocamere, ed ora che i soldi scarseggiano si è pensato di delegare ai privati il compito di montarne di nuove, fuori dalle proprie abitazioni o aziende in punti strategici". 

"Noi crediamo che questo provvedimento violi palesemente il Regolamento Generale per la protezione dei dati personali e non vogliamo il Grande fratello a Cuneo! Per questo abbiamo segnalato il documento al Garante” conclude Blengino.

simone giraudi

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