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Curiosità | 20 maggio 2021, 13:30

Giada Lagana: la vernantina che racconta il ruolo dell'UE nel processo di pace nordirlandese

Il libro della 32enne cuneese "parla di una storia che non era ancora stata raccontata, ed è nato dalla mia passione per la storia irlandese e dalla volontà di capire meglio tutti i passaggi che hanno portato le due comunità nordirlandesi a cessare con la violenza"

Giada Lagana: la vernantina che racconta il ruolo dell'UE nel processo di pace nordirlandese

La storia dell’Irlanda del Nord si basa su interpretazioni ambivalenti della stessa narrativa; su violenza politica, discriminazioni e soprusi. Ma è anche la storia di uomini pronti a sacrificare la loro vita per un ideale o per creare un futuro migliore per i propri figli (Bobby Sands scrisse ‘la nostra vendetta sarà la risata dei nostri bambini’), che è un elemento che mi ha sempre affascinata”.

Parla così Giada Lagana, originaria di Vernante, autrice di “The European Union and the Northern Ireland Pace Process”, un saggio in lingua inglese sugli oltre 40 anni di processo di pace che ha visto l’Unione Europea davvero grande protagonista.

Giada – protagonista anni fa di un appuntamento della nostra rubrica “In&Out” - ha recentemente presentato il libro al circolo PD Mondo e alla Columbia University di New York. “È un libro con una forte matrice storica e un innovativo impianto teorico - racconta - . Parla di una storia che non era ancora stata raccontata, quella del ruolo dell’Unione Europea nel costruire la pace in Irlanda del Nord, ed è nato dalla mia passione per la storia irlandese e dalla volontà di capire meglio tutti i passaggi che hanno portato le due comunità nordirlandesi a cessare con la violenza e esplorare nuovi modi di cooperare”.

Si basa sulla mia tesi di dottorato sostenuta con successo nel 2018 a Galway, ma c’è un lavoro extra di 18 mesi dietro, che ho svolto per lo più nel 2019,mentre viaggiavo su tanti voli Ryanair, autobus e treni intorno all’Europa a causa di uno di quei lavori che “pagano le bollette” - prosegue - . Ma un libro non è una tesi scolastica, deve raccontare qualcosa, avere un filo narrativo e contribuire alla conoscenza del soggetto in modo innovativo. Quindi ho cercato di avere una prospettiva fedele alle fonti scritte che ho analizzato e vicina a tutte quelle persone che hanno condiviso con me un pezzetto della loro vita e del loro lavoro; ho pensato così a un impianto di teoria politica che non era ancora stato testato e ho scritto la proposta a Palgrave, rimanendo fedele a me stessa anche dopo averla vista due volte rifiutata in precedenza. Ho firmato il contratto nel Gennaio 2020 e il grosso l’ho scritto durante la mia solitaria quarantena di Cardiff, tra il marzo e il maggio del 2020”.

La dimensione Europea di questo processo di pace mette in luce sicuramente un aspetto fondamentale di questa istituzione sovranazionale tanto criticata: che spesso la radice del problema è che l’Unione Europea non viene percepita dai cittadini e tutti i problemi nazionali vengono imputati a Bruxelles – racconta Giada - . Il caso dell’Irlanda del Nord invece dimostra come l’UE sia stata l’unica tra gli attori intervenuti per risolvere il conflitto a veramente occuparsi di come costruire la pace. Non dal punto di vista politico, ma dal punto di vista pratico al fine di migliorare le condizioni di vita dei cittadini del nord. Ricordiamo che l’Irlanda del Nord ha votato contro la Brexit e che si trova, ad oggi, in uno status indefinito: parte del mercato unico, parte dell’unione doganale, spazio territoriale Europeo. Ma legalmente unità costituente devoluta del Regno Unito che non è più membro dell’UE. Una situazione mai vista prima”.

Nella realizzazione del libro, Giada ha intervistato un gran numero di personalità internazionali di assoluto peso. Tra di esse, John Hume,  Premio Nobel per la Pace nel 1998 e Parlamentare Europeo: “Lui ha giocato un ruolo fondamentale nel promuovere dialogo tra tutte le parti del conflitto; è deceduto nell’agosto scorso e sono stata l’ultima accademica ad avere l’onore di incontrarlo. Purtroppo era già malato di Alzheimer, per cui abbiamo scambiato davvero poche parole, per lo più voleva che gli spiegassi come pronunciare il mio nome e dove fosse esattamente Vernante, e il resto del tempo l’ho passato con sua moglie, Patricia. Era un omone gigantesco e mi ha aperto lui la porta di casa quando ho bussato. Avevo la gola talmente secca che non riuscivo a parlare... poi Pat mi è venuta in aiuto!

Un altro uomo straordinario con cui ho avuto l’onore di collaborare è Carlo Trojan, ex segretario generale della Commissione Europea sotto Jacques Delors, con cui condivido l’amore per l’Irlanda – continua Giada - . Carlo è stato la mente dietro tutto quello che l’UE ha fatto per l’Irlanda del Nord, dalla cooperazione transfrontaliera, ai programmi di pace EU PEACE, alle relazioni trans-comunitarie interne. Curiosamente, non era mai stato intervistato. Il suo nome mi era stato indicato da suoi anziani colleghi irlandesi, che però non sapevano che fine avesse fatto. Ho fatto un po’ di ricerche, gli ho scritto e un mese dopo ero nel suo salotto di casa a L’Aia. Ricordo in particolar modo la sua minuzia nello spiegarmi anche i dettagli più piccoli dei meccanismi che aveva implementato. Nel 2018, al termine del mio dottorato, è venuto a Galway in occasione di una conferenza che organizzai con tutte le persone che avevano collaborato con me; ricordo la felicità di tutti e i ringraziamenti che ho ricevuto per “aver fatto ritrovare tutti questi colleghi e amici dopo tanti anni nello stesso posto”. Carlo ha poi scritto la prefazione del mio libro, validando i miei argomenti anche dal punto di vista interno dell’Unione Europea. Non saprò mai perché ha scelto di parlare proprio con me, non me l’ha mai detto. Ma è stato un onore”.

Una serie di grandi traguardi professionali e personali, insomma, di cui la pubblicazione del libro è il risultato conclusivo. “Una delle cose emerse negli anni e che è stata reiterata anche durante il lancio ufficiale del libro è che forse, adesso, dovrei smettere di dubitare delle mie capacità analitiche, smettere di essere insicura e finalmente riconoscere quanto sono riuscita a ‘costruire’. Eppure, io non smetto mai di dubitare di me stessa – racconta ancora Giada - Da un certo punto di vista non è una cosa completamente negativa, perché mi spinge costantemente a cercare di migliorarmi, ad ascoltare tutte le critiche costruttive e farne tesoro lavorando costantemente, e a rimanere con i piedi ben saldi a terra. La mia famiglia lo descrive come un pregio: “Hai quattro lauree, eppure sei sempre umile”. Dall’altra parte, la mia è un po’ una maledizione: non mi fermo mai, non mi sento mai “arrivata”. Ho scelto di fare una cosa molto speciale, in un settore dove il precariato è dietro l’angolo e dove è difficile essere presi sul serio, soprattutto se sei donna e hai 32 anni”.

Per Giada, fondamentali sono state passione e forza di volontà: “Mi hanno rifiutato 85 volte prima di darmi il posto a Cardiff, non ho mai smesso di provare. A Cardiff ho trovato la prima persona che ha creduto in me e che mi ha dato un lavoro, il Prof. Dan Wincott, e dopo di lui è arrivata il Dr. Sioned Pearce. Campi diversissimi, Legge Costituzionale e  Scienze Sociali e regimi di Welfare State, ma studiare tanto mi permette di essere multidimensionale, imparare più che posso da ognuno e portare sempre qualcosa di mio in tutto quello che faccio”.

A giorni presenterà il libro a Monaco di Baviera, dove mi trovo in visita  all’Università Ludwig Maximilian per partecipare a  un concorso mirato a ricercatori emergenti sull’Unione Europea, di cui ho vinto uno dei posti:  lavorerò in un team a cui devo contribuire con la mia conoscenza teorica e sull’Irlanda del Nord – conclude Giada - . Rimarrò sei settimane, prima di tornare in Galles e poi a casa, che è sempre Vernante. In giugno ci sarà una sezione speciale sul libro nel congresso annuale del Council for European Studies, un’associazione accademica mondiale di studi Europei. Poi, in settembre, dovrei essere in Belgio ma dipenderà molto dall’andamento della pandemia”.

simone giraudi

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