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Attualità | 22 maggio 2021, 11:14

Edoardo Covino e il sogno della maglia azzurra: "La sordità non mi ha mai fermato"

Il giovane calciatore della FSSI (Federazione Sport Sordi Italia), vive a Moretta e frequenta l’ultimo anno del Denina di Saluzzo. Spera di entrare nella Nazionale Fssi e di essere tra i 18 atleti alle Olimpiadi in Brasile, 2022. "La mascherina è una difficoltà per le persone sorde, ma non sul campo. Non mi vergogno della mia sordità, anche se ho ricevuto atteggiamenti provocatori"

Edoardo Covino riceve la coppa di capocannoniere

Edoardo Covino riceve la coppa di capocannoniere

 

Edoardo Covino, frequenta l’ultimo anno (classe V A SIA) del Denina Pellico Rivoira di Saluzzo. Vive a Moretta.

Diciannovenne, gioca a calcio da quasi 15 anni, da quando aveva poco meno di 5 anni e oggi  è nella nella under21 calcio a 5 della FSSI (Federazione Sport Sordi Italia). La sua squadra ”Real e non solo” ha vinto (giovedì 14 maggio) lo scudetto del Campionato italiano a Chiuduno (BG).

Con quattro vittorie su quattro si è ufficialmente qualificata alla Deaf Champions League, già vinta nel 2018, che si terrà i primi di ottobre. In questa occasione Covino ha ricevuto il riconoscimento di capocannoniere per aver segnato 14 goal in 4 partite.

A Reggio Emilia dal 27 al 29 maggio si terrà il campionato di calcio a 5 della prima squadra GSS Torino. Seguirà il campionato di calcio a 11 della prima squadra ASD ENS Venezia  a Roma nei giorni 5/6 di giugno.

L’obiettivo di Edoardo è quello di riuscire a vincere entrambi i campionati. È stato chiamato dalla Nazionale FSSI calcio a 5 per il raduno di Cantalupa (TO) a metà giugno.

La sua ambizione è di indossare la maglia della Nazionale di calcio FSSI sia calcio a 11 sia calcio a 5. “Ho iniziato a giocare nel Moretta, in seguito nel Saluzzo e nel Pancalieri, ma ora sono nuovamente al Moretta, con la speranza di potervi restare a lungo”- si racconta Edoardo - per me il calcio è una motivazione per crescere sempre di più, il calcio mi ha fatto crescere e diventare uomo. E'  anche ovviamente una passione e nei giorni in cui sono un po’ giù il calcio riesce a risollevarmi. Spero di continuare a praticare questo sport a lungo".

E, continua: “La prima chiamata della Nazionale Calcio è arrivata a 16 anni, nel 2018. C’è stata poi una seconda chiamata nel novembre del 2019  ma poi la pandemia ha bloccato tutto".

"Le chiamate – spiega - sono convocazioni a seguito delle quali "il mister" decide ufficialmente gli atleti che giocheranno nelle due partite di qualificazione con la maglia azzurra".

Ha partecipato anche alla terza chiamata nel raduno dall’8 al 10 maggio a Tagliacozzo: "Un’esperienza fantastica motivata dalla speranza di rientrare tra i 18 atleti ufficiali per le Olimpiadi del 2022 in Brasile".

Si tratta dei Deaflympics, i Giochi Olimpici Silenziosi, che si svolgeranno a Caxias do Sul Brazil dal 1° al 15 maggio 2022: "Sarebbe davvero importante indossare la maglia della nazionale, un orgoglio per me e per la mia famiglia.  Ringrazio di cuore mio padre e mia madre per aver creduto sempre in me, sempre.

Mi aspetto belle esperienze dal futuro, sia in campo sportivo che lavorativo. Vorrei fare della mia passione il mio lavoro. Spero di diventare un giocatore importante per la Nazionale e per la società del Moretta e, ovviamente, di affrontare sfide e partite ad alto livello.

Ho superato facilmente le difficoltà che ho incontrato sul percorso scolastico dovute alla mia sordità, perché questa caratteristica non mi ha mai spaventato, anzi, mi ha reso ciò che sono. Riscontro maggiori difficoltà in questo momento. La pandemia ha di certo dato difficoltà a tutti noi persone sorde.

A me ha dato difficoltà soprattutto a scuola perché è un luogo chiuso e togliersi le mascherine è un problema per gli insegnanti, mentre al di fuori ci sono meno difficoltà

Penso di poter parlare sia a nome mio che della maggior parte dei sordi dicendo che è una cosa difficile e, a volte, anche imbarazzante per noi rapportarci con gli altri attraverso una mascherina, però non ci vergogniamo comunque della nostra sordità. Ho ricevuto tante brutte parole nella vita, ho sopportato atteggiamenti provocatori verso la mia sordità, ma questo non mi ha mai fermato, ho imparato a non dare eccessivo peso alle parole e ai comportamenti di certe persone”.  

vilma brignone

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