"Ad oggi si rileva un vero e proprio muro insormontabile che impedisce qualsivoglia sereno confronto per un corretto svolgimento delle delicate mansioni che svolgono i poliziotti da noi rappresentati".
Si legge questo nel comunicato congiunto che le sigle sindacali del corpo di polizia penitenziaria (OSAPP, SINAPPE, UILPA P.P., USPP, FSA CNPP) hanno diramato nella mattinata di oggi (giovedì 27 maggio), poco prima dell'inizio della loro manifestazione di protesta organizzata al carcere di "Cerialdo" di Cuneo.
Diverse decine di persone - tra cui i rappresentanti delle varie sigle, della polizia e i consiglieri comunali Alberto Coggiola e "Beppe" Lauria - si sono riunite davanti all'entrata del carcere con cartelli e bandiere e cantando slogan. Con loro, anche una bara in cartone per la polizia penitenziaria: il gesto più significativo è stato quello di gettare a terra delle simboliche "chiavi del carcere".
Le organizzazioni segnalano da mesi alle autorità dirigenziali e al Provveditore le condizioni di lavoro degli agenti, vessate da discutibili organizzazioni dei turni e alla carenza di personale; i manifestanti hanno sottolineato di non aver ricevuto non solo risoluzione alle criticità riscontrate ma nemmeno un vero ascolto.
Le richieste riguardano l'assegnazione di un direttore permanente alla casa circondariale e l'avvicendamento del comandante di reparto "con il quale in tutti questi anni vi è stata, tra le altre, una difficoltà di dialogo nonché, a parere degli scriventi un eccessivo utilizzo dello strumento disciplinare". Le sigle pretendono che siano rispettate le normative in materia di corrette relazioni sindacali, gli accordi in materia di organizzazione del lavoro, i diritti soggettivi del personale sui congedi e sui riposi settimanali, le legittime aspettative del personale sulla mobilità interna e sui servizi, i ruoli e le anzianità di servizio e la sicurezza degli operatori e del personale, anche tramite la fornitura di strumenti di difesa personale idonei a evitare le aggressioni dei detenuti.
"Essere qua oggi è importante, perché il problema esiste ed è emerso da tempo e abbiamo avuto pochi giorni fa una commissione consiliare proprio sui problemi del carcere - ha sottolineato Lauria - . Questa è l'altra faccia della stessa medaglia. Stupisce non ci sia l'amministrazione comunale, sicuramente invitata e che, evidentemente, non ha pensato di dover imbastire un'interlocuzione con il carcere. Ma molti degli operatori sono nostri concittadini e meritano risposte; inoltre è assolutamente evidente che un carcere come questo non possa essere diretto da un dirigente "a scavalco". Sarà mia cura portare questa discussione sul tavolo del consiglio comunale".
"Fratelli d'Italia è attenta da sempre alle problematiche inerenti le forze dell'ordine in generale - ha sottolineato invece Coggiola - : la polizia penitenziaria ha un ruolo delicato e particolare e la presenza di molte persone così determinate fa pensare che le loro rivendicazioni siano davvero importanti e da non sottovalutare".
A esprimere solidarietà rispetto alla protesta è stato anche Giorgio Maria Bergesio (Lega), tramite un comunicato stampa: “In provincia di Cuneo la Polizia Penitenziaria controlla ben quattro carceri di massima sicurezza e quotidianamente contribuisce, al pari delle altre Forze di Polizia, al mantenimento dell’ordine democratico, svolgendo il difficile compito di garanzia fra le situazioni di sofferenza della realtà carceraria grazie all’abnegazione e alla grande professionalità degli appartenenti al Corpo. Per questi motivi è indispensabile che le istituzioni supportino ed affianchino la Polizia Penitenziaria e le altre Forze di Polizia, nello svolgimento delle complesse funzioni ad essi affidate, a tutela dello Stato e della democrazia”.











