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Attualità | 31 maggio 2021, 16:30

Quattro domande e una conclusione sulla situazione Burgo

Parla il Sindaco di Verzuolo GianCarlo Panero

Foto generica

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- Perché l’Amministrazione ha sostenuto la riconversione?

La crisi della carta patinata ha causato il rischio chiusura del sito. L’unica alternativa dell’Azienda, presentata dall’Amministratore Delegato, era riconvertire.

Il Comune ha sostenuto la riconversione per 4 motivi:

a) affermare la scelta dell’ing. Burgo che avviò lo stabilimento nel 1905;

b) proseguire il percorso avviato dall’Amministrazione comunale nell’anno 2000 con il sostegno agli investimenti della Linea 9 con le scelte conseguenti tra le quali la collocazione del serbatoio vicino al centro abitato;

c) l’occupazione;

d) la valorizzazione economica e sociale di Verzuolo.

- Perché quando si parla della riconversione della Burgo si parla anche di economia circolare?

Produrre carta patinata significava utilizzare prodotti chimici e tagliare ogni giorno circa 1000 alberi per generare la pasta legno e la pasta di cellulosa.

Il cartoncino, invece, è una carta di seconda scelta che si crea senza l’uso di prodotti chimici e senza tagliare alberi. Per questo si parla di “economia circolare”.

Una scelta del futuro sostenuta anche all’unanimità dal Consiglio comunale del 2018 che portò alla firma, il 21 marzo 2019, del Protocollo tra Comune, Burgo, Provincia e Regione.

- A quali enti la Burgo ha inviato la domanda per avviare la riconversione?

Alla Provincia, all’Asl Cn1, al Suap dell’Unione Valle Varaita e al Comune.

La Provincia ha valutato gli aspetti legati all’ambiente: la Burgo è stata esentata dall’ottenere la pratica autorizzativa VIA (Valutazione di Impatto Ambientale, mentre ha dovuto ottenere l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per uniformare la riconversione ai principi di prevenzione e riduzione dell’inquinamento dettati dall’Unione Europea dal 1996.

L’Asl quelli legati alla salute, relazionando alla Provincia.

Il Suap, Sportello Unico Attività Produttive, ha curato l’andamento del procedimento burocratico.

Il Comune è stato interpellato per gli aspetti di edilizia e di urbanistica.

- Perché l’Amministrazione ha richiesto un nuovo Tavolo tecnico l’8 giugno? E di cosa si parlerà?

Tre aspetti.

Il primo aspetto riguarda la salute pubblica, da sempre al primo posto nelle preoccupazioni dell’ente comunale. Occorre verificare con la Provincia e l’Asl Cn1 se esiste un rischio reale di contagio da legionella come dichiarato dal Sindaco di Casteldelfino Alberto Anello.

Se il rischio fosse reale il Sindaco, autorità sanitaria come stabilito dal Testo Unico Enti Locali (TUEL), con un’ordinanza disporrà immediata chiusura dello stabilimento.

Se il rischio non sussiste, ma risulta essere prassi di Provincia e Asl, sulla base di norme nazionali, chiedere controlli mirati a verificare l’assenza del batterio che causa la Legionella prima della realizzazione di un intervento così ingente come la riconversione Burgo, saranno valutate le conseguenze del caso.

Il secondo aspetto riguarda i recenti episodi di molestia olfattiva, fermo restando il fatto che è la Burgo, non il Comune, a dover risolvere il problema dei miasmi. Asl e Arpa dovranno confermare se i recenti siano fastidiosi, ma comunque non nocivi. 

Il terzo aspetto riguarda la comunicazione con i cittadini. Servono strumenti nuovi che consentano ai Verzuolesi di partecipare ai controlli dei fenomeni odorosi, così come è necessario che l’Azienda organizzi un incontro pubblico con i cittadini ed inizi a progettare le visite in stabilimento e le attività con le scuole.

C.S.

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