Il ruolo dei Consorzi irrigui e di bonifica nell'adattamento e nella mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, nonché sugli investimenti nel sistema e sulle strategie di sostenibilità per il futuro, sono stati al centro del convegno promosso a Cuneo dal progetto "Mountresilience", Horizon Europe, che coinvolge Regione Piemonte, Uncem, Università e Politecnico di Torino. A Cuneo, sono intervenuti il presidente della Provincia Luca Robaldo, il presidente Uncem Piemonte Roberto Colombero, il senatore Giorgio Bergesio, Paolo Aceto, Paolo Cumino, Emanuele Possiedi della Regione Piemonte, Stefania Tamea e Ilaria Butera del Politecnico di Torino, Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture, Carlo Grignani dell'Università di Torino. Ha chiuso i lavori l'assessore regionale all'Agricoltura e Cibo, Paolo Bongioanni.
Ottimizzazione, razionalizzazione, innovazione e digitalizzazione sono i pilastri per riorganizzare il sistema dei consorzi irrigui, secondo la Regione. Da affrontare con visione e grande lungimiranza il problema del flusso ecologico in irrigazione. Assicurare acqua all'agricoltura - in sinergia con le aree montane, gestendo nuovi flussi tra montagne e pianure - è fondamentale per garantire cibo ai cittadini, in un contesto nel quale i cambiamenti climatici richiedono interventi strategici e sostenibili. Lo evidenzia anche la Strategia delle Green Community. La costruzione di nuovi bacini di accumulo è, secondo la Regione e Uncem, una priorità per fronteggiare la siccità e regolare le risorse idriche in modo efficiente. È essenziale inoltre contemperare le regole sul deflusso ecologico con le necessità produttive, riconoscendo il ruolo centrale dell'agricoltura nella sicurezza alimentare globale. Solo attraverso un approccio integrato, che includa innovazione tecnologica e investimenti mirati, potremo garantire un'agricoltura resiliente e un uso responsabile delle risorse idriche, a beneficio delle comunità e dell'ambiente.Occorre dunque includere la creazione di nuovi bacini di accumulo e interventi di rinaturalizzazione, per garantire lo sviluppo di un'agricoltura resiliente, capace di affrontare le sfide climatiche e di tutelare il territorio.
"MountResilience" è un progetto di studio e ricerca applicata nell'ambito del Programma Horizon HORIZON-MISS-2022-CLIMA-01-06. Il progetto, che ha una durata di 54 mesi e un valore di 18 milioni di euro, vede la partecipazione di 46 Partner - tra i quali la Regione Piemonte e Uncem - di 13 paesi europei che insieme propongono politiche e strumenti di adattamento al cambiamento climatico. Vengono sperimentate soluzioni tecnologiche in due diversi territori piemontesi: il primo a vocazione risicola in collaborazione con la Coutenza Canali Cavour, il secondo frutticolo in collaborazione con il Consorzio del Pesio.

Negli ultimi anni il Piemonte si è distinto per l'adozione di soluzioni innovative finalizzate a migliorare l'efficienza nella gestione delle risorse idriche e a promuovere la sostenibilità ambientale. Uno degli aspetti più significativi di questa trasformazione è la digitalizzazione delle infrastrutture idriche. Attraverso l'impiego di sistemi di monitoraggio avanzato è ora possibile ottimizzare la gestione delle risorse, intervenendo in modo tempestivo per ridurre gli sprechi e migliorare l'efficienza complessiva; questa tecnologia garantisce un uso più razionale dell'acqua verso una maggiore sostenibilità operativa. Un altro elemento chiave è lo sviluppo di bacini di accumulo, progettati per raccogliere e conservare l'acqua piovana. Questi invasi non solo offrono una soluzione concreta per fronteggiare le carenze idriche durante i periodi di siccità, ma promuovono anche il riuso dell'acqua, riducendo la pressione sulle fonti naturali e contribuendo a un utilizzo più responsabile delle risorse. Il Piemonte ha puntato sulla rinaturalizzazione del territorio, con interventi volti a incrementare la biodiversità e a migliorare la resilienza degli ecosistemi locali; si tratta di progetti che mirano a ricreare equilibri naturali compromessi, favorendo lo sviluppo di habitat per la fauna e la flora locali e rafforzando la capacità degli ecosistemi di adattarsi alle mutazioni climatiche.
Il sistema irriguo del Piemonte rappresenta un esempio di eccellenza nella gestione delle risorse idriche, essenziale per supportare l'agricoltura regionale e affrontare le sfide del cambiamento climatico. Conta su oltre 20mila km di canali e 17 sottobacini principali che garantiscono l'acqua a più di 500mila ettari di terreni agricoli. Le principali fonti di approvvigionamento sono i fiumi Po, Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo, Orco, Sesia e Ticino.che forniscono acqua a 500mila ettari di terreni agricoli. Tra i principali progetti in via di attuazione figurano: la manutenzione straordinaria delle gallerie e di vari tratti di canale del Canale Regina Elena e del Diramatore Alto Novarese, il miglioramento funzionale del cavo Busca a Casalino (Novara), il ripristino del cavo Vercelli, il ripristino della roggia Gamarra Manufatta a Vercelli e Vinzaglio (Novara, il rifacimento dell'invaso sul torrente Sessera (Baraggia), la ristrutturazione di alcuni tratti del Canale Cavour.















