Gabriele Roberto è il primo compositore italiano a essersi aggiudicato il Japan Academy Award, il maggior riconoscimento giapponese in ambito cinematografico.
Nato a Cuneo e diplomato in composizione al Conservatorio di Alessandria, per poi perfezionarsi al Royal College of Music di Londra, Gabriele Roberto ha seguito un percorso professionale “singolare”, per certi aspetti in senso inverso rispetto a quello che potrebbe accadere normalmente.
Finiti gli studi ha provato a proporre i suoi lavori in patria, come naturalmente farebbe chiunque, ma nessuno sembrava interessato alle sue composizioni e questo l’ha spinto a cercare consensi anche fuori confine.
Proprio con il suo primo lavoro nel 2007 vince il Japan Academy Award per le musiche del film "Memories of Matsuko" di Tetsuya Nakashima. Da qui inizia tutta l’avventura giapponese del M° Roberto.
“Il management che mi aveva chiamato per fare il lavoro – racconta Gabriele Roberto - mi ha proposto di fermarmi per fare altri lavori, visto che hanno una produzione continua di film, serie tv, animazioni e quindi mi sono fermato”.
Dopo circa sei anni di lavori per il mercato asiatico, con ulteriori successi, come una seconda nomination al Japan Academy Award e una per il Golden Bauhinia Award, finalmente grazie a Walter Fasano, montatore, regista, sceneggiatore e musicista molto noto nel panorama cinematografico italiano, torna professionalmente in patria, componendo le musiche per il film “La vita facile” del regista Lucio Pellegrini, interpretato tra gli altri da Ivano Marescotti, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Vittoria Puccini. A questo seguono nel corso degli anni, “È nata una star?” sempre di Lucio Pellegrini, interpretato da Luciana Lettizzetto e Rocco Papaleo, due film della regista Maria Sole Tognazzi: "Viaggio sola" con Margherita Buy, Stefano Accorsi e Gianmarco Tognazzi; "Io e lei", con protagoniste ancora Margherita Buy e Sabrina Ferilli.
E così dal 2011 continuando a comporre musiche per film, animazioni e pubblicità televisive, oltre a orchestrare e arrangiare musiche per gruppi giapponesi pubblicati da Sony, Universal, EMI e Columbia, divide la sua vita tra le sue amate langhe, il Giappone e il resto d’Europa, tra la sua compagna Ayako e le note. In sostanza una sorta di pendolare della musica.
Ma sicuramente è “casa” il luogo del suo “buen retiro”, le Langhe con tutta la loro magìa.
“È un posto talmente bello, dove si sta veramente bene – spiega Gabriele Roberto – dove la qualità della vita è molto alta, questo ti può permettere il lusso di pensare più serenamente all’arte, al buttare giù idee, a riflettere, a darti l’ispirazione o comunque a rendere più facile che questo avvenga”.
Tornando alle sue composizioni, nella storia del compositore piemontese, troviamo anche un concerto per Tromba e Orchestra commissionato dalla Japan Philharmonic Orchestra; tre arrangiamenti originali di "Con te partirò", di cui una versione cantata dal maestro Andrea Bocelli, una dal coro delle voci bianche del Teatro Regio di Torino ed una versione per sola orchestra, commissionatigli da Caterina Caselli per l’etichetta Sugar in occasione del ventennale dall'uscita di "Romanza" di Andrea Bocelli; le musiche del documentario di Pappi Corsicato sulla vita di Julian Schnabel, presentato al Tribeca Film Festival di New York; le musiche del film "The Music of Silence", diretto dal regista inglese Michael Radford, biopic sulla vita del tenore Andrea Bocelli, con interpreti Toby Sebastian e Antonio Banderas.
Arrivando a qualcosa di più recente, sono di Roberto Gabriele le musiche della serie tv “La Compagnia del Cigno”, diretta da Ivan Cotroneo, realizzata nel celebre Conservatorio Verdi di Milano e che ha coinvolto la Youth Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Per questo lavoro il poliedrico compositore albese, ha composto sia le musiche originali, che gli arrangiamenti sinfonici dei brani pop interpretati dai sette protagonisti. Nel palmares anche un premio "Chioma di Berenice", ritirato al Salone Margherita di Roma, per la colonna sonora di "La prima volta (di mia figlia)”, per la regia di Riccardo Rossi, interpretato da Riccardo Rossi e Anna Foglietta.
Una carriera ricca di soddisfazioni e risultati, ancora tutta in divenire, che potrebbe essere anche ispirazione per qualche giovane musicista.
“Si deve studiare tanto e soprattutto partire dalle basi classiche e approfondirle – spiega Gabriele Roberto - anche se oggi, non solo nella musica, ci sono tanti strumenti tecnologicamente avanzanti, come ad esempio l’utilizzo delle campionature. Quando sono arrivato in Giappone, io partivo dalla partitura scritta carta e matita. Penso che in ogni forma d’arte, sia fondamentale partire dalla base. Quindi il mio consiglio è quello di impegnarsi molto nello studio delle partiture classiche, dell’orchestrazione classica, basi che poi permettono di fare qualunque cosa”.
Giunti alla fine del nostro piacevolissimo incontro, si torna a preparare le valigie, riparte il viaggio, questa volta verso la penisola iberica.
“Andrò a registrare – racconta Gabriele Roberto - con la Royal Seville Symphony Orchestra a Siviglia, due brani per tromba e orchestra inediti, che saranno contenuti in un cd prodotto dalla Naxos, etichetta di riferimento per la musica classica. Sono molto contento perché nasco come compositore classico, scrivevo quartetti, pezzi per archi, pezzi orchestrali e questa è musica che ho scritto slegata da un progetto visivo, come può essere un film o un documentario, una musica che ho scritto senza dover seguire indicazioni o legata a uno specifico progetto. Quindi sono molto contento di farlo”.
In attesa di sentire altre musiche e note del compositore piemontese, non ci resta che augurargli ancora tanti successi, nella speranza di poterlo vedere e soprattutto ascoltare, quanto prima e più spesso nella sua terra natia.



















