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Attualità | 10 giugno 2021, 15:34

Primo passo dell'area delle Alpi del Mediterraneo verso il riconoscimento a GeoParco UNESCO

Secondo Piermario Giordano il vero obiettivo, ben più ambizioso, è il riconoscimento come Parco Internazionale e Patrimonio dell’Umanità"

Foto: A. Rivelli EAM

Foto: A. Rivelli EAM

La candidatura dell'area della Gardetta come "GeoParco Alpi del Mediterraneo" è parte di un percorso che punta al riconoscimento, per l'intera area, a Patrimonio Mondiale UNESCO.

A dirlo è Piermario Giordano, presidente dell’Ente Aree Protette Alpi Marittime, in una nota: "La candidatura a GeoParco UNESCO di questa regione, già oggi oggetto di tutela in quanto parte del territorio gestito dell’Ente delle Aree Protette delle Alpi Marittime e dal Parco del Mercantour, rappresenta una tappa di un ben più ambizioso progetto il cui traguardo finale si vorrebbe fosse il riconoscimento come Parco Internazionale e Patrimonio dell’Umanità".

"Le ragioni di questo “sogno” iniziato nel 2002 sono molteplici e vanno dalla piena condivisione espressa da parte del territorio interessato al fatto che già oggi si dispone di un’ampia documentazione scientifica a supporto di questa candidatura - aggiunge Giordano - . La bellezza di questi luoghi è nota, la ricchezza in termini di biodiversità è riconosciuta a livello mondiale e, pur se meno conosciuto, di pari valore, importanza ed interesse è il patrimonio geologico; tutela, valorizzazione turistica, crescita economica e nuove opportunità di lavoro non sono obiettivi che contrastano tra loro, ma occorre creare un’offerta in grado di promuovere un turismo sostenibile e responsabile. Non un turismo di massa quindi quanto piuttosto un turismo in grado di minimizzare gli impatti negativi e tutelare l’eredità naturale e culturale ricevuta; un turismo che, attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, sappia migliorarne il benessere, un turismo capace di offrire nuove opportunità di sviluppo a quell’ampia porzione di territorio della nostra provincia che, pur a fronte di un grande patrimonio naturale, oggi necessita di maggiori opportunità di crescita economica".

Si tratta quindi di un progetto a tappe che punta alla valorizzazione di un'area di oltre 200.000 ettari e con una storia di 400 milioni di anni tra Italia e Francia, condivisa tra le Alpi Marittime e del Mercantour. Che s'inserisce perfettamente nel Piano per la transizione ecologica del Piemonte, si colloca in linea con quanto previsto dal Green Deal e coniuga tutela dell’ambiente e crescita economica.

"Un progetto ambizioso che guarda alle nuove generazioni ed a quelle che verranno, in grado di garantire la conservazione di un territorio bello e ricco sotto il profilo naturalistico, un luogo dove si possa scegliere di vivere e lavorare" conclude Giordano.

redazione

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