Al "Castellana San Giovanni" nel chiostro del convento, in un’ atmosfera suggestiva l’avvio (lunedì scorso) dell’ anno sociale Rotary Saluzzo, guidato dal nuovo presidente Cesare Pallo, che ha aperto la carrellata dei service futuri, all’insegna del motto “Rotary fabbrica del bene”.
10.000 euro è la somma devoluta al club da un benefattore rotariano saluzzese, grazie alla quale verranno erogate 4 borse di studio nei prossimi tre anni, a studenti che si preparano a compiere il percorso universitario. Il bando formulato da Alessandra Tugnoli ed Enrica Culasso è già stato inviato alle Superiori di Saluzzo e si attendono candidature.
"Era un rotariano vero" Bruno Rossi, un grande sostenitore e su iniziativa dell’associazione Collegium Artium, di cui era anche socio attivo, il rotary Saluzzo sosterrà un concerto in sua memoria, venerdì 15 ottobre.
Sempre in tema di attività il segretario Luigi Giulini ha partecipato al seminario rotariano sul Progetto Virgilio. Progetto a cui il club saluzzese ha aderito e il cui scopo: l’accompagnamento dei giovani alla carriera lavorativa, sarà portato avanti anche nel territorio. Si selezioneranno figure professionali (come avvocati, commercialisti) all’interno del sodalizio che mettano a disposizione la loro esperienza e professionalità per far da tutor gratuitamente ai giovani nell’avvio dell’attività.
Mauro Camusso socio Rotary Saluzzo ha quindi illustrato la storia della sua cantina "l’Autin" e il sogno che si rinnova a ogni vendemmia: produrre vini biologici, senza solfiti. Sono viticoltori biologici certificati dal 2019 e i loro vini hanno accompagnato il menù del Castellana San Giovanni. "Coltiviamo i nostri vigneti autoctoni e internazionali in pieno regime di sostenibilità. Escludiamo diserbanti e concimi chimici o antiparassitari, integrando pratiche antiche e tecniche innovative. Sotto lo sguardo del Monviso, i nove ettari di vigneto i raccontano le diverse nature del Piemonte".
I principali si estendono tra i paesi di Bibiana e Campiglione, nel pinerolese, su terreni a origine alluvionale e morenica. Il suolo sciolto e ghiaioso e le importanti escursioni termiche sono due fattori determinanti di questo terroir. Un contesto perfetto per produrre vini bianchi estremamente profumati, caratterizzati da ottima acidità e mineralità. A Barge dove c’è la cantina l’Autin c’è un clima più mite, protetto dal Monte Bracco. Il terreno è più compatto e argilloso e qui, le uve a bacca rossa si esprimono al meglio.
La curiosità più affascinante riguarda la produzione del loro spumante metodo classico Eli, vinificato sia bianco che rosato. "Dopo una prima fermentazione in acciaio, passiamo all’imbottigliamento. Poi le bottiglie di spumante metodo classico iniziano il loro viaggio verso il cuore della montagna. Le bottiglie vengono portate a mano all’interno delle miniere di talco.
Ad 1 km di profondità, nelle gallerie dove la temperatura è costante a 10 gradi e l’umidità è al 90%, le bottiglie di spumante trascorrono il loro periodo di affinamento sui lieviti. Silenzio e buio: il vino riposa circondato dal talco purissimo e riposare in miniera almeno 36 mesi: a temperatura costante, senza luce".






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