Il 4 Novembre 2021 ricorre la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate nonché il 100° anniversario del Milite Ignoto.
L’Amministrazione di Mondovì celebra tale ricorrenza con una giornata ricca di iniziative e rende un doveroso omaggio ai suoi gloriosi caduti e rivolge un pensiero riconoscente ai Combattenti, ai Mutilati ed Invalidi di guerra, ai Decorati al Valor Militare e alle Forze armate poste a difesa della Patria.
“Nell’Anniversario del 4 Novembre, Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricorre quest’anno il centenario della traslazione del Milite Ignoto, avvenuta il 4 novembre 1921 nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma, per onorare i sacrifici dei soldati caduti per difendere la Patria – dichiara il sindaco Paolo Adriano – Ricordando la raggiunta Unità Nazionale, onoriamo il sacrificio dei caduti e dei combattenti che, difendendo i valori della libertà, hanno permesso di raggiungere un traguardo tanto difficile quanto fortemente voluto”.
Il programma delle commemorazioni.
GIOVEDI’ 4 NOVEMBRE 2021
Ore 8.30: Reparto Militare del Cimitero Urbano, Santa Messa in suffragio dei Caduti di tutte le Guerre e deposizione della corona (in caso di maltempo la Santa Messa verrà celebrata nella cappella del Cimitero Urbano);
Ore 9.15: Deposizione della corona presso il “Monumento ai Caduti” in piazza della Repubblica e a seguire presso lo “Scalone dei morti per la Libertà”;
Ore 9.45: Deposizione della corona presso il Sacrario della Caserma Galliano;
Ore 10.00: Aula “Borsellino”, I.I.S. “Giolitti-Bellisario”, consegna della Costituzione ad una rappresentanza di studenti neo-diciottenni con l’intervento del Dott. Gian Carlo Caselli, magistrato e saggista, già Procuratore della Repubblica e del Dott. Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi.
Al termine seguirà l’incontro con i due ospiti a cura del settimanale “Provincia granda” che ha contattato i due ospiti, sul tema della legalità.
Gian Carlo Caselli
In pensione dal 2013, è stato giudice istruttore a Torino e si è occupato a lungo di inchieste sul terrorismo (Brigate rosse e Prima linea).
Componente del Csm, nel 1992, dopo la morte di Falcone e Borsellino ha chiesto di essere trasferito a Palermo, dove ha diretto la Procura per quasi sette anni, contribuendo al conseguimento di importanti risultati contro la mafia. Procuratore generale di Torino e poi Procuratore della Repubblica, veste nella quale ha coordinato le indagini sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte.
Oggi dirige la segreteria scientifica dell’Osservatorio sulla criminalità nel settore agroalimentare. Autore di varie pubblicazioni sui temi della legalità e della giustizia, ultimo, in ordine di tempo “La giustizia conviene”, per i tipi Piemme.
Giuseppe Antoci
È stato per anni presidente del parco dei Nebrodi, la più grande area protetta della Sicilia e in quel ruolo ha contribuito a liberarlo dalla mafia rurale con un protocollo che oggi è legge nazionale e porta il suo nome.
Il 18 maggio 2016 c’è stato un attentato ai suoi danni. La macchina blindata e l’intervento tempestivo degli agenti della scorta lo salva dalle pallottole.
La mafia rurale sfruttava l’affitto dei terreni del parco stesso per appropriarsi di quanti più fondi europei all’agricoltura possibili: nessuno, tranne lui, s’era accorto che le aziende che affittavano i terreni erano controllate da famiglie mafiose.
Oggi continua a tenere alta l’attenzione sui temi della legalità con le sue conferenze e i temi trattati nel libro “La mafia dei pascoli” con la collaborazione di Nuccio Anselmo.












