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Attualità | 09 marzo 2026, 18:43

“Il carcere non deve restare un mondo chiuso”: dalla Caritas albese nuovi percorsi di reinserimento

Don Domenico Degiorgis: “I primi inserimenti concreti tra cucina solidale ed Emporio. Piccoli passi che costruiscono dignità”

La mensa della Caritas diocesana

La mensa della Caritas diocesana

La solidarietà, quando diventa concreta, passa spesso da gesti semplici: una mano in cucina, qualche ora di volontariato, un lavoro condiviso. Ad Alba il dialogo tra Caritas diocesana e carcere di Alba sta prendendo forma proprio così, attraverso piccoli percorsi di reinserimento sociale che trasformano la solidarietà in esperienza reale.

Ne parla don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas albese, che in queste settimane vede muovere i primi passi di una collaborazione strutturata con l’istituto penitenziario cittadino.

“Venerdì 13 inizieranno i primi due inserimenti concreti legati alla convenzione con il carcere. Una persona darà una mano alla cucina Caritas il venerdì pomeriggio, mentre un’altra collaborerà il venerdì mattina all’Emporio della solidarietà.”

Si tratta dei primi due inserimenti tangibili, come li definisce Degiorgis, ma l’obiettivo è proseguire su questa strada e ampliare il progetto nel tempo. Non si tratta semplicemente di volontariato: è un modo per riaprire relazioni tra la città e chi sta vivendo o ha vissuto l’esperienza della detenzione.

Accanto a questa iniziativa, si sta avviando anche una collaborazione con l’UEPE di Cuneo, l’Ufficio di esecuzione penale esterna che segue le persone detenute o sottoposte a misure alternative.

“È iniziato anche un inserimento con l’UEPE: il sabato mattina una persona viene a dare una mano alla mensa per lo smistamento dei prodotti che arrivano con la raccolta alimentare. Sono gesti semplici ma importanti: permettono alle persone di sentirsi utili e di tornare dentro una rete di relazioni.”

Il lavoro della Caritas continua intanto anche sul fronte dell’accoglienza quotidiana. In questi giorni sono stati adattati gli orari di alcuni servizi per rispettare il mese di Ramadan, spostando la cena tra le 18 e le 20 per venire incontro alle esigenze delle persone musulmane che frequentano i servizi della mensa.

Uno dei momenti più significativi del calendario sarà il pranzo di Pasqua, che quest’anno avrà una forma leggermente diversa dal solito.

“Lo faremo nella nostra mensa, ma in modo un po’ diverso dal servizio abituale. Non sarà il classico self service: sarà un pranzo vero e proprio, con le persone servite a tavola. Un gesto semplice, ma che vuole restituire il senso della festa.”

La scelta si inserisce in un percorso più ampio di attenzione alla dimensione comunitaria dei momenti festivi. L’idea, per il futuro, è mantenere il pranzo di Pasqua nella mensa Caritas per gli ospiti abituali, mentre il pranzo di Natale continuerà a svolgersi nella mensa comunale, con un’apertura più ampia alla cittadinanza.

d.v.

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