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Attualità | 28 novembre 2021, 16:00

Alessia Mairone: "Viaggio sola e nel cammino ritrovo un grandissimo senso di libertà"

E’ il settimo anno su vie di peregrinazioni: da Santiago di Compostela al cuore della Sicilia. Oltre 2.700 chilometri percorsi a piedi

Alessia Mairone

Alessia Mairone

"Sono 'semplicemente' un pellegrino, nel senso vero della parola, che nel viaggio in solitudine,  ritrova un grandissimo senso di libertà. Viaggio sola, a piedi principalmente o in bici, in contatto con me stessa e con la bellezza dei luoghi: natura o città. Attraverso percorsi spesso così fantastici, da farmi fermare, alzare lo sguardo e dire whao!

Come mi è capitato quest’anno, sulla Magna via Francigena, un percorso ad alta suggestione, nel cuore della Sicilia, in direzione di Sutera: mi sembrava di camminare su Marte. Oppure quando mi vedevo sbucare all’improvviso un lago e il verde intorno, dopo una distesa bruciata da sole nell’interno siciliano, povero, ma ricco di fascino, di piccoli borghi stupendi, di cultura, che ti ripagano della fatica".  

175 chilometri in sei giorni. E’ stato il cammino 2021, a settembre scorso, di Alessia Mairone, 45 anni, originaria di Cardè, impiegata, residente a Saluzzo.

La Sicilia è stato il suo settimo cammino. "Aspetto il viaggio tutto l’anno anno, è il  mio polmone ed ha un valore inestimabile”.

Ha iniziato nel 2014 scegliendo una delle vie di peregrinazione più importanti della storia: il cammino di Santiago di Compostela, aggiungendovi Finisterre in bici.  

L’anno dopo, il cammino medioevale per Santiago dei devoti inglesi e del nord Europa. Nel 2016 la via Francigena per Roma in bici;  nel 2017 il cammino di San Francesco fino ad Assisi, a piedi. Poi da Assisi a Roma a piedi nel 2018.

Nel 2019 il cammino primitivo per Santiago prolungato  fino all’Oceano di Muxia e al promontorio di Finisterre, luogo creduto un tempo il limite dei luoghi conosciuti.

Lo stop per la pandemia nel 2020 e poi la Sicilia.

Come ci si prepara al cammino? "Prima  decido un determinato percorso e mi preparo attraverso guide o siti, ultimamente molto sui social. Lo divido in tappe ipotetiche, anche se poi la giornata andrà in modo diverso. Mi tengo allenata  fisicamente, la palestra mi aiuta molto, ma tanto fa la testa. Poi cammino e mi sposto in bici tutto l’anno. Lo zaino è importate: sarà la mia casa in spalla. Deve essere leggerissimo, minimo, indispensabile,  al massimo  il 10 per cento del tuo peso". 

Le classiche vesciche? "Non ne sono state immune, soprattutto nei primi viaggi. Due anni fa ho avuto una periostite tibiale: la cicatrice del cammino di 440 chilometri in 12 giorni".

Condivide il viaggio con altri pellegrini che incontra?  "Ogni viaggio è diverso. Può capitare o no; quest’anno ho camminato sempre da sola, incontrando gente del luogo e pochi sul tracciato. La strada verso Santiago invece l’ ho condivisa in parte con altri giovani. Il cammino comunque rende gli incontri speciali e io ho trovato sempre molta umanità nei pellegrini e negli abitanti dei posti in cui passo".

Ha incontrato più donne sole che uomini soli in viaggio. In Sicilia prima di Corleone una signora di Pinerolo e in un ostello a Santiago una famiglia di Piasco.

La condivisione maggiore  avviene dopo al ritorno a casa, racconta Alessia “mi piace dare consigli a chi è interessato  all’esperienza  con il mio stesso spirito “semplice”. A volte gli incontri diventano amicizie a distanza che continuano nel tempo".

Come si vive la giornata di pellegrino? "Mi alzo presto e intorno alle 7,30 parto. Con un unico pensiero per il giorno: camminare. E, quando cammino, penso tanto,  canto, guardo, mi stupisco, ogni tanto mi fermo. Mangio un frutto o un pomodoro.  La sera si mangia come si deve. Nel pomeriggio visito la citta, quest’anno i paesini sperduti dell’interno, piccole bomboniere. Oltre la parte fisica, per me  c’è la parte culturale".

Una cosa  accomuna tutti i cammini: alla tappa finale piangi.  “In Sicilia mi  ero imposta di non farlo, ma è successo ugualmente. Ho pianto a Santiago, a Roma, ad Assisi, ad Agrigento. E quando  ho visto dall’alto  l’Oceano di Muxia,  che non mi aspettavo di vedere, arrivando attraverso un bosco, sotto la pioggia,  dopo aver  udito il  fragoroso rumore delle onde che non avevo mai sentito prima”

Problemi sul percorso o paura?  "Mai, per fortuna  Il percorso  è tracciato e devi  solo imparare a guardare i  segni. Nell’intero della Sicilia l’unico spavento che mi ha fatto alzare i battiti,  sono stati i cagnolini di  guardia ai casolari".

Il posto da dormire si cerca prima? "No, non prenoto niente. Fa  parte dello spirito del pellegrino. Qualcosa si trova sempre, al massimo si condivide una  stanza. Certo il Covid  ha cambiato anche il tipo di ospitalità negli ostelli, ma in Italia si può  contare  sull’ospitalità diffusa. In altri cammini mi sono appoggiata alle suore".

I Km “camminati” dall’inizio dell’esperienza sono 2.731. L’Italia per tutta la sua lunghezza andata e ritorno, con oltre 100 km in più, percorsa con una media di 30 al giorno, ma a volte anche 40 o 50.

Quale sarà il prossimo viaggio? "Non so ancora, ma ho sempre voglia di tornare sul cammino di Santiago. Il cammino completo  da  più di 900 chilometri. Ma un viaggio Sicilia lo rifarei volentieri, magari in un’altra stagione: in primavera. Tutte le volte che parto è una emozione gigante. C’è un po’ di apprensione: è normale. Ma appena metto lo zaino in spalle sono felice e cammino, con un grande senso di pace e libertà nell'animo."

Vilma Brigone

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