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Attualità | 02 dicembre 2021, 13:11

La ex presidente della società italiana di Pediatria del Piemonte: "La vaccinazione anti Covid per i bambini? La raccomanderei"

Paola Gianino ha ricoperto la carica dal 2016 al 2019. E' stata primario di Pediatria dell'osepdale di Asti per 14 anni. i colleghi de La Voce di Asti l'hanno intervistata, per cercare di fare chiarezza sul tema

La ex presidente della società italiana di Pediatria del Piemonte: "La vaccinazione anti Covid per i bambini? La raccomanderei"

Nel tardo pomeriggio di ieri, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha dato il via libera alle vaccinazioni anti Covid, mediante inoculazione di dosi di Comirnaty di Pfizer/BioNTech con specifico dosaggio, per i bambini nella fascia di età 5-11 anni.

Una approvazione che segue di pochi giorni quella dell’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali), tanto preannunciata quanto sicuramente destinata a suscitare nuovi confronti tra quanti sostengono l’inevitabilità di questo ulteriore passo in avanti per contenere la diffusione del virus e quanti invece pensano che sia sostanzialmente superflua, se non potenzialmente pericolosa in ottica di possibili effetti collaterali.

Per cercare di fare un po’ di chiarezza a riguardo, ci siamo rivolti alla dottoressa Paola Gianino, che dal primo giugno 2007 a pochi giorni fa, quando la lasciato l’incarico per sopraggiunto pensionamento, ha ricoperto l’incarico di Primario della S.O.C. di Pediatria dell’Ospedale di Asti e che, dal 2016 alla fine del 2019, è stata anche presidente della Sezione Piemontese della Società Italiana di Pediatria. Nel suo ricco curriculum, figurano inoltre oltre 40 pubblicazioni di carattere scientifico, anche su riviste internazionali, e la partecipazione a oltre 150 convegni, congressi e corsi anche in veste di relatrice e moderatrice.

 

Dottoressa Gianino, partiamo dal chiarire quali conseguenze può comportare per un bambino l’infezione da Covid

In linea generale posso confermare che in età pediatrica il Covid è meno aggressivo che in età adulta e anziana in particolare. Però, ciò nonostante, anche nell’Astigiano e nel mio reparto abbiamo avuto più casi di quella grave complicanza nota come MIS-C (Multisystem Infiammatory Syndrome in Children), patologia scatenata da questo virus che si manifesta generalmente da 2 a 6 settimane dopo il Covid e colpisce più organi. In particolare il cuore, con miocarditi che possono verificarsi anche nel caso si abbia avuto il Covid in forma asintomatica o paucisintomatica (lieve, ndr.) Infine va ovviamente considerato che l’infezione può comportare importanti complicanze nel caso di bambini fragili, quali ad esempio gli oncologici e gli immunodepressi.


Più nello specifico, quanti bambini sono stati ricoverati al Massaia con complicanze dovute al Covid?

Abbiamo avuto un solo caso di bambino con Covid ricoverato in Rianimazione, ma nell’ultimo anno almeno cinque bambini hanno necessitato il trasferimento in Terapie Sub Intensive di ospedali specializzati come l’Infantile di Alessandria o il Regina Margherita di Torino. E tenga conto che mi riferisco a tutti bambini precedentemente sanissimi, senza patologie pregresse, con in più il dato riferito a una una provincia comunque non enorme qual è quella di Asti.


Da medico, ritiene che per i bambini il rapporto rischi/benefici della vaccinazione sia tale da consigliarla ai genitori?

In merito posso dirle che condivido la posizione ufficiale della Società Italiana di Pediatria e cioè che – al momento, con i dati che abbiamo a disposizione – il rapporto rischi/benefici è a favore della vaccinazione piuttosto che della non vaccinazione. In sostanza, se una mamma mi chiedesse se vaccinare o meno il figlio, le raccomanderei di farla. E sto sempre parlando di bimbi sani, senza complicanze pregresse. Nel caso di bambini con patologie, le conseguenze del Covid potrebbero essere di gran lunga più gravi, tant’è che per questi bambini ‘fragili’ consigliamo normalmente anche la vaccinazione anti-influenzale perché, al di là del rischio Covid, per loro anche una normale influenza potrebbe comportare conseguenze pesanti.


Una delle argomentazioni più spesso citate da chi è contrario all’idea di vaccinare i bambini è che parliamo comunque di numeri estremamente contenuti: come replicherebbe?

Certo, per quanto riguarda i bambini con problematiche Covid parliamo di numeri piccoli, ma anche la meningite non ha numeri grandi eppure vacciniamo i bambini perché è una malattia gravissima. Per la quale, a differenza del Covid, una terapia c’è ed è la somministrazione di specifici antibiotici, ma ciò nonostante li vacciniamo comunque perché i decorsi possono essere gravissimi, quando non addirittura mortali.


Altra frase ricorrente è che riguardo il vaccino per la meningite vi sono anni di dati clinici, mentre per quello sul Covid no

E’ vero che ora abbiamo maturato esperienza sul vaccino per la meningite, ma quando è stato introdotto i numeri erano ridotti. Per quanto riguarda quello contro il Covid, è stato testato come forse nessun altro nel mondo in un tempo così breve, quindi non sembra ragionevolmente probabile che nel bambino comporti reazioni avverse in misura maggiore rispetto all’adulto. Poi, certamente, in medicina si deve prestare massima attenzione ai dati, ma con le informazioni disponibili al momento mi sento di sposare la posizione della Società Italiana di Pediatria.


Tra i contrari all’estensione dell’età vaccinale non manca chi sostiene che farlo serva, più che a proteggere i bambini, a tutelare dal rischio di contagio gli adulti che per scelta non si sono sottoposti alla vaccinazione. Che ne pensa?

Se ritenessi fondata questa argomentazione sarei la prima a dire che non sarebbe giusto fare una cosa inutile per i bambini con il fine di tutelare adulti che hanno fatto scelte differenti. Ma penso che così non sia e vi sia un evidente vantaggio anche per i bambini, che grazie alla vaccinazione possono scongiurare quella complicanza che, pur non frequente, è estremamente seria e con decorso molto complesso.


Perché, in questa fase di contrasto della pandemia, è diventato così importante vaccinare anche i bambini?

Va considerato che somministrando il vaccino anche i bambini si amplia molto la percentuale di persone protette ed aumenta esponenzialmente la possibilità di indebolire la pandemia con la speranza riuscire un giorno a debellarla. Perché con il Covid, come per tutti i virus, bisogna sempre tenere in massimo conto anche la necessità di impedirgli di replicarsi, perché più si replica e maggiore è il rischio che si verifichi una mutazione favorevole al virus e sfavorevole all’umanità. Non dimentichiamoci, inoltre, che ovviamente il dosaggio che verrà adottato sarà inferiore rispetto a quello destinato agli adulti, così come avviene per ogni altro farmaco somministrato anche ai bambini.

Ganriele Massaro

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