Marcella Tealdi era educatrice e referente presso l’asilo micro nido del Comune "Le Primule" di via Silvio Pellico a Cuneo, dove accoglieva con umanità e delicatezza non comuni moltissimi bambini.
Dopo la diagnosi della malattia, ha seguito le cure oncologiche e si è sottoposta a diversi interventi chirurgici. Non sono bastate la sua forza e la positività per superare la malattia e si è spenta il 9 agosto del 2016 a soli quarantacinque anni. Sempre disponibile, generosa e solare, sapeva accogliere con un sorriso e infondere serenità materna ai tanti bambini nel momento dell’inizio del loro ciclo educativo, conquistando sempre la stima e l’affetto delle loro famiglie.
La famiglia ha voluto ricordare Marcella adottando e finanziando un progetto dei padri Missionari della Consolata che operano in Tanzania, in un piccolo villaggio di nome Mgongo, un gruppo di capanne, in parte in muratura e in parte in lamiere, nella periferia meridionale di Iringa.
Qui si trova una struttura composta da alcuni edifici, adibiti a scuole professionali, nei quali studiano molti ragazzi e ragazze che vengono abbandonati dalle famiglie. Nel centro c’è anche un piccolo dispensario, con una sala parto dove vengono fornite le cure essenziali e assistenza alle donne in attesa di un figlio. Con il tempo la richieste di assistenza sono aumentate e gli spazi sono risultati spesso insufficienti per accogliere le numerose persone che arrivano, in cerca di aiuto, specialmente per i parti.
Il centro si trova ai bordi della savana dove ci sono centinaia di piccoli villaggi dai quali provengono, spesso con marce di diverse ore o addirittura giorni, le persone che hanno bisogno di cure. Nel centro si eseguono vaccinazioni, esami diagnostici di base, vengono forniti medicinali, si accolgono le donne che sono in attesa di un figlio, seguendole durante la gravidanza e ospitandole per il parto. I parti, in queste zone dell’Africa, avvengono ancora spesso nelle capanne: le partorienti sono seguite da alcune donne anziane del villaggio che hanno la funzione di ostetriche. Troppo spesso l’impossibilità di partorire in condizioni sufficienti d’igiene e con acqua pulita, provoca gravi infezioni a mamme e bimbi, con un tasso di mortalità alto, proprio nei primi giorni di vita. Il dispensario è così divenuto, col tempo, riferimento e luogo dove poter partorire assistite da un medico e in condizioni d’igiene buone. Le donne vengono anche istruite su come mantenere condizioni igieniche idonee durante l’allattamento, sull’importanza di eseguire le vaccinazioni, su come riconoscere l'insorgere di alcune malattie e affrontarle senza lasciare passare troppo tempo.
I padri della Consolata avevano da tempo in progetto la costruzione di una nuova maternità, più ampia e accogliente, per soddisfare le numerose richieste delle giovani madri, ma con il problema di reperire i fondi necessari per affrontare i lavori.
Marcella lavorava in un asilo nido, sempre circondata da bambini che accoglieva con umanità e delicatezza. L’idea di affiancare il suo ricordo a quello della costruzione della nuova maternità è subito piaciuto alla mamma e ai fratelli di Marcella, che hanno approfondito e studiato il progetto per poi adottarlo.
Nel 2019 hanno preso il via i lavori, con i primi scavi e l’inizio della costruzione in muratura. La realizzazione è stata seguita direttamente dai Padri della Consolata, dando lavoro a persone del posto. Una ventina di persone ha seguito la fase di scavo delle fondamenta, la realizzazione dei muri e del tetto. Questo ha permesso così a diverse famiglie di avere uno stipendio fisso per un lungo periodo, in un posto dove il lavoro si svolge spesso solo a giornata o a settimana. Il materiale edilizio, come la sabbia, è stato recuperato dalle rive di un rio che scorre ad alcuni chilometri. Il cemento e la sabbia sono stati miscelati direttamente sul posto, usando uno stampo, per ottenere i blocchi che sono stati lasciati asciugare nei prati vicino alla maternità. I lavori, dopo un rallentamento nel periodo della pandemia, sono stati terminati nel mese di novembre. La gestione della maternità/dispensario è a carico dei Missionari della Consolata, mentre all’interno lavorano un medico, due infermiere, un tecnico di laboratorio e una segretaria che sono stipendiati dallo Stato.
La struttura è composta di un ampio ingresso e da diverse sale dedicate alle visite mediche, alle vaccinazioni, alla diagnostica, alla sterilizzazione degli strumenti alle indagini microscopiche (numerose malattie da parassiti intestinali sono diagnosticate con esame microscopico), 4 salette con ognuna un posto letto per i parti, servizi igieni e lavandini.
Sulla facciata ci sono: la scritta “Faraja dispensary- Marcella maternity block” e un affresco del volto di Marcella realizzato da uno studente della scuola.
In lingua locale swahili è stato inoltre scritto: “Tabasamu kila unaponikumbuka” che significa: “Ricordatemi regalando un sorriso”.
Il 21 novembre, in una giornata di sole e molto calda, nel centro della Tanzania, circondata dalla savana, è stata ufficialmente inaugurata la struttura. Alle ore nove locali è stata celebrata la messa accompagnata dal coro dei ragazzi della Faraja House, che hanno anche festeggiato la fine dell’anno scolastico. Alla presenza delle autorità locali di Iringa, del superiore dei Missionari della Consolata in Tanzania, padre Erasto Mgalama e dei Padri che operano nel centro, è stato poi tagliato il nastro, scoperta una targa, sono stati aperti i locali e la maternità è divenuta operativa dal pomeriggio stesso.
Il giorno dopo nasceva il primo bambino nella “Marcella maternity block”.

















