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Attualità | 30 marzo 2022, 11:15

Allarme rincari: "Non riusciamo neanche più a fare i preventivi"

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo dell'imprenditore monregalese Paolo Manera che porta l'attenzione sulla grave crisi generata dai rincari delle materie prime

Foto generica Pixabay

Foto generica Pixabay

Una crisi sempre più nera. Il settore edile è stato tra i primi a fare i conti con il rincaro delle materie prime e al difficile reperimento dei materiali, ma ora, con lo scoppio della guerra in Ucraina tutti i prezzi sono schizzati alle stelle: lo abbiamo visto con i carburanti e ora anche con i beni alimentari. 

Il record degli aumenti vede sul podio olio di semi, verdura fresca e pasta, come indicato da un'analisi di Coldiretti. L'aumento del prezzo nel carrello della spesa è il risultato del mix esplosivo dei rincari energetici e di quelli delle materie prime agricole colpite da accaparramenti, limiti alle esportazioni e speculazioni (leggi qui).

Dal monregalese ci scrive l'imprenditore Paolo Manera, che evidenzia una situazione sempre più difficile.

"La situazione è disperata" - spiega Paolo Manera, - "Non si riescono neppure più a fare i preventivi. Si corre dietro agli aumenti senza riuscire a capire se sono definitivi o se il giorno dopo il tutto è invalidato da un ulteriore balzo in avanti! Sui lavori pubblici e sui bonus, un'altalena continua, tra cambiamenti, modifiche in corsa e scadenze sempre più strette, da mesi non è più possibile fare offerte e portare avanti i lavori. In più ora gli aumenti e i rincari non riguardano solo materiali come semilavorati e isolanti, per i quali da mesi è in corsa una vera e propria caccia al reperimento, ma ora con lo scoppio della guerra in Ucraina anche il carrello della spesa.

Lo stato deve intervenire celermente: l’edilizia getta il 42% del Pil e nessuno si sta accorgendo che rischia il collasso. Un blocco totale dei cantieri edili porterebbe alla paralisi dei trasporti e dell’intero sistema nazionale. Forse sarebbe ora di indire un serio sciopero nazionale per testare un blocco generale del sistema, magari finalmente qualcuno inizierebbe a prendere dei provvedimenti seri!"

Al direttore

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