Una crisi sempre più nera. Il settore edile è stato tra i primi a fare i conti con il rincaro delle materie prime e al difficile reperimento dei materiali, ma ora, con lo scoppio della guerra in Ucraina tutti i prezzi sono schizzati alle stelle: lo abbiamo visto con i carburanti e ora anche con i beni alimentari.
Il record degli aumenti vede sul podio olio di semi, verdura fresca e pasta, come indicato da un'analisi di Coldiretti. L'aumento del prezzo nel carrello della spesa è il risultato del mix esplosivo dei rincari energetici e di quelli delle materie prime agricole colpite da accaparramenti, limiti alle esportazioni e speculazioni (leggi qui).
Dal monregalese ci scrive l'imprenditore Paolo Manera, che evidenzia una situazione sempre più difficile.
"La situazione è disperata" - spiega Paolo Manera, - "Non si riescono neppure più a fare i preventivi. Si corre dietro agli aumenti senza riuscire a capire se sono definitivi o se il giorno dopo il tutto è invalidato da un ulteriore balzo in avanti! Sui lavori pubblici e sui bonus, un'altalena continua, tra cambiamenti, modifiche in corsa e scadenze sempre più strette, da mesi non è più possibile fare offerte e portare avanti i lavori. In più ora gli aumenti e i rincari non riguardano solo materiali come semilavorati e isolanti, per i quali da mesi è in corsa una vera e propria caccia al reperimento, ma ora con lo scoppio della guerra in Ucraina anche il carrello della spesa.
Lo stato deve intervenire celermente: l’edilizia getta il 42% del Pil e nessuno si sta accorgendo che rischia il collasso. Un blocco totale dei cantieri edili porterebbe alla paralisi dei trasporti e dell’intero sistema nazionale. Forse sarebbe ora di indire un serio sciopero nazionale per testare un blocco generale del sistema, magari finalmente qualcuno inizierebbe a prendere dei provvedimenti seri!"














