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Attualità | 01 luglio 2022, 12:29

Vetrine vuote e negozi sfitti a Cuneo, Confcommercio: "Sarà il primo tema che porteremo al tavolo del nuovo sindaco e della sua squadra"

Luca Chiapella evidenzia come le previsioni siano poco confortanti per quanto riguarda il commercio. Dal 1° aprile si è tornati a pagare per i dehors, dopo che il suolo pubblico, in periodo pandemia, era stato concesso gratuitamente

Vetrine vuote e negozi sfitti a Cuneo, Confcommercio: "Sarà il primo tema che porteremo al tavolo del nuovo sindaco e della sua squadra"

A Cuneo, in via Roma, più o meno di fronte al Municipio, c'è una lunga fila di vetrine vuote. Affittasi, trasferimento di attività, locali lasciati vuoti da un istituto bancario...

E siamo nel cuore storico della città. In Cuneo alta le vetrine vuote sono a decine. E se sostanzialmente i dati delle aperture e chiusure di attività si equivalgono, stando ai dati diffusi dalla Camera di Commercio, l'onda lunga del Covid, con la fine dei sostegni e con l'attuale crisi economica amplificata dalla guerra, si prevede che peggiorerà la situazione.

La situazione è all'attenzione, ovviamente, di Confcommercio, che sta attendendo l'insediamento della nuova Giunta, a Cuneo, per poter portare sul tavolo i problemi dei commercianti, con la richiesta di sostegni e di programmazione.

"Di iniziative ne sono state messe in campo tante - evidenzia il presidente Luca Chiapella. A partire dai Distretti urbani del Commercio. Ma la situazione è seria e stiamo cercando di mettere in atto tutte le iniziative possibili per rispondere alla situazione, con la diversificazione dei canali di vendita, in particolare spingendo sull'e-commerce, integrandolo con la vendita in negozio. I vuoti commerciali sono un tema sul quale l'attenzione di Confcommercio è massima. I negozi chiusi, poi, portano al degrado delle aree, tanto che stiamo cercando di trovare un accordo con i proprietari degli spazi commerciali vuoti, perché coprano le vetrine con pellicole adesive disegnate o colorate. Non risolve il problema, ma almeno l'impatto visivo è meno desolante".

C'è poi la questione dehors e tavolini all'aperto. Il settore della somministrazione, dopo due anni molto difficili, si è ripreso. L'amministrazione, come in tante altre città, ha permesso l'ampliamentro gratuito dei dehors e l'installazione di sedie e tavoli non obbligatoriamente rispondenti al regolamento stabilito dal Comune, deciso per dare uniformità agli allestimenti.

Dal 1° aprile, però, la gratuità è cessata. Ciò che è ancora in vigore, fino al prossimo 30 settembre, è il mantenimento o l'installazione dei dehor con richiesta semplificata, senza avvallo tecnico. Come spiegano sempre da Confcommercio, chi ha i dehors, dal 1° aprile paga l'occupazione del suolo pubblico ma può mantenerli o farne richiesta in modo rapido e semplificato, senza dover sottostare a tutti i passaggi normalmente previsti, sfruttando quindi le agevolazioni e le deroghe.

Barbara Simonelli

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