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Politica | 19 novembre 2022, 09:57

Paesana, il Consiglio comunale vota, a maggioranza, l’uscita dall’Unione Montana del Monviso

Il sindaco Emanuele Vaudano ha lasciato aperto uno spiraglio per il futuro, ma la maggioranza è stata irremovibile rispetto alla decisione. La minoranza, vista respinta la sua richiesta di rinvio, ha abbandonato l’aula parlando di “buffonata”

Paesana, il Consiglio comunale vota, a maggioranza, l’uscita dall’Unione Montana del Monviso

Il Consiglio comunale di Paesana ha votato ieri sera – con i voti della sola maggioranza - il recesso dall’Unione Montana del Monviso.

Una decisione che peserà sul futuro dell’ente di valle, dal momento che restano solo cinque i Comuni a farne parte: Sanfront, Ostana, Gambasca, Pagno e Brondello.

Un’ora abbondante di discussione non è servita ad avvicinare le posizioni tra maggioranza e minoranza.

Il sindaco Emanuele Vaudano ha motivato la decisione col fatto che Paesana oggi si sta accollando gran parte degli oneri (soprattutto in termini di personale) senza averne adeguate contrapartite.

“È una situazione che si trascina da anni e, rispetto alla quale, nonostante ripetuti solleciti da parte nostra – ha detto il sindaco aprendo il dibattito – non sono mai arrivate risposte. Questa sera decidiamo l’uscita, perché è l’unico modo per far sentire le nostre ragioni, ma ci vorranno mesi prima che si arrivi ad una definizione. Restiamo disponibili a sederci attorno ad un tavolo per valutare se ci saranno possibilità di snellire l’Unione e renderla più confacente alle esigenze di tutti, altrimenti nulla vieta che Paesana possa convenzionarsi limitatamente a qualche funzione. Così com’è – ha affermato perentorio - non si può andare avanti”.

Martellante la richiesta di un rinvio arrivata dall’opposizione, soprattutto per bocca del consigliere Fabio Gottero, il quale ha però dovuto ammettere che nel 2014, quando si era deciso l’adesione all’Unione, la minoranza consiliare era stata contraria.

“È uno strappo grave che avrà conseguenze su tutta la valle. Rischiamo – ha ammonito Gottero - di perdere importanti finanziamenti per aspetti che il sindaco presenta come organizzativi, che io invece credo abbiano risvolti anche politici”.

Anche voi siete a conoscenza delle problematiche perché avete un vostro rappresentante in seno all’Unione. Forse – ha replicato con determinazione il vicesindaco Marco Margaria potevate intervenire prima visto che i problemi non sono di oggi. Condivido il concetto di Unione, ma a condizione che ci siano parità di trattamento e autentica condivisione di responsabilità”.

Al momento della votazione, la minoranza, non vedendo recepite le sue istanze, ha abbandonato l’aula.

“Non partecipiamo a questa buffonata. Assumetevi voi la responsabilità della scelta”. Così Gottero ha motivato l’uscita andandosene insieme ai colleghi Sergio Beccio e Marisa Argento.

In sala, tra un pubblico composto da una cinquantina di persone, due veterani della politica-amministrativa valligiana, Mario Anselmo, predecessore di Vaudano e Giacomo Lombardo, ex sindaco di Ostana.

Un occhio attento poteva cogliere dai loro sguardi la preoccupazione per le istituzioni della valle Po lacerate da divisioni e personalismi sia nei rispettivi Comuni che negli ambiti sovracomunali.

Convitato di pietra il sindaco di Sanfront, Emidio Meirone, il quale – dopo la inarrestabile emorragia di Comuni dall’Unione da lui presieduta – qualche decisione ora dovrà assumerla.

Vaudano ha insistito nei confronti di Gottero – il quale lo rintuzzava sotto questo aspetto - spiegando “che il problema è organizzativo, non politico”.

Forse il giovane sindaco di Paesana ha confuso tra “politica” e “partitica”.

È infatti innegabile – alla luce di ciò che sta accadendo a macchia di leopardo - che esista eccome un problema non solo politico ma anche istituzionale, dal momento che le Unioni, come anche il caso della vicina valle Maira conferma, stanno mostrando tutta la loro fragilità.


 

GpT

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