Un avvincente viaggio attraverso luoghi e opere d’arte dell’antico Marchesato di Saluzzo e i suoi insospettati incroci con la vicenda terrena e artistica del genio Leonardo da Vinci quello che un pubblico attento e partecipe ha potuto compiere nel corso della presentazione tenuta nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 29 dicembre, alla Biblioteca civica di Borgo San Dalmazzo.
L’impegnativo lavoro di ricerca contenuto in "La tavolozza di Leonardo. Il genio di Vinci e l'antico Marchesato di Saluzzo" – questo il titolo del volume al centro dell’incontro promosso dal Comune e dall’Associazione Culturale Territori – è stato illustrato dal suo autore, il saluzzese Franco Giletta, avvocato e docente di discipline giuridiche ed economiche, ma anche artista di fama, le cui opere si trovano in collezioni provate e pubbliche in Italia e all’estero.
Partendo dall’analisi di un manoscritto conservato all’Institut de France di Parigi, in cui Leonardo citò Saluzzo, il Monviso, la Certosa, il Mombracco e l’amico scultore Benedetto Briosco, l’autore ha ripercorso la poco conosciuta vicenda del regno di Margherita di Foix, la consorte francese di Ludovico II, che fece della ricerca della cultura e della bellezza la sua arma diplomatica, rivelando l’inaspettata influenza che le opere e il pensiero di Leonardo ebbero anche in questo piccolo Stato dell’Italia del Rinascimento nel periodo della dominazione francese su Milano.
Da qui la scoperta di come, dal 1511, per preparare e per mescolare i colori che servirono a dipingere i suoi capolavori, Leonardo da Vinci utilizzò una tavolozza di pietra bianca proveniente dai monti del Marchesato, ma anche i rapporti che il genio toscano ebbe con l’antico Stato e le sue principali personalità politiche e culturali, o i fatti che portarono un misterioso giureconsulto e mecenate saluzzese a salvarlo diplomaticamente e finanziariamente da un’intricata controversia sorta con la Repubblica fiorentina di Pier Soderini dopo il fallito tentativo di realizzazione del grande dipinto della Battaglia di Anghiari. In mezzo un viaggio segreto col quale Leonardo avrebbe studiato le modalità realizzative del Buco di Viso, il primo traforo delle Alpi, fatto scavare dal Marchese Ludovico II ai piedi del Monviso, e le ragioni per cui una delle prime copie cinquecentesche dell’Ultima Cena fu fatta realizzare a Revello proprio nell’anno della morte del Genio, nel 1519.
Temi di grande interesse e non soltanto per gli appassionati di storia dell’arte, che Giletta ha illustrato nel volume dal 2021 in libreria per i tipi di Fusta Editore (128 pagine; 18,50 euro il prezzo di copertina) e ripercorso nel corso dell’incontro moderato dalla giornalista di "Targato Cn" Cristina Mazzariello e che ha visto la partecipazione degli assessori Fabio Armando e Armando Boaglio in rappresentanza dell’Amministrazione borgarina, mentre per conto dell’Associazione Culturale Territori il suo presidente Enrico Anghilante ha fatto dono alla biblioteca di volumi che andranno ad arricchire la dotazione dello spazio culturale cittadino.















