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Attualità | 27 gennaio 2023, 08:16

ACDA, i fatti secondo il Comitato Acqua Pubblica di Cuneo: "Diamo a Cesare quel che è di Cesare!"

Ci scrive Oreste Delfino: "Premesso che le aziende non debbano essere poltronificio di politici, accusare l'AD di aver fatto perdere i soldi del PNRR è falsare la realtà"

ACDA, i fatti secondo il Comitato Acqua Pubblica di Cuneo: "Diamo a Cesare quel che è di Cesare!"

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo aver assistito martedì sera alla 1° commissione comunale di Cuneo sull’ACDA ed aver letto i numerosi commenti comparsi sui giornali, in quanto attivista ormai da un ventennio del Comitato Acqua Pubblica di Cuneo, vorrei portare il mio contributo per una lettura dei fatti più aderente alla realtà.

Il nostro Movimento da sempre sostiene che le aziende pubbliche non debbano essere un “poltronificio” per politici in attività o fuori attività e che i comuni soci, attraverso i loro consigli comunali debbano esercitare sulle stesse il potere di controllo analogo, principalmente nel fornire l’indirizzo sulla mission che deve essere perseguita e verificarne l’attuazione.

Ciò detto, non avendo il sottoscritto alcun elemento per giudicare se nel caso della nomina ad amministratore delegato di ACDA di Beppe Delfino (mio cognonimo ma senza alcun grado di parentela) si sia incorsi in questa casistica, non posso che fidarmi delle decisioni assunte dai sindaci nella assemblea dei soci.

Altra cosa, e molto più spiacevole a mio avviso, è stato accusare l’AD di aver fatto perdere il finanziamento da PNRR per il servizio idrico in provincia di Cuneo: in questo modo si falsa addirittura la realtà. Diamo a Cesare quel che è di Cesare!

Il progetto cuneese non è stato ammesso al bando in quanto elemento determinante era che nell’Ato presentante stesse operando il gestore unico, facendo rilevare l’elemento più macroscopico che era la situazione della monregalese Mondo Acqua per la quale non era stato ancora materialmente possibile determinare il Valore Residuo (VR) in quanto il suo mandato era scaduto appena al 31.12.2021. Ma se si fosse andati oltre all’esame di questo primo scoglio macroscopico, anche il subentro non completato ad Alpiacque, Alse e Tecnoedil sarebbe stato un probabile elemento di esclusione.

Cosa c’entrano Acda, Delfino, L’EGATO4 in tutto questo: molto poco! Chi sono i veri responsabili che dopo oltre tre anni dall’affidamento continuano a rendere arduo e rischioso il pagamento del VR ai gestori privati e misti uscenti?

Molto facile, penso che ormai lo sappiano tutti i residenti in provincia di Cuneo, si chiamano: Bo, sindaco di Alba, Tallone, sindaco di Fossano, Barbero, sindaca di Marene, Faccenda, sindaco di Canale, Icardi ex sindaco di Santo Stefano Belbo, Perosino, sindaco di Priocca che guidando una nutrita schiera di altri sindaci tra i quali Cherasco, Benevagienna,Cavallerleone, Narzole e praticamente tutto il Roero. Negli anni hanno presentato diversi ricorsi al Tribunale Superiore delle Acque di Roma, tutti persi, ma che hanno indotto ad un atteggiamento di responsabile precauzione nel percorso del subentro di Cogesi. Già, anche i gestori uscenti hanno presentato i loro ricorsi (identici e tutti persi), ma in un contesto di sottomissione alle leggi finanziarie e di mercato questo è persin normale.

Occorre essere informati e conoscendo i fatti individuare i responsabili, i sindaci citati oltre alla presentazione dei ricorsi hanno accuratamente evitato di procedere alla pubblicizzazione dei gestori misti del loro territorio o di cercare una forma di partecipazione alternativi al gestore unico Cogesi.

Probabilmente il progetto di ATO4 Cuneese verrà ammesso nella seconda tranche dove è stato ripresentato a seguito della determinazione del VR di Mondo Acqua, ma pur venisse finanziato, possibilità alquanto limitata per tutti i partecipanti, mi spiegate come potrebbe essere attuato se quei sindaci non avranno sul loro territorio un’azienda operativa pubblica in grado di poterlo fare?

Oreste Delfino

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