Alcuni Paesi della NATO hanno deciso di mandare altri aiuti militari all’Ucraina, che includeranno tank pesanti da combattimento. Anche l’Italia effettuerà un’ennesima fornitura, in questo caso di sistemi missilistici terra-aria SAMP/T con i relativi razzi Aster 30. Benché l’articolo 11 della Costituzione dica che “lo Stato italiano ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, è possibile interpretare il testo legislativo nel modo che più si conviene. E senza bisogno di chiedere ai cittadini cosa pensano della costante e costosa fornitura di armamenti a un Paese in guerra che non è nostro alleato e che combatte con un Paese che è - o era - nostro partner commerciale di grandissima importanza. Gran Bretagna, Spagna, Polonia, USA e altri Stati manderanno i carri da combattimento M1 Abrams, Challenger 2 e Leopard 2. Ne manderanno abbastanza per determinare un cambiamento degli equilibri sul campo? In questo momento sembra di no. Oltre tutto, li manderanno poco alla volta, quindi i russi avranno la chance di eliminarli finché sono soltanto poche unità. Ma restano un elemento che denuncia l’intenzione dell’Alleanza Atlantica di colpire e sconfiggere l’esercito russo, in altre parole di fargli la guerra direttamente. Come riporta il sito Strumenti Politici, lo storico britannico Geoffrey Roberts, docente all’Università di Corki, ipotizza che i tank vengano mandati dai governi occidentali solamente in qualità di “copertura” nel caso in cui i russi vincano: cioè i politici europei forniscono almeno un po’ di carri per non essere poi accusati non di aver fatto abbastanza. Roberts aggiunge che Putin sta lentamente e faticosamente raggiungendo i suoi obiettivi e dunque ottenendo la vittoria, e ciò non è accettabile in alcun modo da Washington, che quindi spinge affinché i Paesi europei si lascino coinvolgere.
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giovedì 15 gennaio
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