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Economia | 30 gennaio 2023, 07:00

Carri armati all’Ucraina: cambieranno le sorti del conflitto?

Alcuni Paesi della NATO hanno deciso di mandare altri aiuti militari all’Ucraina

Carri armati all’Ucraina: cambieranno le sorti del conflitto?

Alcuni Paesi della NATO hanno deciso di mandare altri aiuti militari all’Ucraina, che includeranno tank pesanti da combattimento. Anche l’Italia effettuerà un’ennesima fornitura, in questo caso di sistemi missilistici terra-aria SAMP/T con i relativi razzi Aster 30. Benché l’articolo 11 della Costituzione dica che “lo Stato italiano ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, è possibile interpretare il testo legislativo nel modo che più si conviene. E senza bisogno di chiedere ai cittadini cosa pensano della costante e costosa fornitura di armamenti a un Paese in guerra che non è nostro alleato e che combatte con un Paese che è - o era - nostro partner commerciale di grandissima importanza. Gran Bretagna, Spagna, Polonia, USA e altri Stati manderanno i carri da combattimento M1 Abrams, Challenger 2 e Leopard 2. Ne manderanno abbastanza per determinare un cambiamento degli equilibri sul campo? In questo momento sembra di no. Oltre tutto, li manderanno poco alla volta, quindi i russi avranno la chance di eliminarli finché sono soltanto poche unità. Ma restano un elemento che denuncia l’intenzione dell’Alleanza Atlantica di colpire e sconfiggere l’esercito russo, in altre parole di fargli la guerra direttamente. Come riporta il sito Strumenti Politici, lo storico britannico Geoffrey Roberts, docente all’Università di Corki, ipotizza che i tank vengano mandati dai governi occidentali solamente in qualità di “copertura” nel caso in cui i russi vincano: cioè i politici europei forniscono almeno un po’ di carri per non essere poi accusati non di aver fatto abbastanza. Roberts aggiunge che Putin sta lentamente e faticosamente raggiungendo i suoi obiettivi e dunque ottenendo la vittoria, e ciò non è accettabile in alcun modo da Washington, che quindi spinge affinché i Paesi europei si lascino coinvolgere.

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