Tutelare la qualità della nocciola grazie al lavoro di attenzione che viene fatto sul corretto uso della denominazione. Questo è il ruolo principale del Consorzio Nocciola Piemonte, e, in questi ultimi anni, è diventato ancora più importante, perché i problemi causati dalla siccità stanno minando la qualità del prodotto che, ora più che mai, deve essere difeso e mantenuto ai livelli che ha raggiunto negli ultimi anni.
Un percorso con insidie, dovute principalmente da una situazione meteorologica di alta pressione che, da molti mesi, non permette piogge regolari, che si concentrano principalmente, a livello di quantità di acqua caduta a terra, in eventi atmosferici violenti, che non permettono alle gocce di penetrare per dissetare un terreno sempre più in crisi. Una realtà che si percuote sulle colture, ed anche sulla corilicoltura, perché le piante di nioccole, avendo radici a circa 60 cm di profondità, patiscono la carenza di acqua, con conseguente raccolto dalla qualità minore.
Una situazione che preoccupa anche Isabella Ciattino, la presidentessa del Consorzio Nocciola Piemonte. «Stiamo vivendo un periodo difficile e preoccupante - afferma la presidentessa in carica da maggio 2021 - perché, come è palese, le precipitazioni invernali sono state scarse, e continua il periodo generale di siccità che ha già segnato la raccolta 2022, in cui si sono registrati dati contrastanti. Se in alcune zone la quantità non è mancata, in altre, come l’Alta Langa, la resa è stata minore, ma tutto il territorio è stato caratterizzato da un frutto più piccolo, e da una qualità minore, fattore dovuto soprattutto alla mancanza di una dose sufficiente di acqua.
Se guardiamo a come sta andando ora, la situazione è di apprensione perché, soprattutto negli impianti più datati, a causa delle malattie legate alla siccità, sono state effettuate potature più drastiche o addirittura estirpi di piante. Dobbiamo sperare in una perturbazione che possa portare pioggia costante per alcuni giorni, almeno per far ripartire il terreno».
Che cosa si può fare? La soluzione non c’è, però: «Ci si sta attivando per aiutare le piente a soffrire meno una nuova eventuale siccità - continua Isabelle Ciattino - ma se la mancanza di precipitazioni proseguirà anche in primavera, ci attende un’annata ancora più difficile di quella passata. Purtroppo i problemi sono presenti in molte colture, dai seminativi ai prati fino alla vite».
Sulla stessa lunghezza d’onda Alessio Porro, vice presidente della Corilanga, cooperativa della nocciola, che afferma: «La stagione 2022 è stata caratterizzata da cali di produzione in alcune zone meno pianeggianti, e la nocciola è risultata in generale più piccola e con pelabilità inferiore, fattore che ha portato ad un ulteriore difficoltà in fase di lavorazione.
Per l’annata 2023 siamo preoccupati per le scarse precipitazioni, anche se per ora le piante, a riposo, non presentano particolari segni di stress, ma se la siccità dovesse insistere, allora si prevedono difficoltà, soprattutto in collina, dove sarebbe anche più complicato irrigare. Per farlo ci vuole l’acqua, fattore principale per tutte le colture e per la vita. A livello di aiuti si può solo intervenire a livello economico: la Regione Piemonte ha emanato un piano di emergenza siccità perché si stima una perdita del 45%.
Per ora almeno sul mercato il trend è ancora positivo ma non possiamo vivere “di rendita”, anche perché sarà difficile riuscire a mantenere la produzione a livello consoni alla domanda, se il tempo continuerà ad essere poco clemente».
















