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Attualità | 24 febbraio 2023, 16:13

Borgo, il consiglio comunale sblocca l'empasse di via Grandis: riapertura entro la fine del 2023

La strada era chiusa dal 13 agosto 2019 a causa di un cedimento strutturale dovuto a fenomeni carsici. Nelle prossime settimane verrà firmato l'accordo con le Fondazioni AIRC-AISM che procederanno alla demolizione entro 30 giorni. Nel contempo ci sarà il passaggio dal notaio per l'acquisizione dei beni di proprietà Ghibaudo e Pocchiola. A quel punto il Comune avvierà la gara per la demolizione e la successiva messa in sicurezza della strada

Borgo, il consiglio comunale sblocca l'empasse di via Grandis: riapertura entro la fine del 2023

Via Grandis a Borgo San Dalmazzo tornerà percorribile entro la fine del 2023.

Ieri sera, giovedì 23 febbraio, in consiglio comunale sono state adottate due importanti delibere. “Atti prodromici per far arrivare alla riapertura in totale sicurezza di via Grandis”, ha dichiarato la sindaca Roberta Robbione.

Ricordiamo che il tratto di via Grandis che sfocia su via Roma è chiuso al transito di pedoni e mezzi dal 13 agosto 2019, giorno in cui si verificò un cedimento strutturale dei palazzi. Un dissesto che, secondo la perizia redatta dal CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio) incaricato dal Tribunale, l'ingegnere Lodovico Spessotto attesta “la presenza negli stati profondi sotto il canale irriguo, di una anomalia del terreno che induce a pensare alla presenza di fenomeni di natura carsica. Si ritiene sia stato il crollo di una cavità carsica ad opera di acque di infiltrazione di origine non nota, a produrre i vistosi cedimenti superficiali degli edifici”.

Il punto sulle quattro proprietà interessate dal cedimento

Quattro gli immobili interessati dal cedimento: la proprietà Grandis, la proprietà Fondazioni AIRC-AISM, proprietà Ghibaudo e proprietà Pocchiola. Per ognuna di queste è stato avviato un percorso differenziato a seconda delle condizioni dei caseggiati.

Sulla proprietà Grandis sono già stati eseguiti i lavori di consolidamento: oggi l'immobile è agibile come da attestato di agibilità perfezionato lo scorso 16 febbraio.

Le proprietà Ghibaudo e Pocchiola (civici 14 e 16): entrambi cederanno gli immobili al Comune per il valore simbolico di 1 euro. Il Comune si farà quindi carico delle spese di demolizione e ricostruzione. Solo per la proprietà Ghibaudo è stato chiesto e ottenuto il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva di 249 metri cubi su un altro immobile in centro di sua proprietà. Sarà a carico del privato la spesa della variante.

Sulla proprietà Fondazioni AIRC-AISM non è praticabile il ripristino. Dunque si procederà alla demolizione, a totale spesa degli enti, così come le responsabilità per l'esecuzione in sicurezza delle demolizioni. Il Comune acquisirà a titolo gratuito il sedime che si renderà libero dalla demolizione nel tratto che affaccia su via Grandis ai civici 10 e 12, e di parte del cortile di pertinenza. Le spese di trasferimento del sedime saranno in carico agli enti. La demolizione dovrà avvenire entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell'accoro da parte degli enti (previsto nelle prossime settimane, ndr), oltre al tempo necessario per l'apertura del cantiere in sicurezza. Agli enti verranno infine riconosciuti diritti edificatori corrispondenti su un'area di 2 mila metri cubi che affaccia su via Isonzo e via Utin, cubatura trasferita ad un operatore economico privato individuato dagli enti stessi.

La soddisfazione della sindaca Roberta Robbione

L'auspicio è che la strada venga riaperta entro la fine 2023.

Nelle prossime settimane verrà infatti firmato l'accordo con le Fondazioni AIRC-AISM che procederanno alla demolizione entro 30 giorni.

Nel contempo ci sarà il passaggio dal notaio per l'acquisizione dei beni di proprietà Ghibaudo e Pocchiola. A quel punto il Comune avvierà la gara per la demolizione e la successiva messa in sicurezza della strada.

Procedure che, salvo intoppi, potrebbero anche vedere via Grandis riaperta entro la stagione estiva.

Finalmente abbiamo messo un punto fermo per poter riaprire la strada – commenta soddisfatta la sindaca Roberta Robbione -. E' stato fatto un grande lavoro di squadra che ci permette di evidenziare tre situazioni positive. Anzitutto la riapertura nel più breve tempo possibile di via Grandis e in condizioni di sicurezza. C'è anche l'acquisizione di uno spazio pubblico. Infine si attua la riqualificazione globale dell'area in una porzione del nostro centro storico che chiede di conquistare la dignità che merita. Grazie a chi ha lavorato, in special modo alla vicesindaca Clelia Imberti, al segretario comunale, all'avvocato Elia Dogliani, ai responsabili del settore Urbanistica Martinengo e al geometra Giraudo dei Lavori pubblici. Grazie infine a tutta la Giunta. È il lavoro di squadra che fa la differenza”.

Il dibattito in consiglio

Se la procedura con le Fondazioni AIRC-AISM ha incassato il voto favorevole di tutto il consiglio, qualche perplessità è stata avanzata dalla minoranza sull'acquisizione degli immobili Pocchiola-Ghibaudo.

Il consigliere di minoranza Marco Bassino (La Torre): “Grazie a tutti i tecnici che hanno lavorato fin da subito a questa problematica per arrivare al primo passo di questa risoluzione. Mi chiedo tuttavia perché l'ordinanza emanata dall'ex sindaco Beretta nell'agosto 2019, nella quale ordinava ai proprietari di farsi carico dei lavori di demolizione e messa in sicurezza, non sia stata rispettata. Oggi acquisiamo degli immobile per fare noi i lavori? Perché non lo hanno fatto le proprietà?”

Sulla stessa linea la consigliera Luisa Giorda (Borgo per tutti): “La riapertura avviene a fronte di un accordo fatto con il privato che ha ceduto per una cifra simbolica degli immobili che avrebbero dovuto demolire e mettere in sicurezza. In più gli si concede una cubatura (249 metri cubi a Ghibaudo, ndr) e il Comune si fa carico delle spese di demolizione e abbattimento. Il costo non è ancora quantificato, ma rimane la perplessità che il Comune debba caricarsi delle spese che sarebbero spettate ai proprietari. Dunque su questo punto ci asteniamo”.

Su questo punto ha risposto la sindaca Robbione: “Il Comune ha evidente interesse pubblico per la riapertura e la realizzazione di uno spazio pubblico e questo giustifica il nostro intervento. Le spese di acquisizione, demolizione e rifacimento saranno a spese del Comune, mentre le spese di strumentazione urbanistica relative al passaggio di cubatura saranno a carico di Ghibaudo. Teniamo infine conto che gli immobili Ghibaudo-Pocchiola hanno un valore maggiore in quanto non erano tutti da demolire”.

Sulla necessità di riaprire via Grandis al più presto tutto il consiglio si è trovato d'accordo.

L'assessore all'Urbanistica Francesco Rosato ha definito queste come delibere 'delle tre r': “Riapertura di via Grandis. Riacquisizione di uno spazio pubblico. Riqualificazione del centro storico”

La consigliera di minoranza Luisa Giorda: “Anche stasera sarebbe stata importante la partecipazione dei cittadini. Si va finalmente a dare una risposta importante, attesa da quasi 4 anni, che va a risolvere un problema molto sentito e a dare soluzione a servizio della collettività. Bene questo primo passo. L'auspicio è che sia l'inizio di una riqualificazione e di una rivivificazione del centro storico, che sia un volano importante”.

Infine l'assessore ai Lavori pubblici Armando Boaglio: “Ricordo il nostro primo sopralluogo su via Grandis nel mese di giugno. Ci eravamo appena insediati. Avevamo preso un impegno con i cittadini di cercare di risolvere il problema. Molte sono state le difficoltà riscontrate. Ma stiamo tenendo fede al nostro programma elettorale”.

Cristina Mazzariello

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