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Attualità | 15 giugno 2023, 10:26

Da record l'export della Granda nel primo trimestre 2023: crescita del +15,9% rispetto allo stesso periodo del 2022

Sul dato regionale, l'export della provincia pesa per il 15,9%: grandi risultati per articoli in gomma e chimica e farmaceutica, soffrono le estrazioni minerarie e i metalli di base

Mauro Gola, presidente della Camera di Commercio

Mauro Gola, presidente della Camera di Commercio

Le esportazioni cuneesi di merci nel primo trimestre del 2023 ripartono con grande slancio rispetto all’analogo periodo del 2022. Le vendite all’estero dei prodotti made in Cuneo nel trimestre gennaio-marzo 2023 hanno superato i 2,6 miliardi di euro, registrando un aumento del 15,9% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre il valore delle importazioni ha raggiunto oltre 1,4 miliardi di euro (con un calo del 10,1%). Il saldo della bilancia commerciale si è attestato a 1.224 milioni di euro ed è quasi raddoppiato rispetto ai 704 milioni di gennaio-marzo 2022.

Malgrado il perdurare dell’inflazione e le ripercussioni economiche determinate dal conflitto russo-ucraino, l’export continua a essere uno dei motori della crescita economica del nostro Paese.

Cuneo si conferma la seconda provincia esportatrice del Piemonte con il 16,7% delle vendite regionali fuori confine, che rappresentano l’1,6% a livello nazionale. La dinamica esibita dalle esportazioni di merci cuneesi nel periodo gennaio-marzo 2023 è di poco inferiore rispetto a quella evidenziata a livello piemontese (+16,8%), ma molto superiore rispetto alla media nazionale (+9,8%).

"Ho accolto con grande soddisfazione i dati dell'export cuneese del I trimestre - afferma il presidente della Camera di commercio Mauro Gola - . Le esportazioni sono aumentate in quasi tutti i Paesi con una crescita molto elevata in Francia, Germania e Spagna, principali mercati di riferimento per i settori di eccellenza del nostro comparto produttivo. L'aumento a doppia cifra dell'export ha consentito al sistema imprenditoriale di superare le criticità del mercato interno, dove i consumi sono rallentati dall'inflazione e gli investimenti dal costo del credito".

Allo sviluppo complessivo delle vendite all’estero ha contribuito l’incremento registrato in quasi tutti i principali settori dell’export provinciale, con l’eccezione per i metalli di base (-6,6%) e comparti meno rilevanti quali i prodotti dell’estrazione di minerali (-13,7%) e i Prodotti delle altre attività (-8,2%).

I prodotti delle attività manifatturiere, pari al 95,5% dell’export totale, segnano un +16,8%. Il settore trainante dell’export manifatturiero made in Cuneo continua a essere il comparto alimentare e bevande (+6,5% rispetto al 2022) che rappresenta il 33,5% delle vendite estere, sebbene questo trimestre la performance migliore sia stata registrata dagli articoli in gomma e materie plastiche (+63,3%) seguita da chimica e farmaceutica (+22,8%), macchinari e apparecchi (+19,3%), mezzi di trasporto (+18,8%), legno e derivati (+15,4%) e apparecchi elettronici ed elettrici (+10,4%).

Il bacino dell’Ue-27 post Brexit ha attratto il 64,8% delle esportazioni provinciali, contro il 35,2% dei mercati situati al di fuori dell’area comunitaria. La performance delle vendite oltre confine verso i Paesi dell’Ue-27 ha raggiunto il +19,5 %, valore quasi doppio rispetto a quello verso i partner commerciali extra Ue-27 post Brexit (+9,9%).

I più importanti mercati dell’area Ue-27 si confermano quello francese e tedesco, con quote rispettivamente pari al 19,7% e 15,7 %. Le vendite verso la Francia sono salite del 19,0% mentre quelle verso la Germania del 27,8%. L’export verso la Spagna, che rappresenta il terzo mercato di sbocco per la nostra provincia, ha invece riportato un buon +26,6%, seguito da Polonia (+24,3%), Paesi Bassi (+23,9%) e Austria (+23,7%).
Nel bacino Extra Ue-27 i mercati di maggior rilievo si confermano Stati Uniti e Regno Unito, che rappresentano rispettivamente il 5,7% e il 5,1% dell’export complessivo. Gli Stati Uniti hanno fatto segnare un aumento del +9,8%, mentre il Regno Unito dell’8,1%.

Sorprende il risultato del Messico che, con una quota parte del +1,5%, riporta un ottimo +68,0%, seguito da Australia (+41,3%), Cina (+35,2%), Turchia (+22,2%), Arabia Saudita (+13,0%) e Svizzera (+4,0%). È significativo il ritorno al segno più da parte della Cina dopo 5 trimestri consecutivi caratterizzati dal calo del nostro export in quel Paese. L’unico Paese di rilievo ad aver riportato il segno meno è il Canada (-1,9%) che, con una quota parte del 2,0%, si conferma il terzo mercato di sbocco extra UE per la nostra provincia.

comunicato stampa

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