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Attualità | 29 dicembre 2023, 14:13

Bra, festa grande per l’anniversario dell’Apparizione della Beata Vergine dei Fiori [FOTO E VIDEO]

Sono passati secoli, ma lo spirito della festa del 29 dicembre è sempre forte e vivo

Celebrazione in onore della Beata Vergine dei Fiori, a Bra, nel 687° anniversario dell’Apparizione

Celebrazione in onore della Beata Vergine dei Fiori, a Bra, nel 687° anniversario dell’Apparizione

Fede, tradizione, ma anche storia di Bra. Era il 29 dicembre 1336 quando la Madonna intervenne per salvare la giovane Egidia Mathis ed il piccolo che portava nel grembo: pruneto selvatico fiorito in pieno inverno e masnadieri messi in fuga da un raggio di luce accecante.

Sono passati secoli, ma lo spirito che porta a celebrare l’importante anniversario dell’Apparizione è sempre forte e vivo. Come ogni anno tanti fedeli si sono ritrovati il 29 dicembre nel Santuario nuovo della Madonna dei Fiori per un atto di devozione che è parte stessa dell’identità cittadina.

Il momento più emozionante, dopo i giorni del triduo di preparazione, è stata la solenne celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Marco Mellino, vescovo titolare di Cresima (Tunisia), Segretario del Consiglio dei Cardinali. Attorno all’altare, tra gli altri, anche il parroco don Gilberto Garronedon Guido Colombo, delegato nazionale Cooperatori Paolini e Consigliere provinciale Società San Paolo e il sacerdote paolino don Venanzio Floriano. Nei banchi tanti fedeli e le autorità cittadine con in testa il sindaco Gianni Fogliato, a rendere onore alla Beata Vergine, patrona di Bra.

Intensità di fede anche alla Messa del mattino, officiata dal rettore del Santuario, don Enzo Torchio, che nell’omelia ha individuato tre segni che la Madonna lascia in questa occasione: «Presenza di Dio nel cammino della vita; mettere la propria speranza in Dio; credere che nulla è impossibile a Dio, come attesta l’esperienza di Egidia», aggiungendo come «l’intervento della Madonna è avvenuto anche in difesa della vita nascente, avendo assistito Egidia ai bisogni del parto. Maria è un esempio di premura, cura e sostegno del popolo di Dio».

Infine un auspicio che viene dall’osservare il pruno fiorito: «Continuare a coltivare le virtù anche nell’inverno della vita, per assistere alla fioritura di tante grazie». Perché l’evento prodigioso dell’Apparizione mariana non è un fatto isolato. Ogni anno, ogni domenica, ogni giorno, tante persone si inginocchiano al cospetto di Maria, animati dalla speranza di una grazia, dal desiderio di ringraziare o alla ricerca di una risposta sulla fede.

Usanza antica. La testimoniano, nelle stanze e nei corridoi clericali, le pareti coperte di vecchi e antichissimi ex voto. Ritraggono malati esanimi nel letto, i comodini saturi di vani rimedi e la Madonna sospesa in alto, che guarda giù benedicente. E carrozze, auto d’epoca uscite di strada, ma illesi i passeggeri; bambini caduti dal balcone, ma incredibilmente salvi.

Una costellazione di incisioni «Per grazia ricevuta», tappezza pure le mura dei due Santuari che conservano la statua della Vergine. Un impatto quasi fisico di questa mole di gratitudine, benevolmente incombente.

Il Santuario, come un grembo di luce e grazia, in questo giorno di gioia. Precisamente due Santuari con quello nuovo che tiene per mano il più antico. Entrambi come un faro che ancor oggi splende luminoso nella notte più buia.

Da questo luogo prodigioso partì il pellegrinaggio per grazia ricevuta del Beato Fratel Luigi Bordino, 26 km fino a Castellinaldo. Con lui, hanno pregato ai piedi della Madonna dei Fiori anche i grandi Santi sociali del ‘900 come il Cottolengo, Giovanni Bosco, Luigi Orione, Giacomo Alberione e Timoteo Giaccardo.

Oggi, come allora, le vibrazioni più profonde dell’animo tornano a sgorgare spontanee dal cuore, attraverso le invocazioni a Maria Santissima. Accanto a Colei che unisce l’intera comunità nel richiamo vivo ad una devozione che si fa popolo, cultura, tradizione, storia, commovente e straordinaria.

 

Tre domande a monsignor Marco Mellino

Eccellenza, la festa dell’Apparizione ha 687 anni, qual è la novità?

«Come ogni festa cristiana, la novità sta nel fatto che si rinnova ogni volta il dono di grazia, in questo caso attraverso l’intercessione della Madre di Dio, perché possa crescere la vita cristiana dei fedeli e di quelli che con molta e profonda devozione si rivolgono a Lei, perché possa accompagnarli nel cammino della loro vita cristiana quotidiana. Quindi, è un rinnovo della fonte perenne, che è quella della grazia, che scaturisce dai valori e dai principi del Vangelo che ci ha portato Gesù».

L’anniversario dell’Apparizione della Madonna dei Fiori in una parola?

«Partendo dal fatto di ciò che è accaduto qui nel 1336, con la donna che ha subito il tentativo di violenza da parte di uomini, credo che per la nostra società attuale e nei tempi che viviamo, particolarmente questi nostri giorni, sia la capacità di riprendere i rapporti tra di noi, che tornino ad essere rapporti profondamente umani, nel rispetto della dignità di ciascuno, dell’uomo verso la donna, degli uni verso gli altri».

Un augurio ai braidesi per la festa dell’Apparizione e per il nuovo anno?

«Un augurio è che sappiano sempre portare avanti le sane tradizioni che sono state loro tramandate nel dono della fede - che non è poco - e che le nostre famiglie sappiano custodire il valore grande dell’essere cristiani. L’augurio è che, come Chiesa e come società, si sia sempre capaci di vivere in questo mondo, stando profondamente ancorati alla nostra identità cristiana».

 

Una storia da raccontare: l’Apparizione della Madonna dei Fiori a Bra

La sera del 29 dicembre 1336, una giovane prossima al parto, Egidia Mathis, stava rientrando a casa. A circa mezzo miglio dalla città, la donna, volendo rivolgere una preghiera a Dio e ringraziarlo della giornata, si fermò davanti a quell’edicola dedicata alla Vergine. Nella nicchia era dipinta una Madonna col bambino in braccio. Egidia si fermava spesso davanti a quell’icona e quel giorno non mutò le sue abitudini, benché avesse visto che lì vicino stazionavano alcuni soldati. Questi ultimi, guidati da languide intenzioni, appena la giovane si inginocchiò, cercarono di possederla.

Disperata, Egidia si abbarbicò al pilone e gridò: «Maria!». Dal folto del bosco emerse una dignitosa matrona. Emanava una luce tale da far fuggire precipitosamente i malintenzionati. Egidia cadde a terra in preda alle doglie del parto, anticipato dallo spavento. Nella neve, la sconosciuta «provvide abbondantemente ai bisogni dell'accelerato parto e, continuando la pietosa opera, fu tutta intenta a provvedere i lini opportuni al neonato ed a ristorare la madre».

Poi, com'era apparsa, scomparve, senza lasciare ad Egidia il tempo di ringraziarla e di chiederle il nome. Ripresasi dalla straordinaria esperienza, Egidia corse verso il paese col neonato in braccio. Giunta a casa, raccontò tutto ai parenti e agli amici, che, per verificare l’accaduto, si recarono subito sul luogo in cui si era svolto l'incontro con la Madre di Dio.

Lo stupore di Egidia e dei presenti fu grande quando si resero conto che gli alberi di pruno, che circondavano l’edicola, avevano subìto una prodigiosa trasformazione. Le piante erano completamente fiorite (tutti i suoi rami erano ornati di fiori dalle bianche corolle sbocciate improvvisamente, che risultavano ancor più appariscenti in assenza di foglie) nonostante fosse pieno inverno.

Oggi, come allora, c’è ancora chi cerca di trovare una spiegazione scientifica e razionale a questo fenomeno. Nelle more, non rimane che godersi questo piccolo spettacolo della natura, offerto dalla divina grazia.

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Silvia Gullino

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