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Attualità | 29 dicembre 2023, 12:23

Una vita con la divisa dei vigili del fuoco: va in pensione il capo distaccamento di Saluzzo Elio Liboà

Ha coperto questo incarico per tre anni e mezzo, ma ha svolto attività in varie sedi della provincia. "Pompiere lo si rimane per sempre. Mi piacerebbe andare a New York al memoriale delle Torri Gemelli, dove sono morti tanti vigili del fuoco nel 2001"

Da sinistra Mauro Gerbaudo Ispettore Anticendi, con Elio Liboà in occasione della Festa di santa Barbara a Cuneo, davanti al Duomo

Da sinistra Mauro Gerbaudo Ispettore Anticendi, con Elio Liboà in occasione della Festa di santa Barbara a Cuneo, davanti al Duomo

Va in pensione tra due giorni, il 31 dicembre, Elio Liboà, da tre anni e mezzo Capo Distaccamento della caserma dei vigili del fuoco di Saluzzo.

Sessant'anni, originario di Morozzo e residente a Villanovetta di Verzuolo, ha 41 anni di servizio, a vario titolo, nei vigili del fuoco delle varie sedi della provincia.  

“Avevo iniziato nel 1982 con il servizio di leva come ausiliario dei vigili del fuoco - racconta - ma il mio amore risale all’infanziaMio padre Andrea era un vigile volontario a Morozzo e, da bambino, lo vedevo indossare la divisa che già amavo. Ero sempre spettatore estasiato quando lo vedevo uscire in squadra con il grosso camion dei pompieri".

Come è iniziata la sua carriera professionale?

"Dopo il corso a Roma, per 8 anni, ho svolto attività come volontario al distaccamento di Morozzo, per poi diventare effettivo dopo il concorso nel 1991.

Dal comando provinciale di Cuneo sono stato destinato ad Alba e poi a Mondovì fino al 1997, poi a Cuneo nella sede centrale fino al 2011, poi come caposquadra ancora ad Alba, Saluzzo, Cuneo e nuovamente a Saluzzo.

Per limiti di età non posso più continuare ed è giusto lasciar perdere. Anche se pompiere lo si rimane per sempre: lo spirito ti entra dentro e non esce più".

Sono molti i ricordi e gli interventi legati alla divisa.

"Nella mia carriera ne ho viste tante. Oltre ad interventi di routine, ho partecipato ai soccorsi dopo diverse calamità nazionali, tra cui i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia, gli incendi in Liguria o nelle Marche o nelle regioni vicine.

La mia prima calamità la ricordo bene: fu nel 1994, durante la devastante e drammatica alluvione del Tanaro, quando ero giovane vigile a Mondovì".

La missione più tenera?

Sono numerose. Quando riesci ad aiutare una persona o un animale in difficoltà, non c’è niente che ti dia più gioia e soddisfazione".

In questi anni è mutato molto l’approccio ai vostri interventi? 

"Si, grazie alla tecnologia, che ha portato cambiamenti non indifferenti, ai materiali di nuova generazione, agli automezzi e soprattutto alla continua formazione del personale con addestramenti specifici". 

Tanti i ringraziamenti prima di andare in pensione.

"Ringrazio tutti i colleghi che mi hanno supportato e sopportato e, in particolare, i “ragazzi” e le “ragazze” del Distaccamento di Saluzzo, sede dei miei ultimi tre anni di servizio, con cui si è instaurato un rapporto fantastico.

Così come con i volontari di Venasca, Barge, Savigliano, Racconigi e Busca, con i quali ho sempre collaborato molto bene".

Posata la divisa, cosa farà in pensione?

“Farò un po’ di sport e mi riposerò. Cercherò di viaggiare. Mi piacerebbe andare a New York, al memoriale delle Torri Gemelle, dove sono morti tanti pompieri l’11 settembre 2001. Noi vigili del fuoco siamo come fratelli in qualsiasi parte del mondo”.

vilma brignone

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