Era nell'aria da alcuni mesi la candidatura a sindaco di Emiliano Negro, che si presenta ufficialmente agli elettori del Comune di Roburent.
Classe 1973, residente in paese, Negro è sposato con due figli adolescenti e lavora come responsabile UOD presso il Politecnico di Torino; oltre ad essere presidente di Federcaccia Mondovì e vice provinciale dell'associazione.
Membro della Consulta del Parco Alpi Marittime è parte dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e componente del Direttivo Fratelli d’Italia Mondovì, oltre a essere socio dell'associazione Asso che si occupa della raccolta fondi per attrezzature mediche che si sta trasformando in Fondazione e donatore di sangue da 30 anni.
Come mai ha deciso di candidarsi a sindaco?
"Ad onor del vero la mia vita era già piuttosto piena e soddisfacente prima di questa decisione; con impegni dedicati alla famiglia, ai miei genitori, oltre al lavoro al Politecnico, l’associazionismo venatorio e gli amici. Ad un certo punto però ha prevalso in me ciò che identifico come dovere morale, ovvero l’impulso a cercare di mettere ordine in un contesto che un giorno verrà ereditato dalle nuove generazioni, i miei figli compresi."
Roburent arriva alle elezioni, dopo mesi di commissariamento, come vede il futuro del paese?
"Si tratta di un territorio con potenzialità turistiche ed abitative che ancora pochi colgono. C'è frazione San Giacomo predisposta ad un turismo tradizionale, sportivo e commerciale, c’è Roburent capoluogo, che offre un ambiente ideale per la tranquilla villeggiatura di bambini, genitori e nonni, i Cardini, splendida borgata ai piedi delle piste da sci, ad esso vocata come pratica trainante e la frazione Prà che dona, a chi la desidera, la totale immersione nella pace e nella riservatezza di un ambiente montano. Tutto ciò all’interno di un microclima unico, ideale per lenire problemi respiratori, godere di acque sorgive e paesaggi che staccano lo spirito dalla frenesia cittadina. Ciò che al momento manca è la capacità di creare rete e formare un comprensorio con le realtà contigue: prima di compiere il passo ho voluto verificare l’esistenza di questa premessa i cui sviluppi considero imprescindibili. Troppo spesso la frase “l’unione fa la forza” è stata utilizzata come mero slogan senza andare oltre, concentrando l’impegno locale fine a se stesso senza uscire dalle dinamiche di paese, curare profondamente i contatti politici e, prima di ogni altra cosa, i rapporti umani."
Qual è la sua opinione in merito agli eventi politici avvenuti in paese?
"Penso che ogni cittadino comune abbia il dovere ed il diritto di interessarsi alla vita politica anche senza esserne direttamente coinvolto, verificare le notizie, avere almeno tre riscontri, poi considerare il voto elettivo molto seriamente: la croce nel posto sbagliato può fare danni seri che si protraggono per anni.
Io stesso penso di essere stato superficiale, di non aver approfondito gli eventi, di non aver sentito il suono di campane diverse solo perché non ero parte dell’amministrazione e quindi legittimato a farlo. Rimedierò.
Le vicende a cui lei fa riferimento sono parte di un contesto unico i cui dettagli hanno, non solo dell’incredibile ma addirittura dell’impensabile. Io stesso ho faticato a metabolizzare, poi sono andato avanti".
Il commissariamento è stato conseguenza delle dimissioni in blocco di sette consiglieri che sedevano tra i banchi del consiglio comunale, tra questi vi era anche suo padre, cosa pensa di questa decisione?
"A loro voglio rivolgere un pensiero di gratitudine per essere stati assolutamente consapevoli delle critiche e degli attacchi che sarebbero arrivati con svizzera puntualità ed aver messo in essere un atto previsto dall’articolo 141 del TUEL, raro, di grande impatto ma pensato proprio come trionfo democratico nel caso in cui le evidenze siano talmente gravi da dover intervenire in modo perentorio e risolutivo".
Da chi è composta la sua squadra?
"Non posso vantarmi di essere stato proposto o cercato, sono partito, solo, con una idea precisa e contattato personalmente ognuno dei componenti, riconoscendo agli stessi bontà d’animo, viva intelligenza, in taluni casi esperienza ed una qualità che accomuna tutti: la propensione a mettersi a servizio del prossimo, della comunità. Ammetto che la consapevolezza di tutto il carico, in giacenza, mi ha impressionato; sarà quindi imperativo che uno per uno, i candidati Consiglieri, qualora eletti, portino avanti i propri impegni amministrativi con il duro lavoro, in modo concordato ma autonomo".












