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Storie di montagna | 14 aprile 2024, 07:37

STORIE DI MONTAGNA/108 - Federico, un vero casaro di montagna

Oggi siamo a Frabosa Soprana, tra la Val Maudagna e la Val Corsaglia, in Località Straluzzo. Qui c’è un piccolo caseificio, “Il Caseificio del Borgo”, nato dalla passione e la tenacia di Federico

STORIE DI MONTAGNA/108 - Federico, un vero casaro di montagna

Prosegue sulle pagine di Targato Cn il nostro appuntamento settimanale coi racconti di vita dalle valli cuneesi raccolti dalla scrittrice Cinzia Dutto.

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Sono le piccole realtà a fare la differenza, sono le storie belle a illuminarci la vita, sono i passi degli altri ad aiutarci a fare i nostri
(Cinzia Dutto)

Ho voluto iniziare con queste parole la storia di oggi, perché ogni persona che incontro e che racconto mi lascia un segno. Quando, però, riesco a scovare delle piccole perle portandole alla luce sento di avere fatto una cosa preziosa.

Oggi siamo a Frabosa Soprana, tra la Val Maudagna e la Val Corsaglia, in Località Straluzzo. Qui c’è un piccolo caseificio, “Il Caseificio del Borgo”, nato dalla passione e la tenacia di Federico.



Questo ragazzo, giovane e instancabile lavoratore, mi ha fatto entrare nel suo regno, dove passa la maggior parte del suo tempo. Originario del posto, il papà è un imprenditore edile, un mestiere però che non sente suo perché, fin da giovanissimo, Federico si appassiona al mestiere di casaro. Mi descrive questa sua passione come una vocazione.

A sedici anni, mentre frequenta una scuola professionale, inizia a lavorare presso il Caseificio di Frabosa, durante l’estate e nel periodo invernale, impara così a fare i suoi primi formaggi. Fare il casaro diventa una missione per questo ragazzo, che inizia così una strada che lo porta a lavorare presso molti caseifici, che gli permette di accumulare tanta esperienza in varie lavorazioni.



Federico continua la sua strada facendo ciò che più gli piace e diventando sempre più bravo, ma un problema di salute lo ferma per più di un anno! Non si perde d’animo perché per lui, il casaro, non è solo un mestiere, ma è ciò che ha deciso di fare nella sua vita. In questo periodo visita altri caseifici e continua ad imparare.

La mia passione è fare i formaggi, e nonostante mi sia stato consigliato dai medici di fare un altro lavoro, io non mi sono fermato!” mi dice sorridendo. “Avrei potuto lavorare in un caseificio industrializzato, dove i macchinari fanno la maggior parte del lavoro, ma non è ciò che voglio. Io amo fare il formaggio come un tempo, in modo artigianale. Voglio avere il contatto con il latte, seguire passo passo la lavorazione per ottenere il risultato migliore” conclude.

Il 15 luglio del 2023 apre il Caseificio del Borgo, ovvero il sogno realizzato di Federico. Tutta la famiglia di questo meraviglioso ragazzo lo ha aiutato a realizzare il suo progetto, soprattutto il papà che concretamente ha realizzato la struttura.

Mentre mi mostra tutti i lavori fatti mi fa capire quanto sia riconoscente a Gianfranco, il suo progenitore. “Se non fosse stato per lui non sarei qui” mi dice commosso.



Ormai ci sono sempre più caseifici industriali” continua Federico “Quelli piccoli ed artigianali sopravvivono solo grazie a dei giovani che voglio imparare a fare questo mestiere” mi dice. “Fare il formaggio in modo artigianale non è semplice, devi seguire passo a passo tutto il processo produttivo e fare molte lavorazioni, ma puoi dare dei prodotti con un gusto unico e di alta qualità!“ conclude.

Il Caseificio del Borgo è davvero una piccola perla. Un vero caseificio di montagna, che è stato creato, rispettando la meravigliosa struttura dove è sorto. Un tempo antico qui sorgeva un convento, che poi si è trasformato in cantine e stalle, infatti si possono ancora vedere i muri a pietra, le volte a botte e sembra di entrare in un luogo d’altri tempi.
 
Il latte arriva al caseificio ancora caldo tutti i giorni e proviene da degli allevatori locali, viene scaricato nell’abbattitore e lavorato in giornata. Anche se nel piccolo, qui tutto è studiato e strutturato alla perfezione. Il caseificio è completo e professionale.

Ma che formaggi si possono trovare da Federico? C’è una vasta scelta tra fresco e stagionato.

Ci sono dei formaggi che non si trovano in altri posti come “il nostraluzzo profumato con i petali di rosa” o il “Muntagnin di Malanotte” due formaggi stagionati davvero unici. Nei freschi ci sono i tomini alla marmellata o con miele e noci, il primo sale ai fiori di montagna o il “Panin di Gian” un semistagionato affinato nella paglia. C’è anche lo yogurt di montagna, una vera specialità.

Sono davvero tanti i formaggi da scoprire. Dove si possono trovare? In vari negozi, ma andare a comprarli sul posto, conoscere Federico, e sentirlo raccontare il suo mestiere, vedere con quanta passione produce, è sicuramente un’esperienza da fare e che vi consiglio.

Il Caseificio è aperto venerdì e sabato dalle 15.30 alle 19 e la domenica dalla 9.00 - 12.00 e dalle 15.30 alle 18.00.

Per contatti 392/7099121 o https://www.facebook.it/FedericoLAnza

Ho chiesto a Federico se era contento. Mi ha dato una risposta che fa riflettere
Si lo sono, ma sono preoccupato per il futuro, e chi non lo è oggi. Non ci sono aiuti per i giovani o almeno non è sempre facile accedervi. Sono papà di un bimbo e un altro è in arrivo, io e mia moglie, Alessandra, siamo uniti e portiamo avanti l’azienda. Anche lei ha sempre creduto in questo mio sogno.  Quando io parto con la mia macchina e vado in giro a fare assaggiare i miei formaggi  per acquisire altri clienti è lei che resta in azienda. Ci credo, vado avanti e spero di fare una lunga strada!

Ciò che davvero mi ha affascinato nel piccolo mondo di Federico è come ci sia attenzione in ogni particolare: lavora solo latte crudo, gli ingredienti sono scelti con attenzione e le lavorazioni eseguite con professionalità e cura. La novità per la primavera saranno i formaggi di pecora e capra. Sperimenta e inventa sempre, perché ha capito che, per andare avanti, devi distinguerti dalla massa.  Questo è davvero il suo lavoro!!


 
Federico è una forza, si è rialzato dopo il furto di formaggi subito l’anno scorso, dopo un mese dall’apertura, e nei suoi occhi c’è la passione e la grinta per andare avanti. Tanti hanno creduto nel suo sogno e lo sostengono e lui vorrebbe ringraziarli tutti, perché è una persona davvero splendida. Vale la pena di sostenere questo ragazzo e di assaggiare i suoi formaggi perchè sono davvero ottimi e unici!

La piccola borgata di Straluzzo, che fino ad ora era sconosciuta, almeno a me, da un po’ di tempo ha qualche residente in più, una piccola impresa che è nata sul territorio e lo valorizza, una perla da sostenere e tutelare sia come singolo consumatore, che come ristoratore o bottega dove poter dare ai clienti qualcosa di davvero unico.

Cinzia Dutto

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