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Politica | 22 maggio 2025, 08:47

Tagli sulle strade locali, Calderoni (PD): "Ahimè avevo ragione. Il governo fermi questa follia"

Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, commentando la conferma ufficiale dei tagli per 1,7 miliardi di euro alle risorse destinate alla manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale e metropolitana

Mauro Calderoni (Foto Doriano Mandrile)

Mauro Calderoni (Foto Doriano Mandrile)

“Lo scrivevo già nel dicembre scorso, quando denunciai l’ipotesi di tagli alle strade locali per finanziare il ponte sullo Stretto. Fui accusato di fare propaganda. Oggi è una drammatica realtà sotto gli occhi di tutti”.

Lo dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, commentando la conferma ufficiale dei tagli per 1,7 miliardi di euro alle risorse destinate alla manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale e metropolitana.

"Si tratta di fondi già stanziati, spesso destinati a interventi progettati o in fase di realizzazione. È una scelta irresponsabile, con un impatto devastante sui territori, che mette a rischio la sicurezza dei cittadini e mina il diritto alla mobilità, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni".

Per il Piemonte il taglio ammonterà a 31.871.169 euro, e solo per la provincia di Cuneo la perdita sarà di 6.936.283 euro. Cifre che parlano da sole e che rendono evidente la gravità della situazione.

"Province ed enti locali non possono continuare a essere il bancomat di uno Stato che promette sviluppo ma taglia sull’essenziale. La sicurezza delle nostre strade non è una spesa comprimibile, è un investimento necessario per chi lavora, studia, vive fuori dai grandi centri urbani. Quando si fanno questi tagli, si rompe un patto di fiducia con le comunità".

Calderoni chiede quindi al Governo di tornare sui propri passi: "Occorre ripristinare integralmente i 385 milioni tagliati per il biennio 2025-2026 e aprire subito un confronto vero con gli enti locali. Non si può parlare di coesione e sviluppo se si lasciano indietro i territori. E non si può chiedere a sindaci e presidenti di provincia di garantire sicurezza senza dar loro strumenti e risorse".

"A questo punto – conclude -, una domanda è inevitabile: Cirio e Robaldo, di fronte a tutto questo, cosa fanno? Tacciono o alzano la voce per difendere i territori che amministrano?".

 
 


 

comunicato stampa

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