Venticinque uomini, sei donne e uno slogan che è tutto un programma: “Se non son matti non li vogliamo!”. Così ha preso il via all'alba di domenica 6 luglio, dalla bocciofila del paese la decima edizione della “Scarnafigi–Spotorno”, la pedalata di 137 km che ormai è diventata un appuntamento fisso, e soprattutto, un rito di amicizia e passione che dura da 10 anni.
La partenza alle 6 del mattino, ha dato il via a una lunga traversata che ha toccato le campagne saviglianesi, Fossano e Dogliani, dove un meritato ristoro ha permesso al gruppo di prepararsi alla temuta “Bossola”, la cosiddetta “Cima Coppi” del percorso, ormai leggendaria tra i partecipanti.
Poi giù a rotta di collo verso Camerana e l’incantevole valle Belbo, fino ad Altare dove i ciclisti incominciano a intravedere i primi cartelli che indicano Savona.
Alle 11,30 il gruppo inizia la discesa del Colle di Cadibona e affronta gli ultimi 11 km sull’Aurelia. Tra il caldo, la fatica e le ultime pedalate, l’arrivo a Spotorno alle 12,30 è un trionfo: urla di gioia, pacche sulle spalle e un rigenerante tuffo in mare che vale tutto il sudore versato in 6 ore e mezza di pedalata.
Dopo il meritato pranzo ci sono state le attese premiazioni: I Ciapamusche d’oro per i più veterani, il premio rosa per le instancabili “ragazze” cicliste, uno zainetto speciale per Samuele, mascotte di soli 6 anni, e poi cappellini, magliette e giubbini per tutti.
Più che un gruppo sportivo, “I Ciapamusche” sono una grande famiglia ciclistica.
Il rientro in pullman è l’ultimo capitolo di una giornata che ha il sapore dell’impresa e il cuore della festa.
Un ultimo brindisi in bocciofila, tra abbracci e occhi lucidi, chiude la decima edizione di una tradizione che è molto più di una pedalata: è un inno alla vita, all’amicizia, e alla sana, contagiosa allegria di chi crede ancora nelle emozioni semplici e autentiche.













