Un nuovo capitolo si apre per l’ex stamperia Miroglio di Govone, rimasta inutilizzata per cinque anni. Il sito industriale, che sorge lungo la Statale 231 in località Sottere, alle porte della provincia di Asti, è stato ufficialmente acquisito dal gruppo Lannutti, realtà cuneese tra i principali player europei nella logistica integrata e nei trasporti industriali.
La notizia, confermata nei giorni scorsi, segna un passo importante per l’economia locale. Negli anni scorsi il sito era stato acquisito da un noto produttore vinicolo della Valle Belbo. Ora il gruppo guidato dal ceo Valter Lannutti (nella foto sotto) ha scelto di investire nell’area con l’obiettivo di creare un nuovo polo logistico, puntando sulla strategicità geografica e sul riutilizzo di un’area già edificata.
Lo stabilimento aveva cessato le attività nell’estate del 2020, dopo anni di progressiva riduzione dei volumi produttivi. La società fu messa in liquidazione dal gruppo Miroglio per concentrare gli investimenti nei settori con maggiori prospettive di ripresa, lasciando dietro di sé 151 lavoratori e un’eredità industriale che per decenni aveva rappresentato un’eccellenza europea nella stampa tessile.
“Si tratta di un’operazione a zero consumo di suolo, come già avvenuto nel 2020 con l’ex Michelin di Fossano”, ha sottolineato Lannutti, “un investimento che raccoglie l’eredità industriale del passato, riportando vita e lavoro dove prima c’era attività produttiva”.
"L’insediamento di Govone – dice ancora Valter Lannutti – guarda a un comprensorio, quello albese, di particolare rilievo dal punto di vista industriale e produttivo. E’ una zona che aggiungeremo con grande piacere tra quelle nelle quali il nostro gruppo è oggi attivo con una presenza diretta per mettere a disposizione del territorio la nostra esperienza nelle attività di logistica, magazzino, stoccaggio e trasporto".
L’area, che si estende per oltre 200 mila metri quadrati, ospitava uno degli stabilimenti tessili più avanzati d’Europa: la storica stamperia del gruppo Miroglio, attiva dagli anni Ottanta, capace di produrre fino a 10 milioni di metri di tessuto all’anno, con oltre 3.500 disegni originali e 64 mila metri quadrati coperti. Ma il cambiamento globale del mercato tessile, unito alla crisi strutturale del settore e alla delocalizzazione produttiva, aveva condotto progressivamente al ridimensionamento fino alla chiusura definitiva nel 2020, dopo un’ultima fase di riconversione durante l’emergenza Covid.
Ora, con il passaggio di proprietà, il sito potrà ritrovare funzione e centralità, grazie alla flotta di tremila mezzi del gruppo Lannutti e a una progettazione orientata all’efficienza, alla distribuzione e alla sostenibilità. La posizione baricentrica tra Cuneo e Asti, a pochi chilometri dai principali snodi autostradali, rappresenta un ulteriore punto di forza per lo sviluppo di una logistica moderna e capillare.
“Restituire valore a un sito produttivo storico senza nuovo impatto ambientale è una scelta che guarda al futuro. Unisce rispetto per il territorio e concretezza imprenditoriale”, ha concluso Lannutti.













