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Attualità | 28 luglio 2025, 12:02

Mondovì, valutazioni in corso per l'ascensore al polo delle ex Orfane

Il tema è arrivato sui banchi del consiglio tramite un'interrogazione del centrosinistra. Il vice sindaco, Gabriele Campora: "Valutazioni in corso anche per rendere sostenibile una futura gestione e manutenzione"

A sinistra la zona per l'installazione dell'ascensore, a fianco della scalinata

A sinistra la zona per l'installazione dell'ascensore, a fianco della scalinata

"Per la realizzazione della predisposizione per l’ascensore inclinato presso il Polo delle Orfane sono stati impiegati fondi pubblici, che ad ora non hanno ancora recato vantaggio alla cittadinanza". 

Così i consiglieri del centrosinistra di Mondovì, Cesare Morandini, Davide Oreglia e Laura Gasco sono intervenuti, lo scorso giovedì 24 luglio in consiglio comunale, con un'interrogazione sulla mancata realizzazione della struttura che collega piazza d'Armi al Museo della Stampa, accessibile da questo punto solo tramite una scalinata (un altro accesso è presente da Baluardo Emanuele Filiberto). 

"Il polo - spiegano i consiglieri - , per l’uso del cortile per manifestazioni pubbliche, l’affluenza al Museo della Stampa e per le attrazioni in corso di realizzazione (Fondo storico librario, Giardino Segreto) fa registrare e farà registrare sempre un maggior afflusso di persone, per cui la presenza di una struttura meccanica di trasporto risulta esigenza reale (sul modello di altre città, ad es. Perugia)".

I lavori per il recupero dello stabile, furono appaltati nel 2016 per un primo lotto di recupero del complesso, nel quadro del progetto per il Polo culturale, che all’epoca avrebbe dovuto ospitare la  Biblioteca civica e l’Archivio storico.

"Del progetto furono in seguito stralciati, per insufficienza di fondi (europei, Fondazione CRC,  fondi propri del Comune), il recupero di parte dell’edificio e la realizzazione del previsto ascensore inclinato; per quest’ultimo, però, era già stata realizzata la  predisposizione, consistente in un vistoso “buco” nelle mura antiche della città, con scalinata pedonale, scalinata di servizio e vano per ospitare l’ascensore ed i macchinari relativi. 

Dopo quasi dieci anni da quegli eventi, il complesso delle Orfane ha precisato la sua funzione come Polo Culturale, ha ospitato il Museo della Stampa e si accinge ad ospitare il Fondo librario storico della Biblioteca civica: l'accesso ordinario al Polo delle orfane avviene oggi attraverso la lunga scala pedonale da Piazza d’Armi, che però risulta assai  faticosa, specie per gli anziani. Chiediamo quindi  quali siano le progettualità dell’attuale amministrazione in merito alla realizzazione dell’ascensore inclinato, se siano mutate o ridimensionate rispetto a quelle originarie, e quale priorità rivestano e se siano state attivate richieste di finanziamento, presso quali enti, sulla base di quale progetto, quale ne sia l’esito o con quali tempistiche se ne attenda l’esito".

A rispondere è stato il vice sindaco, Gabriele Campora:"L'ascensore ientrava nel progetto di riqualificazione dell'ex Polo delle Orfane, già predisposto con la precedente amministrazione, ma si è agito scegliendo di priorità ai lavori sull'edificio, che ancora deve essere completato con gli interventi all'ultimo piano.

Sono poi state fatte numerose riflessioni: essendo un servizio di trasposto a servizio della città bisognerà valutare anche i costi per la gestione dell'ascensore e la sua manutenzione. Un costo non da poco, quello di Cuneo costa 160mila euro all'anno, certo non sarà così quello di Mondovì, ma bisogna tenere conto di tutto ciò che sarà collegato alla gestione e prevedere che sia in qualche modo collegato con il trasporto pubblico locale, come la funicolare. Su questo progett  stiamo ragionando per accedere a un finanziamento tramite bianco, all'epoca il costo era di 220mila euro solo per l'installazione". 

"Percepiamo che è una ‘patata bollente’ per i costi di non facile decisione - ha risposto il consigliere del centrosinistra, Davide Oreglia -. Suggeriamo di trovare una soluzione, in qualunque senso, per non lasciare tutto cosi com’è".


 

Arianna Pronestì

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