Se il nuovo corso del Parco delle Alpi Marittime si sta rivelando travagliato, a giudicare da come sono volati gli stracci durante la “prima”, non così per quello del Monviso, dove tutto è filato liscio e senza intoppi di sorta.
Venerdì 18 luglio, concluso il periodo di commissariamento e dopo la nomina di Marco Dastrù da parte del presidente della giunta regionale Cirio, si è riunito per la prima volta il consiglio Egap (Ente di gestione delle aree protette), questa l’esatta denominazione giuridica, che ha come componenti: Piero Paletto (Pancalieri), Fabrizio Re (Crissolo), Riccardo Ambrogio (Pontechianale), Alfredo Fantone (Oncino), Sergio Beccio (associazioni ambientaliste).
Manca ancora il rappresentante delle associazioni agricole, che sarà nominato con successivo decreto non appena da queste indicato.
Un’assenza che non è prerogativa del Monviso, dal momento che risulta interessare anche le altre aree protette del Piemonte.
“È stata una prima occasione innanzitutto per conoscerci. Una riunione – commenta il neopresidente Dastrù che è stato ricevuto in Regione dal presidente Cirio e dall’assessore Gallo – svoltasi in un clima di cordialità nel corso della quale ho constato l’unanime a volontà di lavorare in spirito di collaborazione. Per correttezza istituzionale abbiamo rinviato la designazione del vicepresidente non essendo ancora il consiglio a ranghi completi”.
Accanto al consiglio, c’è anche la Comunità del Parco organo consultivo, propositivo e di verifica sull'attività dell'ente di gestione, composta dai presidenti e dai sindaci degli enti territorialmente interessati: Città metropolitana di Torino; Provincia di Cuneo; Unione montana del Monviso; Unione montana Valle Varaita; Comuni di Caramagna Piemonte, Casalgrasso, Casteldelfino, Crissolo, Faule, Oncino, Ostana, Paesana, Pancalieri, Polonghera, Pontechianale, Revello, Saluzzo e Villafranca Piemonte.
Presidente della Comunità delle Aree Protette del Monviso è Chiara Boretto, sindaca di Faule; vicepresidente, Paolo Motta, sindaco di Revello.
È verosimile dunque, essendo la pianura ampiamente rappresentata nei due consessi istituzionali, che il vicepresidente - se non sarà appannaggio dell’ esponente delle organizzazioni agricole – possa toccare ad un rappresentante della parte montana.














