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Economia | 12 agosto 2025, 07:00

L'arte del decluttering: i pezzi da tenere e quelli da lasciare andare

Shopping online, fast fashion e magari un po’ più di serenità economica, ed ecco che in pochi anni l’armadio scoppia

L'arte del decluttering: i pezzi da tenere e quelli da lasciare andare

Shopping online, fast fashion e magari un po’ più di serenità economica, ed ecco che in pochi anni l’armadio scoppia. Vestiti ovunque, una moltitudine di accessori, scarpe in ogni angolo libero, e quella sensazione di sopraffazione che da l’eccesso di cose inizia a farsi largo… che fare? È giunto il momento di fare decluttering.

Mettere in ordine il guardaroba non è solo un’esigenza pratica, ma anche un atto di responsabilità, in un momento storico in cui si ragiona su un consumismo più etico. Liberarsi del superfluo fa emergere ciò che conta davvero, anche nello stile personale. E mentre riaffiorano capi inutilizzati da anni, altri rivelano un valore assoluto e richiedono spazio e cura. Tra questi, il cappotto da donna elegante spicca spesso tra i pezzi di pregio.

Decluttering del guardaroba: un approccio strategico

Il decluttering non implica solo eliminare il disordine dal guardaroba, ma avviare un vero e proprio percorso mentale, che mostri razionalmente le reali necessità, anche in fatto di stile.

L’obiettivo è creare uno spazio funzionale, dove ogni capo ha un motivo per essere presente. C’è spazio anche per qualche capriccio, è ovvio, ma che abbia un senso anch’esso, e non sia il frutto di un accumulo insensato.

Capi essenziali: gli irrinunciabili di ogni stagione

Ci sono capi che sorvolano le mode passeggere mantenendo un ruolo centrale nel guardaroba. Si tratta di elementi jolly, ben costruiti, spesso in tinta unita e colori sobri, da sfruttare in diverse occasioni.

Il cappotto da donna, ad esempio, se classico e ben fatto, accompagna gli outfit da lavoro più formali ma anche gli eventi nel tempo libero. Una silhouette definita e i dettagli curati lo rendono un capo da custodire, anno dopo anno.

Acquisti d’impulso: dire addio è la scelta giusta

Durante il decluttering emergono spesso gli acquisti d’impulso: abiti in saldo, colori insoliti, tagli che non valorizzano.

Questi capi, inutilizzati, occupano spazio e fanno confusione. Riconoscerli e lasciarli andare apre a ciò che serve davvero e all’ordine mentale, indispensabile.

Qualità al posto di quantità

Un buon guardaroba non si misura sul numero di capi ma sulla qualità degli stessi. Tessuti naturali o comunque misti, tagli ben fatti, cuciture e dettagli accurati e ben fatti, sono tutti fattori che distinguono un indumento di qualità da uno scadente.

Acquistare meno ma in modo migliore è un modo per ottimizzare le risorse anche a lungo termine, perché i capi dureranno e ci sarà bisogno di meno sostituzioni.

Via capi rotti o della taglia sbagliata

Dopo gli acquisti impulsivi, che si riconoscono subito perché spesso hanno ancora il cartellino, ci sono due categorie di capi da eliminare all’istante: quelli danneggiati e quelli della misura sbagliata.

Se i primi sono riparabili e valgono la pena, allora è bene farlo, senza rimandare ulteriormente. Altrimenti, con serenità, è bene lasciarli andare.

I vestiti della taglia sbagliata invece spesso li teniamo come coperta di Linus se troppo piccoli, o per pigrizia, se troppo grandi: in entrambi i casi, via. Ci sarà spazio per nuovi acquisti, che vestano a pennello.

Spazio al nuovo, conservando l’essenziale

Fare decluttering non significa svuotare, ma selezionare e riorganizzare quello che merita di essere tenuto. I capi giusti, come un cappotto da donna di qualità, il denim perfetto o la camicia bianca sartoriale meritano uno spazio arioso e all’altezza, e di essere accostati a capi altrettanto buoni.

Riorganizzare il guardaroba, è un gesto di cura verso sé stessi, di crescita per il proprio stile, è un approccio più semplice, sostenibile e autentico alla vita.








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