È stata un’estate complicata per i pendolari della linea Alba–Torino, dove ritardi e cancellazioni hanno pesato sul servizio quotidiano. A denunciare la situazione è il Comitato Pendolari Alba-Germagnano, che ha raccolto le segnalazioni degli utenti e prepara ora il confronto con la Regione. “Otto minuti: questa è la media del ritardo del treno 26409, che incrociando il 26406 costringe i lavoratori ad attendere. Per ora le scuole sono chiuse, ma a settembre cosa accadrà?” osserva Antonio Fusà, portavoce del comitato. Le criticità non si sono limitate ai ritardi: in due occasioni il convoglio è stato soppresso a Bra, senza predisporre servizi sostitutivi e senza comunicare ai viaggiatori le motivazioni.
Sul tema più generale dei disservizi ferroviari in provincia interviene anche Fulvio Bellora, referente locale del Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.). Bellora ha raccolto le segnalazioni relative alla linea Asti–Alba, dove nella prima metà di agosto due corse mattutine sono state cancellate a causa di problemi al materiale rotabile. “Ho segnalato l’accaduto all’assessore regionale Marco Gabusi e all’Agenzia della Mobilità, chiedendo di sollecitare Trenitalia a una manutenzione più puntuale dei convogli diesel”, spiega.
Il nodo tecnico resta quello dei Minuetto, convogli ormai datati che richiedono interventi strutturali. “Abbiamo chiesto che nei piani di investimento vengano inseriti treni ibridi, bi o trimodali, da collocare sulle linee non elettrificate. Sarebbe un passo avanti per collegare direttamente tratte diverse e ridurre sprechi di carburante e usura dei mezzi” aggiunge Bellora.
Un problema che tocca anche altre tratte cuneesi, come la Cuneo–Ventimiglia, già più volte al centro di segnalazioni. “Quando le corse vengono sostituite da bus, i disagi aumentano: spesso non è chiaro dove fermino e, in certi casi, sono gli stessi passeggeri a dover indicare agli autisti il percorso” denuncia ancora Bellora.














