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Attualità | 02 settembre 2025, 13:08

Cardè abbraccia il paese argentino di Estación Clucellas

Un ponte di memoria e amicizia unisce il paese piemontese alla comunità argentina dopo l’emigrazione dei Demarchi nella cittadina sudamericana nell’Ottocento. Domani mercoledì 3 settembre l’incontro in Comune con una delegazione del paese

I documenti d'archivio del Comune di Cardè, risalenti all'800, con lo stato civile originario dei Demarchi

I documenti d'archivio del Comune di Cardè, risalenti all'800, con lo stato civile originario dei Demarchi

“Quando la storia unisce i popoli, nascono occasioni di incontro e amicizia”.  Domani, mercoledì 3 settembre, alle 14, la sala consiliare del Municipio di Cardè ospiterà un momento speciale dedicato al legame che unisce il paese sulle rive del Po con Estación Clucellas, cittadina argentina situata nella provincia di Santa Fe, nella regione centrale dell’Argentina.

Un vincolo che affonda le proprie radici nell’Ottocento, quando alcuni membri della famiglia Demarchi partirono da Cardè per emigrare oltreoceano. Con loro portarono usi, costumi e il ricordo del paese d’origine, lasciando tracce che ancora oggi testimoniano l’unione fra due terre lontane.

Estación Clucellas, che oggi conta circa 900 abitanti (poco meno di Cardè che ne conta circa 1100), si trova nel Dipartimento di Castellanos, Comunità rurale nata lungo la linea ferroviaria ‘General Belgrano’, (da qui il nome 'Estaciòn' cioè 'stazione' basa ancora oggi gran parte della sua vita sull’agricoltura e sull’allevamento.

La Compagnia del Cardo di Cardè ha voluto rivolgere un messaggio ricco di emozione agli amministratori argentini, ricordando le tante famiglie cardettesi che con coraggio affrontarono la difficile scelta di emigrare in Sud America in cerca di un futuro migliore. Tra queste, la famiglia Demarchi, le cui origini sono state ricostruite attraverso preziosi documenti d’archivio.

A Cardè vivono ancora oggi persone che portano quel cognome e che stanno cercando possibili legami con i discendenti in Argentina, dove il ricordo di quella migrazione rimane forte nelle memorie familiari.

Da qui la proposta dell’associazione: avviare una collaborazione con Estación Clucellas, per condividere tradizioni, esperienze e valori comuni, costruendo un ponte culturale capace di unire le due comunità.

Il progetto, promosso dal Comune di Cardè insieme alla Compagnia del Cardo, intende quindi valorizzare le origini comuni, rinsaldare i rapporti con Estación Clucellas e creare nuove occasioni di dialogo e amicizia.

Siamo davvero felici – afferma Mattia Meirone Barbero, presidente della Compagnia del Cardo – di poter accogliere la delegazione argentina in visita a Cardè. È emozionante vedere persone che, anche a distanza di generazioni, sentono il desiderio di riscoprire le proprie radici. È un’occasione speciale per condividere storie, ricordi e legami che attraversano il tempo e lo spazio”.

La delegazione di Estación Clucellas è composta dal sindaco Raúl Juan Cuggino e da Rubén Priolo, presidente della “Famija Piemontèisa”, l’associazione che riunisce i piemontesi emigrati in Argentina.

Come Compagnia del Cardo – prosegue Meirone Barbero – ci siamo impegnati negli ultimi mesi a mettere in contatto i vari rami della famiglia Demarchi presenti sul territorio, che potrebbero discendere dagli stessi progenitori.

Un grazie va all’amministrazione comunale, che ci ha consentito di consultare l’archivio storico, e all’associazione Piemontesi nel mondo, rappresentata dal vicepresidente Ugo Bertello di Vigone, che ci ha permesso di stabilire i primi contatti con Estación Clucellas lo scorso ottobre, in occasione di una serata molto sentita dalla popolazione”.

Cardè, che conta numerosi iscritti Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) in Argentina, mantiene ancora oggi un forte legame con quel Paese. Molti cardettesi, infatti, hanno avuto o hanno tuttora parte della loro famiglia oltre oceano.

Un legame che ora, con questa iniziativa, si rafforza nel segno della memoria, delle radici condivise e di un’amicizia che guarda al futuro.

Anna Maria Parola

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