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Politica | 24 settembre 2025, 15:57

Emanuele Filiberto al Memoriale della Cuneense: polemiche in Consiglio comunale

Critiche dai consiglieri di estrema sinistra per la visita del principe. Di Ielsi (Comitato 10 Febbraio): «Solito doppiopesismo, silenzio sulle foibe e sugli esuli»

Memoriale della Divisione Alpina Cuneese, immagine di repertorio

Memoriale della Divisione Alpina Cuneese, immagine di repertorio

I consiglieri dell’estrema sinistra in Consiglio comunale a Cuneo hanno criticato in Aula la visita del principe Emanuele Filiberto di Savoia al memoriale della Divisione Alpina cuneense. Un momento di omaggio e commemorazione che non intendeva avere nelle intenzioni, né ha avuto nello svolgimento, alcun riscontro o implicazione politica, essendo unicamente dedicato alla memoria e al tributo di una tragedia che ha coinvolto migliaia di soldati piemontesi e cuneesi in particolare.

Enrica Di Ielasi, dirigente provinciale del Comitato 10 Febbraio commenta così: “Ciò che ci lascia profondamente perplessi e ci spinge a una riflessione è l'atteggiamento di coloro che sono stati pronti a indignarsi per questa iniziativa ma, stranamente, non hanno mai avuto una parola di conforto, un gesto di vicinanza, per i parenti delle vittime delle foibe e per gli esuli dell’altra grande tragedia italiana,quella degli istriani, giuliani e dalmati, che rappresentano una ferita ancora aperta nella memoria storica del nostro Paese. Troppe volte, in Consiglio comunale, abbiamo assistito a silenzi assordanti, a voti contrari, a tentativi malcelati di riscrivere la storia o, peggio ancora, di distorcerla, negando la verità dei fatti. Invitiamo, pertanto, chi oggi si sente toccato e offeso dalla presenza dei discendenti di casa Savoia - famiglia con la quale non abbiamo alcun rapporto diretto né condiviso alcuna presa di posizione di parte -, a cercare sinceramente quella riappacificazione nazionale che da troppo tempo si auspica. E che per essere autenticamente tale deve abbracciare tutte le sofferenze e tutte le vittime della nostra storia. Quest’ultimo episodio si conferma ancora una volta un’occasione mancata e l’ennesima prova dell’incapacità di maturare da parte di una sinistra accecata dall’ideologia e che sopravvive solo alimentata dallo spirito di divisione e di antagonismo”.
 

cs

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