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Al Direttore | 26 settembre 2025, 06:01

La donazione mancata: un appartamento offerto al Comune di Peveragno e mai accolto

Il curioso caso della signora Ivana che voleva cedere il suo alloggio di Pradeboni per fini sociali. Dopo anni di attese e silenzi da parte dell'ente, l’immobile oggi non è più disponibile

Il municipio di Peveragno: la donazione della signora Ivana oggi non è più disponibile

Il municipio di Peveragno: la donazione della signora Ivana oggi non è più disponibile

Quando si dice ‘non ci posso credere’ oppure ‘il mondo sta girando alla rovescia’”. Così inizia la lettera inviata alla nostra redazione dalla signora Ivana, che nel 2019 decise di compiere un gesto di grande generosità: donare al Comune di Peveragno il suo appartamento di frazione Pradeboni, con l’intenzione di destinarlo a persone in difficoltà o ad altre finalità sociali.

Il sindaco Paolo Renaudi e il vicesindaco – racconta Ivana – furono entusiasti della mia proposta e mi dissero che sarebbe stata avviata la procedura. Poi è arrivata la pandemia. Terminata l’emergenza e dopo la rielezione del sindaco, l’ho chiamato più volte, anche sul suo cellulare, ma non mi ha mai risposto. Morale: offrire in dono un appartamento come gesto di altruismo e in memoria dei miei cari forse non è piaciuto”.

Abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco Renaudi, che ammette alcune mancanze: “Sul fatto delle telefonate mi scuso: mi è proprio sfuggito, non sapevo che la signora mi avesse cercato ancora. Ma la realtà è che già prima della pandemia la pratica era congelata per via di irregolarità catastali. Essendo un condominio, servivano interventi che coinvolgessero anche altri proprietari, e questo bloccava l’iter. Poi è arrivata la pandemia e la cosa si è persa di vista. Non c’è mai stata volontà di fermare la donazione: ora mi piacerebbe recuperare i contatti con la signora e spiegare meglio la situazione”.

La signora Ivana, però, non accetta questa versione e oggi si accende: “Il costo della sanatoria l’avrei pagato io. Lui parlava solo di problemi con gli altri condomini, ma io la mia parte l’ho sistemata e pagata. Non si arrampichi sui vetri: ho telefonato più volte al suo cellulare, e quando ha riconosciuto il mio numero non ha risposto. Adesso l’appartamento non è più disponibile, perché l’ho venduto. E aggiungo: l’ho svenduto, perché era un ricordo dei miei cari. Con quello che ho ricavato ho fatto beneficenza. Le scuse del sindaco? Le avrei accettate allora, non oggi. Oggi non me ne faccio nulla”.

La signora conclude amaramente: “Con la gente che ha bisogno di una casa, che un sindaco si mostri contento della mia offerta e poi sparisca, è davvero una cosa curiosa. Non ci si comporta così”.

Dunque la possibilità di un dono al Comune di Peveragno si è dissolta, anche se ora il sindaco annuncia di voler riaprire il dialogo. 

Perlomeno una falla nell’amministrazione, però, resta evidente: non sono trascorsi cinque giorni, ma cinque anni, e non capita certo tutti i momenti che qualcuno offra a un ente pubblico un appartamento in donazione. 

Pradeboni non sarà Milano, ma un immobile rappresenta comunque un valore significativo per le casse di un piccolo Comune come Peveragno. Un valore oggi azzerato.



 

Cesare Mandrile

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